Quando finisce la tempesta di Manel Loureiro

Quando finisce la tempesta Salotto Giallo

Recensione di Samuela Moro

TRAMA

Bloccato a Ons, un’isoletta lungo la costa atlantica della Galizia, lo scrittore Roberto Lobeira non ha alcuna possibilità di raggiungere la terraferma né di comunicare con l’esterno per via di una tempesta che sembra preannunciare una tragedia. Quando le onde trascinano a riva un fardello misterioso, il suo contenuto scatena nei pochi abitanti dell’isola decenni di rancori, gelosie, vecchi conti da saldare e sete di vendetta.

E, come se non bastasse, una presenza misteriosa e incombente gli lascia sulla porta di casa un’offerta di sangue, un enigmatico messaggio che non riesce a comprendere. Immerso in un vortice di odio, segreti inconfessabili e ambizioni smisurate, Lobeira dovrà trovare un modo per sopravvivere sull’isola… almeno finché la tempesta non sarà passata.

C’è un’isola, al largo della costa atlantica della Galizia, che esiste davvero: Ons, cinque chilometri quadrati di sabbia bianca, vegetazione bassa frustata dal vento e un grande faro solitario sulla sommità.

Manel Loureiro la sceglie come palcoscenico di Quando finisce la tempesta, un thriller atmosferico e d’azione, edito Newton Compton. La scelta è già di per sé riuscita: un luogo reale, remoto e malinconico, che non resta semplice sfondo, ma incide direttamente sulle dinamiche della storia.

Nel romanzo lo scrittore Roberto Lobeira, il protagonista, arriva su Ons in cerca di tranquillità e isolamento.

Ons sarebbe rimasta completamente isolata fino al ritorno della bella stagione. Ed era proprio ciò di cui lui aveva bisogno

i traghetti smettono di correre e il mondo esterno sembra scomparire.

Con l’arrivo di ottobre, il traffico di viaggiatori s’interrompeva del tutto e l’isola restava quasi deserta e silenziosa

Quando una tempesta taglia ogni comunicazione con la terraferma e le onde depositano vicino alla riva un misterioso “fardello”, i pochi abitanti rimasti si ritrovano a fare i conti con decenni di rancori, segreti sepolti e una rivalità feroce tra le famiglie.

I Freire e i Docampo, le due famiglie che abitavano l’isola, si giuravano reciprocamente un odio

superato solo dalla necessità imperiosa di sconfiggere il rivale

Roberto Lobeira, visitatore straniero e scrittore di professione, diventa l’osservatore ideale: perspicace quanto basta per insinuarsi tra le pieghe di questo odio, estraneo quanto basta per non essere ascoltato o tenuto in considerazione.

Ma è proprio dal momento in cui mette piede sull’isola che una serie di eventi, diversi per natura e portata, lo allontanano dalla tranquillità ricercata, coinvolgendolo sempre più a fondo nelle tensioni e nelle opacità della comunità.

Il punto di forza di Quando finisce la tempesta è certamente lo stile.

Manel Loureiro

Come il protagonista del suo romanzo, Manel Loureiro è un avvocato che vive ed esercita a Pontevedra, in Galizia. Durante gli anni di studio presso l’università di Santiago de Compostela, ha lavorato per la Televisión de Galicia, esperienza che gli ha trasmesso una grande passione per il giornalismo; una passione che coltiva ancora oggi, collaborando abitualmente come opinionista con Cadena SER – la più importante radio privata spagnola – e scrivendo per le testate della sua regione.

Il successo è arrivato quasi per caso attraverso Internet: il blog in cui raccontava la fine del mondo a causa di un’epidemia che trasforma gli uomini in zombie ha infatti registrato più di due milioni di contatti nell’arco di poche settimane. Sull’onda dall’entusiasmo dei lettori, Apocalisse Z è diventato un romanzo che, grazie al passaparola, è stato un caso editoriale in Spagna.

Loureiro scrive con una precisione quasi cinematografica e una cura del dettaglio che attraversa ogni livello della narrazione: la descrizione dell’isola, con la sua vegetazione bassa e il faro che domina il paesaggio, ha la stessa densità delle sequenze d’azione più tese.

La tempesta Armand, con i suoi fenomeni atmosferici resi quasi tattili, non fa da semplice sfondo, ma scandisce il ritmo emotivo della storia, amplificando la pressione psicologica sui personaggi.

Loureiro si muove con disinvoltura tra il piano esteriore degli eventi e quello interiore del protagonista, restituendo tanto le dinamiche tra i personaggi quanto i loro stati d’animo con uguale attenzione.

Il risultato è una scrittura visiva e ricca, capace di tenere insieme paesaggio, azione e psicologia senza che nessuno dei tre prevalga sugli altri.

Eppure, proprio l’abbondanza può risultare il principale limite del libro. Morti raccapriccianti, rivalità familiari, segreti collettivi, messaggi di sangue, ambizioni e vendette: la trama accumula elementi su elementi fino a risultare, in certi tratti, più elaborata del necessario.

Non si tratta di una storia difficile da seguire: il filo narrativo regge, ma il romanzo avrebbe guadagnato in credibilità e impatto con una struttura più asciutta. Una maggiore sintesi avrebbe reso l’insieme più serrato e convincente.

Nel complesso, Quando finisce la tempesta funziona come intrattenimento di qualità, pur pagando il prezzo di una costruzione narrativa eccessivamente densa.

Loureiro dimostra padronanza dello stile e del genere, ma, in questo caso, la misura sarebbe stata la virtù in più: quella che separa un thriller riuscito da uno pienamente convincente.

Salottometro:

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