Sarà come morire di Adriano Morosetti

Sarà come morire Salotto Giallo

La lunga estate nera di Sanremo

Recensione di Katya Fortunato

TRAMA

Sanremo, luglio 1994. Arturo Ferretti, giornalista in crisi, torna nella sua città per fuggire da un lavoro che odia e da una vita che gli va stretta. L’estate è esplosa: sole a picco, spiagge affollate, feste in riva al mare. Ma Ferretti sa che dietro quella facciata scintillante si nasconde ben altro.

Quando tre ragazzi della “Sanremo bene” vengono trucidati al Paraiso, la discoteca più esclusiva della Riviera, la città mostra il suo vero volto. L’unico sopravvissuto alla strage è il fratello di Laura, la sola donna che Arturo abbia mai amato.

E che forse ama ancora. Di fronte a una Polizia in cerca di facili colpevoli, Ferretti decide di indagare, scontrandosi con una realtà in cui il denaro copre ogni peccato. Un noir luminoso e spietato, dove la verità è un privilegio e l’amore un crimine da scontare.

È giunta mezzanotte
Si spengono i rumori
Si spegne anche l’insegna
Di quell’ultimo caffè
Le strade son deserte
Deserte e silenziose…
[Vecchio frack, D. Modugno]

Nell’ultimo giorno della nota kermesse canora sanremese non potevamo che omaggiare uno dei suoi simboli — insieme a Pippo Baudo, a cui quest’anno è stato dedicato — del Festival di Sanremo.

Ma Sanremo non è solo Festival, non vive soltanto una settimana l’anno. Morosetti, con Sarà come morire, insieme ad Arturo Ferretti, ce la fa conoscere in modo più intimo e, anche quando la sua descrizione può sembrare poco lusinghiera, si percepisce in ogni pagina l’amore dell’autore per la sua città.

Sanremo, però, non è solo cartolina.

Non è soltanto stabilimenti balneari e notti in Riviera. È un palcoscenico perfetto, quasi cinematografico, dove la luce accecante dell’estate diventa il contrappunto ideale per un giallo che di luminoso ha solo l’apparenza. Quando tre ragazzi della “Sanremo bene” vengono massacrati al Paraiso, la discoteca più esclusiva della costa, l’illusione si spezza. Il sangue scorre proprio dove, fino a poche ore prima, scorreva l’alcol delle feste. E la città elegante rivela la propria anima marcia.

È qui che si muove Arturo Ferretti: giornalista in crisi, uomo disilluso, tornato nella sua città per fuggire da un lavoro che non sente più suo e da una vita che lo soffoca.

Ma certe città non ti accolgono: ti riconoscono. E ti chiedono il conto.

Il conto, in questo caso, è la sparatoria al Paraiso: tre morti, un sopravvissuto, il fratello dell’amore della sua vita, quella che si è lasciato alle spalle quando è scappato.

Adriano Morosetti (©A. Fuccillo)

Adriano Morosetti è nato a Sanremo nel 1977. In passato ha fatto molti mestieri: alcuni notturni, altri d’attesa, quasi tutti di passaggio. Da anni lavora come sceneggiatore di serie animate.

Usa il noir per osservare la provincia: il denaro, le ambizioni e le dinamiche di potere che la attraversano. Sarà come morire è il suo secondo romanzo con protagonista Arturo Ferretti.

Il romanzo di Morosetti gioca su un contrasto potentissimo: la luce contro l’ombra, il privilegio contro la giustizia, l’amore contro la colpa.

Il denaro è un linguaggio universale, capace di comprare silenzi e riscrivere responsabilità. La verità, invece, è un lusso per pochi. E chi decide di cercarla paga sempre un prezzo.

Sanremo non è fatta per i poveri. E’ una città nata per chi ha soldi. Pensata e costruita su misura per loro. Ogni posto ha la sua élite: ricca, potente, privilegiata. […] Fino all’Ottocento era un villaggio di marinai, misero e dimenticato. Poi arrivarono aristocratici e possidenti, attratti dal clima e dal paesaggio, e tutto cambiò.

Arturo Ferretti è un protagonista perfettamente imperfetto: stanco, ironico, segnato dai rimpianti, ma ancora capace di indignarsi.

Ripresi a camminare. Non sapevo se fosse rabbia, bisogno di capire o solo la forza cieca di chi non riesce a fermarsi.

Arturo comprende che qualcosa non va e inizia a indagare, perché non può restare a guardare mentre la Polizia sembra accontentarsi di soluzioni comode, di colpevoli facili, di verità prefabbricate. L’indagine diventa anche un modo per guardare dentro sé stesso, alle scelte passate e all’amore per Laura.

Inciampa, dubita, soffre. Ed è questo che convince. Arturo è un protagonista che difficilmente lascia indifferenti e verso cui è quasi impossibile non provare empatia.

Riconosci davvero la felicità solo quando non ce l’hai più. Ma a quel punto non serve più a niente. E il ricordo, invece di consolare, diventa insopportabile.

Lo stile è teso, asciutto, ma capace di improvvisi momenti di tenerezza quando affiora il ricordo. Il ritmo alterna introspezione, indagine e quotidianità, in un equilibrio che tiene il lettore agganciato fino all’ultima pagina. È un giallo che non punta soltanto al mistero, ma anche alla denuncia sociale: dietro il glamour, dietro la “Sanremo bene”, si nasconde un sistema che protegge sé stesso.

È una storia sul ritorno. Sul prezzo della verità. E su quell’amore che, in certe città, può diventare davvero un crimine da scontare.

Arturo Ferretti è un protagonista che rimane dentro, e questo secondo romanzo lo conferma.

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