Recensione di Samuela Moro
TRAMA
Matilda, Anna, Linnea ed Evelina, amiche sin dall’infanzia, hanno un appuntamento fisso: ogni anno trascorrono un fine settimana su un’isola del Mar Baltico per bere birra, ballare in riva al mare e scrollarsi di dosso il peso delle aspettative. Nessun altro sa dove si trovi quest’isola. È da sempre il loro segreto. Una notte di divertimento sfrenato e confidenze senza filtri, per poi tornare ognuna alla sua vita.
Fin dall’adolescenza, Tessa Nilsson è ossessionata da un caso di cronaca nera: quattro amiche scomparse misteriosamente durante una gita su un’isola. La sua passione per il true crime si è trasformata in un podcast molto popolare in cui racconta le storie più raccapriccianti, ma non è mai riuscita a risolvere il mistero delle quattro ragazze. Il caso è stato ormai archiviato come un tragico incidente, ma Tessa la pensa diversamente. Anneliese, la migliore amica di Tessa, sta per sposarsi e ha organizzato una festa di addio al nubilato.
La destinazione è il Baltic Vinyasa, un sofisticato resort su una piccola isola del Mar Baltico. Tessa è sicura che sia la stessa isola della tragedia di dieci anni prima, e non ha intenzione di lasciarsi sfuggire quest’occasione. È la sua ultima possibilità di scoprire una volta per tutte cosa è successo alle quattro amiche. Ma si troverà a vivere un incubo.
Ragazze del passato e ragazze di oggi, tutte immortalate nel passaggio definitivo tra la giovinezza e l’età adulta, protagoniste di una vera e propria storia dell’orrore: Camilla Sten, autrice di spicco del thriller nordico, torna con un romanzo da brivido.
Con L’addio al nubilato, Camilla Sten torna in libreria e conferma una scrittura precisa e consapevole: un romanzo che inizia in sordina e finisce per non lasciarti respirare, né voltare le pagine abbastanza in fretta.
C’è un’isola nel Mar Baltico che non compare sulle mappe. Rocce, foreste, silenzio e un resort di lusso appena inaugurato, troppo perfetto per sembrare reale. È lì che, nel 2012, quattro amiche scompaiono durante una delle loro gite annuali, senza lasciare traccia. Il caso viene archiviato come un tragico incidente. Per Tessa, non lo è mai stato.
Tessa è un’autrice di podcast true crime di successo, ossessionata da quel vecchio caso irrisolto fin da quando era ragazza:
Il pallino del true crime mi venne da ragazza. E fu il caso delle Nacka Four la scintilla che diede il via a una passione lunga una vita.
Quando scopre che l’addio al nubilato della sua migliore amica si terrà proprio su quell’isola, dieci anni dopo, vede in quell’occasione la sua ultima possibilità per trovare le risposte che cerca da sempre.
Sten dedica grande cura alla caratterizzazione psicologica della protagonista: Tessa è sì la narratrice, ma è anche una donna con le sue contraddizioni, le sue ossessioni, il suo modo peculiare di osservare e interpretare il mondo intorno a lei. Una voce in cui è facile entrare, ma da cui è difficile staccarsi.
La struttura narrativa è uno dei punti di forza del romanzo: i capitoli oscillano tra il 2022 e il 2012, e i salti temporali non sono semplici espedienti stilistici, ma tracce disseminate con cura per guidare il lettore esattamente dove l’autrice vuole. I capitoli in prima persona dal punto di vista di Tessa sono forse la scelta più riuscita: lunghe sequenze di pensiero, talvolta quasi dei flussi di coscienza, in cui ricordi, intuizioni e paure si sovrappongono.

Camilla Sten
Camilla Sten. Nata in Svezia nel 1992, è la figlia della famosa scrittrice di gialli Viveca Sten. Scrive storie fin da quando era ragazzina. Dopo alcuni libri per ragazzi, ha esordito nella narrativa per adulti con Il villaggio perduto, pubblicato da Fazi Editore nel 2024: un successo da duecentomila copie tradotto in ventuno paesi, che verrà presto adattato da Netflix per una serie TV. Fazi Editore ha pubblicato anche il suo secondo romanzo, L’erede, nel 2025.
Per tutta la prima metà, Sten punta deliberatamente su atmosfera e personaggi — le amicizie che si sgretolano, il peso delle apparenze, il divario tra chi si voleva diventare e chi si è diventati — costruendo una tensione sotterranea che cresce pagina dopo pagina.
Poi il registro cambia: la narrazione si fa densa di azione, viscerale, a tratti cruda, e lo stile minuzioso e visivo dell’autrice diventa lo strumento perfetto per una storia che non risparmia nulla e nessuno.
Così come fa il finale: toglie il fiato e lascia il segno.
L’isola stessa in cui la storia è ambientata non fa solo da sfondo: è una presenza.
Sembra che Isle Blind abbia una volontà propria. Che gli alberi siano dita che si protendono verso di noi, lente ma inesorabili.
Il finale riannoda tutti i fili della vicenda con mano sicura: crudo, a tratti quasi surreale per intensità, ma sempre credibile e ben costruito; è la chiusura coerente di una storia che ha seminato indizi con pazienza.
L’addio al nubilato di Camilla Sten non è una lettura rassicurante, e non ha nessuna intenzione di esserlo.
Un romanzo che costruisce tensione con precisione e la porta fino alle estreme conseguenze.
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