Recensione di Barbara Terenghi Zoia
TRAMA
Ci sono storie che è meglio non raccontare. Emily, giovane autrice di un grande bestseller, non riesce a trovare l’ispirazione per il suo secondo libro, per il quale ha già ricevuto un cospicuo anticipo. La data prevista per la consegna è passata da parecchio tempo, ma lei non ha ancora scritto una riga. Si sente quindi in dovere di accettare l’inaspettata proposta della sua editor: un lavoro come ghostwriter.
Dovrà raccontare la storia di Jack Smyth, un noto ciclista accusato di aver ucciso la moglie. L’uomo vuole esporre la sua versione dei fatti, mettere nero su bianco la propria innocenza, e ha bisogno di qualcuno che lo aiuti a far sentire la propria voce. La notte in cui la sua vita è cambiata per sempre, Jack si è lanciato tra le fiamme nel disperato tentativo di salvare sua moglie da un incendio, ma è arrivato troppo tardi. La sua vicenda ha commosso l’Irlanda intera.
Emily non è affatto sicura di essere all’altezza del compito che le è stato affidato, ma sa bene cosa significa convivere con un segreto inconfessabile. Scoprirà, però, che non tutte le storie devono essere svelate.
Almeno fino a quando non è emerso che Kate era già morta prima che l’incendio divampasse. Da allora i sospetti lo perseguitano. Riluttante, Emily parte così per Sanctuary, una località isolata della Florida dove, osservando regole severissime, dovrà trascorrere del tempo con Jack per raccogliere la sua testimonianza. È innocente o colpevole?
L’ultimo libro di Catherine Ryan Howard è un thriller psicologico dal ritmo narrativo in costante crescita, che aumenta gradualmente insieme alla tensione.
Tutto è misurato e calibrato, a partire dall’ambientazione, abbagliante e inquietante: le acque della Florida che brillano al sole mentre si percorre la strada verso Sanctuary. Una città di enormi dimensioni, ancora in costruzione, dove il colore dominante è il bianco, dato dalle rocce e dai materiali edilizi. Un bianco accecante, amplificato dalla luce del sole, in cui solo due ville risultano abitabili.
Durante il giorno il luogo brulica di operai, ma già dal primo pomeriggio cala un silenzio irreale. A rimanere sono soltanto due persone: Emily e Jack.
Brucia il segreto racconta la storia di Emily, un’autrice che, dopo il successo del suo primo bestseller, ha incassato e speso l’anticipo per il secondo libro senza però riuscire a scriverlo, nonostante siano passati anni.
La sua casa editrice le propone allora un incarico come ghostwriter per Jack Smyth, ex ciclista professionista sospettato di aver ucciso la moglie. Emily accetta, seppur controvoglia.
A complicare tutto c’è un segreto che la tormenta da tempo e che qualcuno sembra aver scoperto proprio mentre si trova in questa città fantasma, isolata e lontana da tutto.
Emily è una protagonista che cattura fin dalle prime pagine: piena di dubbi sulle proprie capacità e su una moralità sempre più fragile, cerca di anestetizzare le sue incertezze con qualche bicchiere di vino. Jack, al contrario, è magnetico e imprevedibile: alterna momenti di empatia e fascino ad altri di rabbia e inquietudine, sfiorando talvolta una crudeltà quasi disturbante.
Più andavo veloce, meglio mi sentivo. E stavo ancora meglio quando soffrivo. Se il tuo corpo brucia, non hai più lo spazio mentale per pensare ad altro. Pensi solo al dolore. Ed era l’unico tipo di sofferenza che fossi capace di controllare.
A completare il quadro ci sono i personaggi secondari: Alice, amica e confidente di Emily; Grace, assistente di Jack; e Ben, suo migliore amico ed ex ciclista. Le dinamiche tra loro si modificano continuamente, contribuendo ad aumentare la tensione o a deviare i sospetti a seconda delle situazioni.
Uno dei punti di forza del romanzo è l’impianto narrativo. Alla linea temporale presente si alternano i capitoli al passato narrati in prima persona da Kate, la moglie di Jack.
Kate è seduta in macchina da dieci minuti, nel parcheggio del SuperValu. Dice a sé stessa: Apri la portiera e scendi. Ora. Dai. Fallo e basta. Forza.
Ma rimane immobile…
Queste sezioni, apparentemente frammentarie, arricchiscono la storia di profondità emotiva, restituendo a Kate una voce e un’identità che vanno oltre il ruolo di vittima.
Kate sa perché non riesce a dormire. Sa anche di non soffrire di esaurimento, di ansia sociale, agorafobia. In realtà ha paura. I messaggi sono ricominciati, e Kate non può dirlo a nessuno.
A ciò si aggiungono i brani del libro che Jack detta ed Emily scrive: frammenti che contribuiscono a sfumare i confini della narrazione principale, creando un effetto di continuo spostamento dell’attenzione.

Catherine Ryan Howard
Nata a Cork, è autrice pluripremiata di nove romanzi bestseller. Fazi Editore ha pubblicato 56 giorni, dal quale Amazon Prime Video ha tratto l’omonima serie TV. Vive a Dublino.
Catherine Ryan Howard dimostra grande abilità nel costruire personaggi complessi, dotati di motivazioni profonde e sfumature psicologiche che cambiano la percezione del lettore di capitolo in capitolo.
Pur restando un thriller psicologico, “Brucia il segreto” affronta anche tematiche rilevanti come gli abusi domestici, la responsabilità morale e il confine tra verità e finzione.
Elementi che, insieme ai colpi di scena, rendono il romanzo una lettura solida e significativa nel panorama thriller/noir.
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AUTORE: Nata a Cork, è autrice pluripremiata di nove romanzi bestseller. Fazi Editore ha pubblicato 56 giorni, dal quale Amazon Prime Video ha tratto l’omonima serie TV. Vive a Dublino.

