Il veleno sei tu di Frédéric Dard

Il veleno sei tu Salotto Giallo

Recensione di Monica Truccolo

TRAMA

È una calda notte in Costa Azzurra, una di quelle notti in cui l’aria afosa s’impasta facilmente alla disperazione del mal di vivere. Victor Menda, parigino sfaccendato, ex conduttore radiofonico che ha perso tutto al casinò, vaga, mani in tasca, su una solitaria stradina bianca in riva al mare, da un lato siepi di alloro, dall’altro le ombre geometriche proiettate sulla spiaggia dalle cabine. D’un tratto una grossa macchina americana gli si ferma accanto e la donna al volante, di cui Victor non riesce a vedere il volto, lo invita a salire.

Combattuto tra l’emozione e la paura, lui sale, e prima ancora di rendersene conto sta facendo l’amore con lei. Ma subito dopo la misteriosa donna lo scaccia e svanisce, a tutta velocità, nella notte. Intenzionato a rintracciarla, Menda risale all’indirizzo grazie al numero di targa che è riuscito ad appuntarsi: l’indomani si trova di fronte a un’imponente villa aggrappata alle pendici fiorite di una collina e abitata da due sorelle, due ereditiere, le signorine Lecain. La maggiore, Hélène, nega di essere uscita la notte precedente, l’altra è una ventenne invalida costretta su una sedia a rotelle.

L’irruzione di Victor nelle loro vite scandite agirà come un rovinoso catalizzatore: e allora Eve, la più giovane, sarà rapidamente affascinata da lui, quando invece lui avrà occhi soltanto per Hélène; e in quella casa silenziosa che somiglia a una cattedrale si ritroverà catturato tra le maglie viscose di un triangolo amoroso, in un tempo claustrofobico e tentacolare che vive di inganni, manipolazioni, fili tirati nell’ombra.

Camminavo con passo incerto, le mani in tasca, assaporando al contempo la serata afosa e la mia disperazione.

Il veleno sei tu racconta la storia di Victor Menda, io narrante del romanzo, giovane affascinante, ex speaker radiofonico, rimasto senza soldi dopo aver perso tutto ai casinò della Costa Azzurra.

Una sera una donna misteriosa lo invita a salire in auto e, senza una parola, tra loro si consuma un incontro di puro sesso, privo di spiegazioni.

Sconvolto e ossessionato, Victor cerca di scoprire chi sia: le sue indagini lo conducono prima alla polizia e poi alla villa delle bellissime sorelle Hélène ed Eve Lecain.

Ho avuto l’impressione che l’avesse aperto in due, come si fa con la scorza di un frutto… Sotto, era nuda come mamma l’aveva fatta.

Victor cerca risposte, ma Hélène nega di averlo mai incontrato. Eve, confinata da anni su una sedia a rotelle, non può certo guidare un’auto. Eppure tra loro nasce un legame oscuro, destinato a esiti tragici.

Menda si ritrova intrappolato nell’intreccio che lega le due ricche ereditiere, trascinato in segreti che comprenderà solo troppo tardi.

Tra i tre si sviluppa un pericoloso ménage à trois dalle conseguenze drammatiche, mentre Victor ignora di essere ormai prigioniero di una rete soffocante di inganni, manipolazioni e segreti che governano ogni suo passo.

«Il signor Menda si trasferirà qui per qualche tempo. Paghi il conto del suo albergo e prenda un taxi per portare qui i suoi bagagli.»

Il veleno sei tu è un romanzo che indaga le zone più oscure delle relazioni umane, ponendo al centro il tema della tossicità emotiva e della manipolazione psicologica.

Uno degli aspetti più rilevanti dell’opera è proprio l’analisi delle relazioni tossiche.

Frédéric Dard

Frédéric Dard (1921-2000) ha iniziato a pubblicare romanzi alla fine degli anni Quaranta e i 175 volumi della serie del commissario San-Antonio sono stati uno dei più grandi successi editoriali francesi della seconda metà del Novecento. Parallelamente, Dard ha scritto numerosi altri romanzi e racconti.

Amico di Georges Simenon, come lui autore di una vastissima opera, Dard è considerato tra i più importanti esponenti del noir francese. Per Rizzoli sono usciti: Il montacarichi (2019), I bastardi vanno all’inferno (2021), Gli scellerati (2022), Prato all’inglese (2022) e Negli occhi di Marianne (2023).

Dard mostra con lucidità come queste dinamiche prendano forma in modo quasi impercettibile e come, una volta consolidate, diventi estremamente difficile spezzarle.

Attraverso i personaggi mette in luce i meccanismi emotivi — dipendenza e senso di colpa — che mantengono le persone legate anche quando il rapporto è ormai profondamente dannoso, costruendo una narrazione intensa e, a tratti, perturbante, capace di tenere il lettore sospeso tra empatia e inquietudine.

«Faccia come crede, Victor… Le chiedo solo due o tre giorni di tregua, il tempo necessario per disilludere Ève… con il massimo tatto. Dovrà seminare disincanto in quell’animo da sognatrice, come si sparge la polvere per eliminare le erbacce… Viene con me?»

La prosa è incisiva e al tempo stesso evocativa. I dialoghi risultano credibili e carichi di tensione, contribuendo a rendere vivido il conflitto tra i personaggi.

Il punto di forza dell’opera è la profondità della rappresentazione psicologica: la narrazione si concentra più sui pensieri e sulle emozioni dei personaggi che sugli avvenimenti esterni.

Il ritmo alterna efficacemente sequenze di intensa carica emotiva a momenti più riflessivi.

L’ho stretta contro il mio petto nudo. Allora, senza più lottare, ha allacciato le braccia dietro la mia schiena e qualche istante dopo ci dimenavamo sulla sabbia come due bestie ubriache di desiderio.

Un altro tema fondamentale è quello della manipolazione e della destabilizzazione psicologica, presentata come un processo sottile e graduale che conduce una persona a dubitare della propria percezione della realtà. Il romanzo riesce a restituire con efficacia il senso di smarrimento e confusione che nasce da questa dinamica.

Non è una lettura leggera, ma può rivelarsi di grande interesse per chi desidera approfondire le relazioni complesse e i percorsi di ricostruzione personale.

È esploso un fascio di luce. Ho sbattuto le palpebre e il candelabro mi è caduto di mano.

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