L’ultimo colpo di Don Winslow

L'ultimo colpo Salotto Giallo

Recensione di Cristiano Colombo

TRAMA

Rapinare quel casinò è assolutamente impossibile. Ed è proprio questo che rende l’idea irresistibile per un leggendario rapinatore che rischia di trascorrere il resto della propria vita in prigione. Ma in fondo, quello che conta davvero è L’ultimo colpo.Per raggranellare qualche soldo, un adolescente ambizioso e intraprendente consegna alcolici illegali alle persone che compaiono su quella che lui chiama La lista della domenica; finché un poliziotto corrotto, un’affascinante cliente e un falso guru non minacciano di infrangere i suoi sogni.In una tavola calda, due uomini della mala raccontano

Una storia vera. Sembrano solo battute e pettegolezzi, ma poi si scopre che toccherà a qualcun altro pagare il conto.Un poliziotto solitamente onesto si trova a dover scegliere tra la lealtà al suo lavoro e l’affetto per un cugino scansafatiche il cui destino è L’ala nord.Per il surfista-detective Boone Daniels e la sua squadra, la star del cinema che sono incaricati di sorvegliare durante

La pausa pranzoè un problema. Ma anche lei ha un problema: qualcuno la vuole morta…E per finire, un singolo, terribile errore manda in prigione un devoto uomo di famiglia e mette in rotta di Collisionel’uomo che vuole essere e l’assassino che è costretto a diventare.

Sei storie dinamiche e profondamente incisive in cui Don Winslow fonde umanità, umorismo e azione, catturando ancora una volta l’essenza del mondo criminale e le sue sfumature.

L’ultimo colpo, il libro che arriva quando non devi più dimostrare nulla

Ci sono libri che nascono dalla necessità di affermarsi. E poi ci sono libri che nascono dalla libertà.

L’ultimo colpo appartiene alla seconda categoria. Don Winslow non ha bisogno di alzare la voce.

Non deve più costruire l’epopea. Non deve più dimostrare che il romanzo crime può essere grande letteratura. Lo ha già fatto.

Qui sceglie la misura.

La scrittura è controllata, quasi meditativa. Ogni racconto sembra trattenere qualcosa, come se l’autore sapesse che la forza non sta nell’esplosione ma nella sottrazione.

È un libro attraversato da una malinconia sottile. Non la malinconia della sconfitta, ma quella della consapevolezza. La consapevolezza che ogni vita è fatta di occasioni mancate, di errori irreversibili, di istanti in cui tutto avrebbe potuto andare diversamente.

Winslow non spettacolarizza il crimine. Lo osserva dopo. Osserva ciò che rimane. Il crimine come specchio, non come spettacolo Il cuore di queste storie non è l’azione.

È la conseguenza.

In ogni racconto c’è un momento di sospensione. Un attimo in cui il personaggio comprende di essere arrivato al limite. Non sempre c’è redenzione. Non sempre c’è salvezza. Ma c’è quasi sempre lucidità.

Ed è questa lucidità a rendere il libro potente.

Don Winslow

Considerato uno degli scrittori più rappresentativi del poliziesco americano contemporaneo, è autore, tra gli altri, dei libri L’inverno di Frankie Machine e Il potere del cane.

Scrittore e regista teatrale e televisivo, nonché diverse volte attore e guida di safari, Winslow è stato anche un investigatore privato e consulente di studi legali ed assicurazioni. Come spiega lo stesso scrittore, ha scritto ben sei romanzi prima di lasciare quel lavoro. 

Vive in California, a San Diego, località in cui sono ambientate diverse sue opere. Ha esordito con il romanzo A Cool Breeze on the Underground (edito in Italia da Einaudi, nella collana Stile libero, nell’aprile 2016, con il titolo London Underground).

Winslow scrive di uomini e donne imperfetti, spesso colpevoli, ma mai ridotti a caricature. Anche quando sbagliano, anche quando tradiscono, resta in loro una scintilla di umanità.

Non c’è giudizio morale gridato. C’è uno sguardo. E quello sguardo è forse l’aspetto più maturo di questo libro.

La lingua è essenziale, precisa. Dialoghi brevi, frasi asciutte, silenzi che pesano. Nulla è superfluo. Nulla cerca di impressionare. La tensione nasce dalla verità dei personaggi, non dall’effetto.

Un libro sulla scelta

Se dovessimo dire cosa rende L’ultimo colpo un libro necessario, potremmo dire questo: la centralità della scelta.

Ogni storia ruota attorno a un momento in cui qualcosa può cambiare.

Un gesto. Una parola. Una decisione.

A volte la scelta è coraggiosa. Delle volte è vigliacca. A volte è semplicemente umana.

Winslow sembra dire che la differenza tra un uomo e il suo errore non è la colpa, ma ciò che decide di fare dopo.

Ed è qui che il libro smette di essere solo crime.

Diventa letteratura morale.

Salottometro:

4,5
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