Recensione di Monica Truccolo
TRAMA
Durante la festa del solstizio d’estate, nei dintorni di Stenträsk, estremo Nord della Svezia, un corpo riaffiora nella torbiera di Kallmyren. Subito il pensiero va a Helena, la moglie del capo della polizia Wiking Stormberg, scomparsa in quella palude tanti anni prima. Ma il corpo che emerge dalle acque stagnanti è quello di un uomo, e quell’uomo non è annegato, perché, come un vampiro, ha un palo conficcato nel cuore che lo tiene inchiodato al fondo.
Per Stormberg il ritrovamento segna l’inizio di un febbrile viaggio a ritroso nella storia della sua famiglia, un percorso che lo porterà a mettere in dubbio tutto quello in cui credeva, e tutto quello che pensava di sapere sui suoi e su sé stesso. In questo travolgente capitolo finale della serie bestseller ambientata al circolo polare artico, Liza Marklund racconta di violenza, sfruttamento e costrizione, in una storia che dà forma alla vulnerabilità di una terra e della sua gente, all’ombra di una montagna tempestosa con cui l’autrice stessa è cresciuta.
Il corpo emerso dalla torbiera non era di Helena.
Il segreto della montagna è un thriller nordico in cui viene ritrovato uno scheletro in una torbiera, in un’area isolata e difficile da raggiungere.
In un primo momento, tutto fa pensare a Helena, la moglie del capo della polizia Wiking, ma si scopre presto che si tratta dei resti di un uomo.
La scena, immersa in un ambiente umido e paludoso, e alcuni dettagli del cadavere suggeriscono che la morte non sia stata del tutto naturale, spingendo Wiking a seguire il caso insieme ai colleghi, nonostante sia in malattia.
Ben presto l’indagine si intreccia con segreti torbidi del passato e questioni familiari mai rivelate, trasformando il caso in un viaggio tra mistero, tensione e verità nascoste.
«È un uomo» disse Wiking. «E non è morto per annegamento.» Lei alzò gli occhi. «È stato impalato sul fondo. Quando il legno si è imputridito, lo scheletro è venuto a galla.»
Il romanzo si sviluppa su più piani temporali, nel presente Wiking gestisce l’indagine, mentre nel passato scopriamo lentamente i segreti e le dinamiche nascoste della sua famiglia.
La storia combina thriller, introspezione psicologica e colpi di scena emotivi, facendo di Wiking non solo un investigatore, ma anche un uomo costretto a confrontarsi profondamente con il proprio passato.
La montagna, sfondo sia fisico che simbolico, rappresenta l’isolamento, la tensione e le verità nascoste.
All’inizio Karin e Carl andavano e tornavano ciascuno per conto proprio: in primavera e autunno in barca, in inverno sugli sci. Tutto questo cambiò dopo che lui finì nella crepa nel ghiaccio.

Liza Marklund
Liza Marklund, giornalista e co-fondatrice della casa editrice Piratförlaget, è una delle scrittrici scandinave di maggior successo di tutti i tempi. I suoi libri sono tradotti in quaranta lingue e hanno venduto più di venticinque milioni di copie nel mondo.
Dopo Perla nera, seguito alla fortunata serie poliziesca di Annika Bengtzon (undici episodi, tutti pubblicati in Italia da Marsilio), Perfette sconosciute segna il suo ritorno al giallo con una nuova serie ambientata nell’estremo Nord della Svezia, dove lei stessa è cresciuta, che unisce la passione per i libri e quella per il delitto, segue La donna della palude nel 2024.
Liza Marklund non si sofferma su dettagli superflui, andando dritta al cuore della vicenda.
I suoi personaggi emergono vivi e complessi, con paure, fragilità e contraddizioni che li rendono profondamente realistici.
La storia alterna passato e presente, una tecnica comune ma spesso difficile da padroneggiare, ma ne Il segreto della montagna, l’autrice intreccia i due piani temporali con fluidità, utilizzandoli per arricchire la suspense e approfondire i legami emotivi dei protagonisti.
Vide una luce elettrica filtrare sotto la porta in un corridoio a destra e fece un passo in quella direzione. Un attimo dopo una mano enorme le tappò naso e bocca da dietro, l’altro braccio intorno alla vita. Cercò di urlare, ma le uscì un verso sottile e soffocato. Non riusciva a incamerare aria.
Marklund dimostra grande abilità nel tessere un intreccio complesso, in cui i segreti familiari, le vicende della moglie e i legami con misteriosi servizi esteri si intrecciano senza soluzione di continuità.
Ogni personaggio nasconde verità inaspettate e mosse ambigue, creando un’atmosfera torbida e carica di tensione.
Il romanzo richiede attenzione e ritmo, perché seguire le dinamiche e i sotterfugi dei protagonisti è fondamentale per non perdersi tra inganni, misteri e sorprese narrative.
Quell’autunno Karin riprese gli studi. Fu Agnes a occuparsi di Wiking. Era un bambino solare che adorava ridere e cantare, e con il tempo la donna gli si affezionò.
La scrittura della Marklund cattura subito il lettore grazie a un ritmo serrato e una prosa fluida.
La tensione cresce costantemente, guidando attraverso misteri intricati e situazioni torbide, mentre i personaggi si svelano gradualmente nelle loro emozioni e contraddizioni.
Il finale sorprende e sconvolge, rendendo il romanzo un’esperienza intensa e immersiva, in cui la suspense e la profondità psicologica si intrecciano in modo perfettamente calibrato.
Wiking si chiedeva dove fosse.
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