Fino a toglierti il fiato di Linwood Barclay

Fino a toglierti il fiato Salotto Giallo

Recensione di Claudia Pieri

TRAMA

Un fine settimana, Andrew Mason è impegnato in una battuta di pesca quando sua moglie Brie improvvisamente scompare, senza lasciare traccia. Quasi tutti danno per scontato che Andy se la sia cavata con l’omicidio – è sempre il marito, no? – ma la polizia non riesce a costruire un’imputazione valida contro di lui.

E dopo aver toccato il fondo, dopo aver cambiato nome, dopo essersi ricostruito una nuova vita, dopo che sono trascorsi sei anni e la sua vecchia casa è stata rasa al suolo, ecco comparire una donna al suo vecchio indirizzo che urla: “Dov’è casa mia?” La moglie di Mason è tornata? Oppure è una trappola per distruggere anche la sua nuova esistenza?

Fino a toglierti il fiato è un thriller psicologico teso e coinvolgente che costruisce la propria forza su una struttura narrativa solida e su una tensione che cresce pagina dopo pagina.

Linwood Barclay intreccia abilmente mistero, segreti e relazioni complesse, dando vita a una storia capace di catturare fin da subito l’attenzione e di mantenerla viva fino alle battute finali.

Uno degli aspetti più efficaci è la struttura narrativa, che alterna la voce del protagonista Andrew, marito della donna scomparsa e principale sospettato, alla narrazione in terza persona dedicata agli altri personaggi coinvolti nella vicenda. Andrew racconta la propria storia in prima persona, mettendo a nudo la fragilità e il peso dei sospetti che gravano su di lui:

Per molto tempo, la mia vita era stata un caos. Vedere scomparire tua moglie, sentire la gente alle tue spalle sussurrare che sei stato tu, tutto questo ti fa finire così. Avevo perso tutti gli amici, tranne uno, e per parecchio tempo ero rimasto anche senza lavoro

Accanto a questa voce si inseriscono i capitoli in terza persona, che permettono di osservare gli eventi anche attraverso lo sguardo degli altri personaggi, tutti in qualche modo legati alla donna scomparsa:

C’era mai stato un giorno in cui non si fosse domandata che fine avesse fatto Brie? Ovviamente no.

Personaggi diversi, uniti da relazioni complesse e da segreti spesso difficili da confessare:

Eravamo tutti pieni di sensi di colpa

La struttura del romanzo è ulteriormente arricchita dalla presenza dei verbali degli interrogatori e delle testimonianze legate alla scomparsa di Brie. Questi inserti non solo contribuiscono ad aumentare la tensione narrativa, ma introducono anche un continuo salto nel passato, riportando il lettore ai giorni immediatamente successivi all’evento.

La narrazione si sviluppa così su più livelli: quello del “io narrante” e quello temporale, che si intrecciano dando vita a un racconto composito e dinamico.

Nel raccontare le storie dei personaggi secondari, tutti in qualche modo connessi alla donna scomparsa, l’autore non si limita a delinearne i tratti caratteriali con grande maestria descrittiva, ma coglie l’occasione per disseminare indizi che potrebbero aiutare a ricostruire ciò che è accaduto davvero a Brie:

Marissa Hardy non aveva mai cercato di entrare nelle mie grazie. Era priva di senso dell’umorismo e irritante e, per dare a Cesare quel che è di Cesare, implacabile. Non era il tipo di persona che avresti desiderato ti stesse alle calcagna se avevi fatto qualcosa di sbagliato

Ne nasce una trama fatta di storie diverse che, intrecciandosi progressivamente, aprono scenari sempre nuovi e mantengono viva l’attenzione di chi legge.

Linwood Barclay

Nato negli Stati Uniti, è cresciuto e vive in Canada. Dopo una laurea in Lettere, ha iniziato a collaborare con varie testate, tra cui il «Toronto Star», su cui ha tenuto una rubrica fissa dal 1993 al 2008, quando si è ritirato per dedicarsi interamente al mestiere di scrittore. “Senza dirsi addio” (Piemme, 2009), tradotto in oltre trenta lingue, è stato un bestseller in tutto il mondo e addirittura il libro più venduto del 2008 in Gran Bretagna.

Successo replicato da “Il vicino di casa” (Piemme, 2010), vincitore dell’Arthur Ellis Award (il principale premio riservato ai thriller in Canada) e n°1 su Amazon.fr, e da “Prima che sia troppo tardi” (2012). Nel 2013 Piemme ha pubblicato il suo thriller “Non voltarti indietro”.

La penna di Linwood Barclay si distingue per eleganza e precisione, mentre la scrittura si rivela magnetica e capace di costruire capitolo dopo capitolo una fitta ragnatela di non detti:

E ammettiamolo, pensò. Nemmeno io gli ho detto tutto. Di Tyler o di me stessa.

È proprio questa rete di silenzi, segreti e verità parziali ad avvolgere il lettore e a trattenerlo tra le pagine, lasciandolo costantemente sospeso tra domande e ipotesi che trovano risposta solo procedendo nella lettura.

E anche quando tutti i pezzi del puzzle sembrano finalmente trovare il loro posto, Barclay riesce ancora a sorprendere con un ultimo, inatteso colpo di teatro.

Fino a toglierti il fiato si conferma così un thriller costruito con grande abilità narrativa, capace di intrecciare mistero, tensione psicologica e rivelazioni progressive in una storia che mantiene alta la suspense fino all’ultima pagina.

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