Recensione di Francesca Pica
TRAMA
Un giallo nella Costiera Amalfitana: il sole accecante di Sorrento e l’incanto della Costiera Amalfitana si trasformano in uno scenario inquietante. La storia prende il via con Bruno Saporito, un giornalista investigativo intento a godersi gli ultimi scampoli di una vacanza a Sorrento.
A bordo della sua barca a vela, Saporito è testimone di un evento che rompe la placida armonia del luogo: la tragica morte di una giovane sposa. Quella che, a un primo superficiale sguardo, potrebbe sembrare una disgrazia, accende immediatamente il sospetto nella mente allenata di Saporito. La sua esperienza lo porta a diffidare delle apparenze, soprattutto quando le autorità locali sembrano inspiegabilmente indifferenti e incapaci di gestire la situazione con la dovuta perizia.
Questa frustrazione spinge Saporito a indagare. All’indagine si uniscono anche la figlia Gabriella, dottoranda in Scienze Chimiche, e il genero Stefano, esperto di informatica, ma il vero elemento dirompente è Nadia, un’affascinante e spregiudicata escort di lusso. Insieme dovranno affrontare inganni, connivenze e depistaggi per scoprire la verità. Ne seguirà una caccia all’uomo carica di suspense e colpi di scena.
Proprio in quel momento, un improvviso riflesso di sole, da una vetrata in cima all’albergo che avevano di fronte, li colpì, catturando la loro attenzione. Si voltarono all’unisono verso quello strano flash e furono sorpresi da un’immagine celestiale e allo stesso tempo terrificante.
Il volo dell’angelo è un giallo moderno che intreccia mistero, suspense e atmosfere mediterranee, accompagnando il lettore in un’indagine tra le curve panoramiche e le acque limpide della Costiera Amalfitana.
Siamo a Sorrento, dove il giornalista investigativo Bruno Saporito è in vacanza con la figlia Gabriella a bordo della sua barca a vela. Una vacanza che viene bruscamente interrotta dalla tragica caduta di una giovane sposa dal balcone dell’hotel in cui si stanno svolgendo le sue nozze.
Bruno e Gabriella assistono inermi alla tragedia e quello che doveva essere uno scampolo di vacanza tra padre e figlia si trasforma in un crescendo di tensione: insoddisfatto dalla superficialità delle autorità, Bruno decide di indagare per conto proprio.
Conosceva bene i suoi trascorsi da inviato di guerra e le sue doti investigative, ma con lei era sempre stato un uomo dolce e accogliente, a volte persino goffo e impacciato. Invece, da quando si era catapultato in quell’avventura le era sembrato di tutt’altra pasta.
Ad affiancarlo nella ricerca della verità c’è un terzetto tanto improbabile quanto credibile: sua figlia Gabriella, dottoranda in Chimica, il genero Stefano, esperto informatico, e Nadia, un’affascinante escort di lusso.
Questo quartetto, tra depistaggi, connivenze e segreti ben custoditi, dà vita a una vera caccia all’uomo ricca di colpi di scena.
La forza del romanzo risiede nei personaggi: ognuno ha una personalità definita e motivazioni credibili, che rendono l’indagine non solo intrigante, ma anche emotivamente coinvolgente.
Amatucci intreccia la storia dell’indagine con lampi della vita personale dei protagonisti, così il lettore percorre due strade: da un lato scoprire il colpevole, dall’altro conoscere i quattro detective “improvvisati”.
Bruno Saporito, in fondo, è una brava persona ma anche un astuto calcolatore, capace di manipolare senza remore i propri interlocutori. Solo con sua figlia mostra il fanciullo innocente di un tempo, e lei lo comprende e lo adora anche per questo, sebbene a volte una piccola bugia sarebbe risultata meno dolorosa della realtà.
La punta di diamante del romanzo è Bruno Saporito: la sua figura rompe gli schemi del classico investigatore, perché Bruno è un giornalista d’inchiesta con un occhio critico in grado di cogliere dettagli sfuggiti agli altri.
È una via di mezzo tra Montalbano, con cui condivide appartenenza al territorio e amore per la cucina, e Rocco Schiavone, con cui condivide un passato nebuloso e la dipendenza dal Fenantyl.
L’altra protagonista del romanzo è la Costiera Amalfitana che, con colori, profumi, strade tortuose e il contrasto tra bellezza e inquietudine, si impone come sfondo narrativo. Amatucci la descrive con passione e precisione, trasportando il lettore tra i vicoli di Sorrento e sulla “Godot” di Bruno ad ammirare un tramonto sul mare. Ciò che colpisce maggiormente è il contrasto continuo tra la bellezza del contesto e la cupezza della vicenda: la Costiera diventa così un Eden fasullo, un luogo dove la bellezza si scontra con l’oscurità dell’animo umano.
La scrittura di Amatucci è scorrevole e diretta, con capitoli brevi che mantengono un ritmo fluido e catturano l’attenzione.
La narrazione non ha fronzoli inutili, è funzionale al racconto, accompagna il lettore fino alla soluzione del caso senza nascondere nulla e giustifica ogni intuizione. Ne emerge un romanzo che non si limita alla trama investigativa, ma offre anche un’osservazione dei comportamenti umani: Bruno non è l’investigatore infallibile, ma un uomo che dubita, insiste e si affida al proprio istinto, qualità che lo rendono credibile e vicino al lettore. In lui convive la dicotomia tra eroe e antieroe.
Interessante anche il gruppo che lo affianca: competenze diverse, personalità lontane, ma unite dalla necessità di capire cosa si nasconde dietro una morte troppo frettolosamente archiviata.

Massimiliano Amatucci
Massimiliano Amatucci, nato nel 1973 a Pomigliano D’Arco (NA), è avvocato e scrittore. La sua prosa definita da La Repubblica “asciutta e diretta”, lo ha portato, nel 2016, a pubblicare L’agnello di Dio, primo romanzo di una serie poliziesca ambientata negli anni ’70, con il commissario Profumo come protagonista.
Nel 2018 esce il secondo libro della serie, La catena dei santi, seguito nel 2019 da In nome del Padre, che il Mattino definisce “un thriller che lascia con il fiato sospeso fino all’ultima riga”. Nel 2023, pubblica Legami di sangue, il terzo capitolo della serie. Il volo dell’angelo è il primo volume di una nuova serie, con il giornalista investigativo Bruno Saporito come protagonista.
Al di là del giallo ben costruito, Amatucci accompagna il lettore in una riflessione su quanto la verità sia spesso sacrificata per convenienza.
Bruno non nutre grande stima nell’umanità; salvo rari casi, ne resta deluso. (…) I casi vanno risolti, ma scegliere la via più semplice appare quasi sempre il modo più rapido e indolore per ottenere un risultato apprezzato dai superiori e convalidato dall’autorità giudiziaria.
Il volo dell’angelo è un giallo ben costruito, perfetto per chi ama misteri avvincenti in cui l’ambientazione diventa essa stessa protagonista.
Con personaggi ben tratteggiati, trama coinvolgente e scrittura fluida, il romanzo si rivela una lettura piacevole e appassionante, capace di tenere il lettore incollato fino all’ultima pagina. Consigliato a chi cerca un giallo italiano ricco di atmosfera e colpi di scena.
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