Dalla parte sbagliata si muore di Sonia Sacrato

Dalla parte sbagliata si muore Salotto Giallo

Padova, l’amore non salva e la vendetta non si ferma

Recensione di Samuela Moro

TRAMA

La nebbia, a volte, sembra possedere uno spirito proprio. A Padova la chiamano el caigo, e non è semplice nebbia: penetra ogni tessuto e strato termico e punta dritta alle ossa, immergendo la città in una coltre di immobilità e gelo. In una siffatta atmosfera è facile coprire le tracce di un omicidio, ma l’assassino ha deciso di ricattare la Questura: dodici milioni di dollari, o scorrerà altro sangue.

Le indagini spettano all’ispettore D’Elia, trasferito da Napoli e non ancora abituato ai brividi della bora, che nel mezzo del caso rincontrerà Diana, di quasi cinquant’anni e nel pieno dei bilanci esistenziali, dotata di un insolito istinto investigativo e risucchiata nel vortice di violenza. Entrambi dovranno fare i conti con una relazione mai cominciata e insieme mai terminata.

Per chiarire i loro sentimenti resta poco tempo: mentre la nebbia s’infittisce, lo spietato countdown del killer scorre inesorabile.

Padova, el caigo, la nebbia che non è semplice nebbia: penetra ogni strato, ghiaccia sui rami, punta alle ossa.

È questa l’atmosfera che accoglie il lettore in Dalla parte sbagliata si muore, il nuovo romanzo di Sonia Sacrato, un giallo ambientato in una città che diventa quasi personaggio essa stessa, riconoscibile e ben tratteggiata per chi ne conosce le strade e i ritmi.

Al centro della storia c’è l’ispettore Sebastiano D’Elia, napoletano trapiantato nel Nordest, alle prese con un caso di omicidio che diventa presto un ricatto ai danni della Questura, e con Diana Manfredi, donna di quasi cinquant’anni nel pieno dei propri bilanci esistenziali, dotata di un istinto investigativo tutt’altro che ordinario. Tra i due aleggia una relazione mai davvero cominciata e mai del tutto chiusa, mentre il countdown di un killer scorre inesorabile sulla città.

Il romanzo si legge con piacere e scorre senza intoppi.

L’autrice dimostra una buona capacità nel costruire i propri personaggi dal punto di vista psicologico e relazionale, e non rinuncia a toccare temi con una certa profondità: la solitudine, la difficoltà di creare legami lontani da casa, il valore dell’amicizia come ancora in acque agitate. Lo spaesamento di D’Elia, ad esempio, è reso con efficacia:

già gli sembra assurdo poter vivere lontano dal mare, ma non passa giorno in cui si chieda come sia possibile adattarsi alla nebbia che sfuma anche le linee dei palazzi, al cielo spesso plumbeo che pesa addosso ai tetti e alle spalle

Una tortura tutta interiore, oltre che… climatica.

L’ambientazione è forse l’elemento più riuscito del libro. La campagna veneta, el caigo, la città, i modi di dire locali

Padova non è abituata a queste cose. «Questa ze roba da Sud», dicono i padovani. Pure con un po’ di naso arricciato. Gli omicidi, le sparatorie, sono cose che si vedono al tg nazionale, non sotto le finestre di casa

contribuiscono a costruire un’atmosfera autentica e coerente, che i lettori del territorio riconosceranno con un sorriso.

Sonia Sacrato

Sonia Sacrato (Syssa, per chi può parlarle prima del caffè) è nata e vive a Padova ed è appassionata di arte, musica e cronaca dimenticata, che ama intrecciare alle sue storie. Governante full-time dei Kiss, tre gattoni nati per delinquere, viaggia in compagnia di una coccinella di peluche che funge da instancabile travel blogger. Ha pubblicato la “Trilogia del gatto Pablo”: La mossa del gatto, L’istinto del gatto (entrambi con Newton Compton Editori, 2021 e 2022) e L’enigma del gatto (2023).

Il limite principale del romanzo della Sacrato sta però in uno squilibrio strutturale difficile da ignorare: la componente gialla, quella degli omicidi, delle indagini e del loro sviluppo, tende a passare in secondo piano rispetto alla dimensione sentimentale e relazionale.

Le dinamiche tra i protagonisti occupano uno spazio considerevole, a scapito della trama investigativa, che avrebbe meritato un respiro più ampio e un approfondimento più deciso. Il meccanismo del ricatto, le indagini, la risoluzione del caso: tutto funziona, ma senza mai davvero esplodere, lasciando la sensazione di un potenziale parzialmente inespresso.

Sonia Sacrato dimostra di avere voce e atmosfera dalla sua parte: ma proprio come la nebbia che avvolge Padova in inverno, la componente investigativa resta in parte sospesa, senza mai condensarsi in una tensione pienamente compiuta.

Dalla parte sbagliata si muore è in definitiva una lettura piacevole e accessibile, adatta a chi cerca un giallo che non disdegni la dimensione umana ed emotiva dei propri personaggi, più attento ai legami che alla tensione dell’indagine

Salottometro:

3,5
Dalla parte sbagliata si muore Salotto Giallo

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