Recensione di Claudia Pieri
TRAMA
Dover decidere tra salvare una donna che hai amato o tener fede ai tuoi doveri di poliziotto. Questa è la scelta impossibile che si trova a dover affrontare l’ispettore Giusti. Diventare complice di un crimine o lasciare la ragazza al suo destino?
Il tempo è poco ma Valerio Giusti, noto tra i colleghi per il suo carattere spigoloso ma anche per il suo profondo rispetto per la giustizia, proverà a inventarsi una terza soluzione, pericolosa e piena di insidie. Aiutato, suo malgrado, da tre fedeli collaboratori deciderà di sfidare la sorte in una disperata corsa contro il tempo.
Non esiste alcun destino. Ci sono solamente scelte e decisioni.
Scegliere e decidere, in fretta, senza tradire sé stessi e senza oltrepassare il confine della legalità: è questa la sfida che Valerio Giusti, protagonista di Non esiste alcun destino, si trova ad affrontare, in una corsa contro il tempo che non lascia spazio a esitazioni:
…lui sempre decisionista, rapido di pensiero a volte anche al limite dell’arroganza.
È attorno a questa idea che si costruisce il cuore del romanzo di Roberto Pegorini.
La narrazione entra subito nel vivo della storia, con un impatto diretto e quasi fisico. Il ritmo è serrato sin dalle prime pagine, scandito da un countdown che struttura i capitoli e accompagna il lettore lungo un arco temporale limitato, un fine settimana, tre giorni, due notti, in cui tutto può cambiare e ogni scelta può risultare decisiva.

Roberto Pegorini
Roberto Pegorini, nato a Milano nel 1969 e laureato in giurisprudenza, vive nellabergamasca Val Cavallina, in un piccolo comune chiamato Casazza, ai piedi del lagodi Endine. Di professione giornalista, da oltre trent’anni si occupa prevalentemente dicronaca nera. Si dedica alla scrittura di romanzi e racconti dal 2002.
Per Todaro Editore ha pubblicato nel 2024 Lo hijab mancante mancante e, recentemente, la versione ebook di Almeno non questa notte (la prima indagine dell’ispettore Giusti). Di sé dice: “La solitudine mi sa fare buona compagnia e io la so fare a lei. Dico troppi pochi no, amo il vino rosso e Dublino, odio la neve in città e mi emoziono ancora davanti al mare”.
La scrittura di Pegorini si distingue per incisività e realismo: a tratti cruda, mai indulgente, riesce però anche a farsi profondamente empatica quando si concentra sugli stati d’animo dei personaggi.
È in questi momenti che il romanzo acquista ulteriore forza, mettendo a nudo dubbi, fragilità e tensioni interiori, e conducendo il lettore a condividere il dolore e la sofferenza che attraversano la vicenda:
Il peso che prova è come un sasso pesante e appuntito nello stomaco e inizia a essere sempre meno sostenibile…
In questo equilibrio tra tensione narrativa e profondità emotiva si inserisce la figura di Valerio Giusti, che emerge come il vero punto di forza del romanzo:
È burbero e scontroso, non è simpatico e non gli interessa esserlo. Anzi, spesso marcia su quei lati pessimi della sua personalità. Però è anche leale oltre ogni immaginazione e ha una sensibilità fuori dalla media, che esterna al momento opportuno, senza che chi lo circonda se ne accorga.
Non un eroe invincibile, ma un uomo segnato da limiti e fragilità, che proprio nella difficoltà delle scelte trova la propria dimensione più autentica.
È nel tentativo di restare fedele ai propri valori, nonostante il coinvolgimento emotivo e la complessità della situazione, che il personaggio assume una statura quasi eroica:
Valerio è scrupoloso e ha una sensibilità nascosta che lo fa sempre agire preoccupandosi dei più deboli.
Accanto a lui, anche i personaggi secondari contribuiscono in modo significativo alla costruzione della storia. Ben caratterizzati e funzionali allo sviluppo dell’intreccio, rafforzano la rete di relazioni che circonda il protagonista e alimentano quella tensione morale che accompagna l’intero romanzo:
Bettoni sorride (…) ha sempre la sensazione di essere considerato un poliziotto di livello minore. Con David e Melissa, però, è consapevole della stima che nutrono per lui e che riconoscono l’importanza delle sue ricerche per le indagini.
La dimensione etica della vicenda procede infatti di pari passo con la tensione narrativa: la ricerca di una soluzione che non comprometta verità e giustizia diventa il motore profondo della storia, dando spessore e credibilità all’intero impianto.
La scelta di affrontare tematiche attuali e dolorosamente reali, come il fenomeno della droga nei contesti giovanili e nei rave party, attraverso una narrazione senza filtri e senza concessioni alla retorica, contribuisce a rendere la storia credibile e i suoi protagonisti autentici. Ne emerge un’immagine dura ma necessaria della realtà:
Intorno a loro, ragazzi quasi tutti più giovani schiamazzano, indifferenti al senso di sconfitta che traspare dai loro volti. La vita è anche questa, chi circonda chi soffre è quasi sempre ignaro.
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