Roberto Calvi, tutta la verità
Recensione di Samuela Moro

Rubrica a cura di Francesca Pica e Samuela Moro
TRAMA
Sedotto dal potere e poi spinto via con forza dai suoi lussi. Cacciato. La vorticosa uscita di Roberto Calvi dal paradiso di chi conta davvero somiglia alla caduta di Lucifero che, nella tradizione cristiana, è l’angelo sprofondato per essersi ribellato a Dio. Entrambi ambiziosi, entrambi puniti per sempre.
Lucifero simboleggia l’insurrezione contro l’autorità divina, Calvi viene fagocitato dallo stesso sistema che lo aveva reso ricco e potente, un sistema corrotto che gli si rivolta contro per essersi ribellato all’autorità ecclesiastica. La fine tragica del banchiere che verrà trovato impiccato sotto il ponte dei frati neri, a Londra, viene decisa all’ombra del cupolone di San Pietro, tra angeli in marmo e demoni in carne e tuniche. Nel prossimo messaggio ti invio i miei appunti
Non tutti i casi giudiziari appartengono soltanto alla cronaca: alcuni diventano la chiave per leggere un’intera stagione storica.
È da questa prospettiva che Raffaella Notariale e Armando Palmegiani affrontano, in Il peso della fede. Roberto Calvi, tutta la verità, la vicenda del banchiere trovato morto sotto il ponte dei frati neri a Londra, trasformandola in uno strumento di indagine sulle dinamiche di potere che attraversarono l’Italia e l’Europa tra anni Settanta e Ottanta.
Fin dalle prime pagine il volume chiarisce la propria impostazione: prima ancora del caso, conta il contesto. La prima metà del libro è infatti dedicata alla ricostruzione del clima politico, economico e istituzionale dell’epoca, restituendo l’immagine di un Paese fragile e attraversato da tensioni, in cui decisioni cruciali maturano spesso lontano dallo sguardo pubblico.
L’analisi risulta lineare e accessibile anche ai lettori meno esperti, pur mantenendo una base documentale solida.
In questa cornice emergono figure e centri di potere che delineano la rete entro cui si colloca la parabola di Calvi: dal finanziere Michele Sindona, emblema di un sistema capace di muoversi tra legalità e zone d’ombra, alla loggia P2 di Licio Gelli, fino ai rapporti tra alta finanza, istituzioni statali, criminalità organizzata e vertici ecclesiastici.

Raffaella Notariale
Raffaella Notariale è Giornalista. Si forma a Napoli, che era e resta una straordinaria scuola per un cronista. Approdata in Rai, si specializza come inviata e autrice di cronaca nera e giudiziaria. Attualmente scrive inchieste per Report, ma è stata inviata per Chi l’ha visto?, Ballarò, Presa diretta, Mezz’ora in più.
È suo lo scoop dei documenti e delle foto inedite della sepoltura del boss Enrico De Pedis, Renatino, nella basilica di Santa Apollinare. In seguito, trova e intervista Sabrina Minardi, amante di Renatino negli anni Ottanta, poi ritenuta supertestimone del caso di Emanuela Orlandi. Un’altra esclusiva riguarda Matteo Messina Denaro. Quando il boss risulta ancora latitante, lei scopre che si è fatto curare in Spagna. Il suo lavoro sul caso Orlandi è documentato da Netflix e raccontato nel film La verità sta in cielo.
Notariale e Palmegiani soffermano inoltre l’attenzione sul ruolo internazionale della Chiesa di Giovanni Paolo II, impegnata soprattutto sul fronte geopolitico della lotta al comunismo in Europa orientale, ma descritta come meno incisiva nella gestione di alcune vicende interne controverse che segnarono quegli anni.

Armando Palmegiani
Armando Palmegiani è nato a Roma. Criminologo, Criminalista ed Esperto della Scena del Crimine, si è laureato in Psicologia Clinica ed ha conseguito il Master di Criminologia alla Sapienza. È docente di criminologica all’Università “eCampus”. Nel corso della sua carriera si è occupato di moltissimi casi di cronaca, tra i quali la bomba di via dei Georgofili a Firenze, l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri, l’omicidio di Marta Russo, l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, l’omicidio di Marco Biagi a Bologna ed il triplice omicidio a Roma per cui è stato fermato Giandavide De Pau.
Ha partecipato all’identificazione delle vittime dello tsunami in Thailandia, di quelle di Sharm el Sheikh a seguito degli attentati del 2005 e all’identificazione delle vittime del terremoto dell’Aquila del 2009 e quello ad Amatrice del 2016. Ha scritto per le nostre edizioni, tra gli altri, Emanuela Orlandi. 40 anni di depistaggi (2023) e, unitamente a Raffaella Notariale, Melania (2024).
Solo dopo aver costruito questa struttura interpretativa il saggio entra nel vivo dell’indagine, seguendo la traiettoria personale e professionale di Calvi fino al suo epilogo.
Procedere dal quadro generale al dettaglio consente di leggere la vicenda non soltanto come fatto di cronaca, ma come manifestazione di un sistema complesso in cui politica, finanza e religione risultano strettamente intrecciate.
La sezione conclusiva rafforza l’impianto investigativo grazie a materiali di supporto (lettere, fotografie, testimonianze e trascrizioni televisive) che rendono l’analisi più concreta e verificabile.
Nel complesso, Il peso della fede si presenta come un’inchiesta compatta ma informata, capace di orientare il lettore in una materia intricata senza appesantirla. Più che offrire risposte definitive, il volume invita a riflettere sulle dinamiche di potere che hanno segnato una delle pagine più controverse della storia italiana recente.
Salottometro:


Link d’acquisto

