Perdenti
Recensione di Monica Truccolo
TRAMA
Lorenzo Ligas è un avvocato penalista brillante. Forse il più geniale sulla piazza di Milano. Ma la sua vita è andata in frantumi. È un disastro e lo sanno tutti. I suoi soci lo allontanano perché ha smarrito definitivamente il confine tra dovere e piacere. Lui, però, non può smettere di lavorare. Così decide di fare ciò che gli riesce meglio: sceglie i casi che nessuno vuole, quelli già decisi dal pregiudizio e dal rumore dei media.
Poi c’è la vita fuori dall’aula: un matrimonio finito e una figlia che Ligas ama più di ogni cosa al mondo. Il padre perfetto non esiste, lui lo sa. Può solo esserci quando conta, cercare di mettere sua figlia davanti a tutto senza lasciarsi travolgere dai propri demoni. Ma mentre cerca di restare a galla fra guai privati e problemi professionali, bussa alla porta un caso che puzza di guai. Un poliziotto ucciso. Un ex cantante sul banco degli imputati. Chat cancellate nell’ora sbagliata. Un misterioso telefono svizzero.
Testimoni che vacillano quando è il momento di parlare. E un palazzo con un’uscita secondaria. Tra bar rumorosi e corridoi di tribunale, Ligas cerca la crepa dove tutti vedono un muro. Se il colpevole perfetto fosse solo un alibi per qualcun altro? E soprattutto: a chi conviene davvero che l’imputato resti colpevole? È una corsa contro la fretta di condannare e contro le scorciatoie del sistema. Per Ligas la regola non cambia: tutti sono innocenti fino a prova contraria e meritano la miglior difesa possibile. La sua.
Ettore Capobianchi non si avvicinò per tastargli la vena sul collo né urlò. Non fece nulla di ciò che fanno di solito nei film i poveri cristi che scoprono un cadavere.
Il protagonista di questo romanzo Legal Thriller, Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti, è Lorenzo Ligas, brillante avvocato milanese la cui vita sta andando a rotoli.
Un matrimonio fallito, la dipendenza dall’alcol e quella, non meno dannosa, da Tinder lo hanno reso sempre più inaffidabile. Quando, a causa dell’ennesima bravata, fa perdere allo studio legale un facoltoso cliente, i suoi due soci lo costringono a fermarsi e a prendersi una pausa di riflessione.
L’ultima volta che mi sono lanciato in un’avventura del genere, tre o quattro domeniche fa, il mattino dopo mi è toccato presentarmi in tribunale con la faccia coperta di graffi: le fan delle unghiate sono un grande classico di Tinder.
La possibilità di riscatto arriva con Jack Zero, ex pop star caduta in disgrazia e accusato di omicidio premeditato.
La vittima è un poliziotto, l’ex marito della sua attuale compagna. Jack è stato visto litigare con lui poco prima del delitto e uscire dalla casa della vittima pochi minuti dopo. Per gli inquirenti è il colpevole perfetto. Ma nulla è come sembra.
Cantautore. Cocainomane, c’è scritto anche sul verbale di fermo. I giornali ci andranno a nozze per settimane. Occasione e movente. Anche qui non ne usciamo, temo.
L’avvocato Ligas brilla in aula, si autodistrugge fuori, tormentato ma capace di intuizioni fulminee.
È la sua fragilità a trasformarlo in un personaggio magnetico, capace di catturare l’attenzione del lettore. È lo stereotipo del milanese arrogante, vanesio e cinico, ossessionato dal suo stile, dalla carriera e dai cocktail costosi. Pur avendo fascino, non mostra ancora qualità che lo rendano davvero positivo; ciò che lo fa apparire così vivido e irresistibile è il suo carisma.
«Moderi, avvocato Ligas, moderi» fa Mazzanti. «Chiedo scusa» rispondo alzando le mani. «Ma sono sicuro che le indiscrezioni degli ultimi giorni, e persino quelle delle ultime ore, siano tutte uscite da qui.»
Difendere un personaggio come Jack Zero significa per Ligas affrontare non solo un processo complesso, ma anche l’opportunità di dimostrare agli ex soci dello studio, all’ex moglie e, soprattutto, a sé stesso, di non essere definitivamente perduto.

Gianluca Ferraris
Gianluca Ferraris, (1976-2022), genovese di nascita e milanese d’adozione. Giornalista, si è occupato a lungo di cronaca ed è stato docente all’Accademia del Giallo.
Tra i suoi lavori precedenti, la trilogia di Gabriele Sarfatti, pubblicata per Novecento Editore, A Milano nessuno è innocente; Piombo su Milano, semifinalista al Premio Scerbanenco 2016; Shaboo, semifinalista al Premio NebbiaGialla 2018), e i podcast Pallone criminale (2019) e Mostri – I più feroci serial killer italiani (2020), distribuiti da Storytel.
Ferraris gli costruisce addosso una voce narrativa riconoscibile, tagliente, ricca di citazioni e riferimenti a film, musica, serie TV e cultura contemporanea, che alleggeriscono la tensione senza mai diminuire l’intensità del romanzo.
«Le avevo chiesto di non fare giochetti, avvocato Ligas.»
Lo stile di scrittura mantiene un ritmo serrato, con falsi indizi, testimoni ambigui e colpi di scena che spingono continuamente il lettore a rivedere le proprie ipotesi sulla colpevolezza dell’imputato.
La narrazione resta lineare e scorrevole e Ferraris passa dalla terza alla prima persona con grande naturalezza.
I toni sono leggeri e l’ironia è sempre presente, anche quando la situazione suggerirebbe il contrario. L’indagine procede con fluidità, arricchita da piccoli trucchi del mestiere che riflettono la realtà professionale. Il finale è sorprendente.
Io tossisco. Una, due, tre volte. Inizia a mancarmi l’alcol.
Ferraris affronta tematiche sociali di grande attualità, come il pregiudizio mediatico, il giudizio affrettato dell’opinione pubblica, il funzionamento del sistema giudiziario e la realtà del carcere, evitando facili moralismi.
L’autore si interroga inoltre sul ruolo della giustizia in una società sempre più incline alla ricerca di un capro espiatorio. Sullo sfondo emerge Milano, descritta in tutte le sue contraddizioni, una città profondamente trasformata ma, al tempo stesso, segnata da un aumento sempre più evidente delle disuguaglianze sociali.
È una brutta storia. Una di quelle che mostrano il degrado umano, sociale, culturale di una società sbandata.
Da Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti è stata tratta una serie TV disponibile sulla piattaforma Sky, in cui l’avvocato Ligas è interpretato da un brillante Luca Argentero.
Salottometro:


Link d’acquisto

