Recensione di Katya Fortunato
TRAMA
Beatrice Steele ha sempre sognato una vita fatta di indagini geniali e criminali da incastrare, ma la Londra che immaginava non assomiglia affatto a quella in cui è approdata. Nel quartiere di Sweetbriar, tra teatri sfarzosi, giardini impeccabili e una sorprendente presenza di scoiattoli volanti, la sua nuova agenzia investigativa sembra promettere grandi cose… almeno in teoria.
In pratica, Beatrice e l’ispettore Vivek Drake, brillante, severo e affascinante, passano più tempo a ritrovare gatti scomparsi che a risolvere delitti. Come se non bastasse, Sir Huxley, il celebre investigatore londinese (e antica cotta di Beatrice), continua a oscurarli accaparrandosi ogni caso degno di nota. E mentre la capitale pullula di crimini su cui Beatrice muore dalla voglia di indagare, sua madre insiste perché si concentri su un obiettivo ben più urgente: trovare un marito ricco e rispettabile, così da salvare la famiglia dall’ennesima catastrofe finanziaria.
Ma quando Sweetbriar viene sconvolta da una serie di omicidi misteriosi, tutto cambia. I sospetti serpeggiano tra salotti eleganti e palchi dell’opera, e all’improvviso Beatrice si ritrova proprio dove ha sempre desiderato: al centro di un’indagine pericolosa, piena di segreti e verità scomode. Per salvare la sua agenzia, la sua reputazione e, soprattutto, la fragile alleanza con Drake, dovrà affidarsi al suo intuito… e forse anche al suo cuore, che non sembra affatto intenzionato a restare fuori dall’indagine.
Con Veleni e merletti, Julia Seales torna in libreria dopo Delitto al ballo, consolidando la sua protagonista, l’irresistibile Beatrice Steele, aspirante investigatrice con una passione per il crimine poco compatibile con le aspettative della buona società.
Dopo gli eventi del romanzo precedente, Beatrice è finalmente socia dell’Agenzia Investigativa DS insieme all’enigmatico e affascinante Vivek Drake. Peccato che la Londra che sognava, fatta di delitti intricati e deduzioni geniali, si riveli inizialmente più incline a gatti e occhiali scomparsi e a feste mondane che a crimini efferati.
Come se non bastasse, l’ingombrante presenza di Sir Huxley, investigatore celebre e un tempo oggetto delle fantasie romantiche di Beatrice, continua a sottrarre loro ogni caso degno di nota.
E mentre Londra pullula di misteri che lei vorrebbe disperatamente affrontare, sua madre la incalza con un’urgenza ben diversa: trovare un marito ricco e rispettabile per salvare la famiglia dal tracollo finanziario.
Drake disapprovava il bel mondo, e non capiva il tentativo di Beatrice di prendere parte alla Stagione e, allo stesso tempo, risolvere casi. D’altro canto, non era lui a ricevere continue missive dalla madre con tanto di resoconti di rovesci finanziari e tonanti dichiarazioni sul tema dello «sposarsi bene», visto come unica possibile salvezza.
Beatrice è una protagonista irresistibile: intelligente, autoironica, appassionata, ma costantemente tenuta sotto pressione da una madre che la vuole sistemata con un marito ricco.
La sua lotta interiore tra indipendenza e dovere familiare è uno dei motori emotivi del romanzo.
Vivek Drake, con la sua compostezza severa e il sottile senso dell’umorismo, ne è il perfetto contraltare: un uomo che rispetta Beatrice come partner professionale, ma che non è immune al fascino di quella mente brillante e imprevedibile.
La loro alleanza investigativa si rivela fragile e intensa allo stesso tempo. E mentre i delitti si infittiscono, Beatrice scopre che non basta affidarsi alla logica: dovrà ascoltare anche l’intuito e, forse, il cuore.
Normalmente sarebbe stato alquanto fuori luogo che un gentiluomo appoggiasse in quel modo le mani sulla vita di una dama, a meno che non stessero danzando, ma lì si trattava di lavoro.
Accanto a loro si muove una galleria di personaggi eccentrici — chaperon invadenti, aspiranti attori, aristocratici sospetti — che contribuiscono a creare un mosaico narrativo ricco e dinamico.
Mentre le dame dell’alta società erano costrette a rimanere perennemente calate nel ruolo loro assegnato, queste persone erano libere. Adesso capiva come mai la SGS avesse tanta paura di queste persone.
La struttura alterna capitoli narrativi ad articoli di giornale e bollettini dei circoli, espediente che dona ritmo e amplia la prospettiva sugli eventi, aumentando il coinvolgimento del lettore.

Julia Seales
È una scrittrice e sceneggiatrice statunitense originaria del Kentucky. Ha conseguito un master in Sceneggiatura presso l’UCLA e una laurea in Inglese alla Vanderbilt University. Vive a Los Angeles. Delitto al ballo è il suo primo romanzo pubblicato in Italia.
Il punto di forza di Julia Seales è il tono: frizzante, arguto, ricco di battute sottili e dialoghi brillanti. L’omicidio non è mai cupo in senso tradizionale; al contrario, si inserisce in un contesto quasi da commedia di costume, dove il mistero convive con la satira sociale.
Si avverte un evidente amore per Jane Austen, ma anche una sensibilità moderna nel tratteggiare il desiderio femminile di determinazione e indipendenza.
Salottometro:


Link d’acquisto

