I sette corvi di Matteo Strukul

I sette corvi Salotto Giallo

Recensione di Emanuela Ferrara

A cura di Emanuela Ferrara

TRAMA

Gennaio 1995. A Rauch, minuscolo paese della Val Ghiaccia, gola sperduta in una delle più remote lande delle Alpi Venete, quasi al confine con il Friuli, viene ritrovato il cadavere della giovane insegnante Nicla Rossi. Il volto, escoriato, è stato privato degli occhi, come se qualcuno glieli avesse strappati. La polizia di Belluno incarica l’ispettrice Zoe Tormen e il medico legale Alvise Stella di recarsi sul luogo, poiché le dinamiche dell’omicidio fanno pensare a un potenziale serial killer.

I due non potrebbero essere più diversi: Zoe ha trent’anni, è figlia della montagna e sembra uscita dalla copertina di un disco di musica grunge; Alvise, invece, è un uomo di città, ama i completi, la musica classica e gli scacchi. Anche se i loro mondi sembrano destinati a collidere, dovranno unire le forze, perché nella morte di Nicla niente è come sembra.

A Rauch si annida un male profondo che neanche la neve è riuscita a spazzare via; un male che affonda le sue radici nella sete di giustizia e in un’antica leggenda. Il passato è diventato presente e forse non è un caso che proprio Zoe sia giunta a Rauch…

Se ami gli anni Novanta e non hai letto ancora I sette corvi di Matteo Strukul è giunto il momento di rimediare.

La Newton Compton Editori ha ri-editato questo gioiellino dell’horror contemporaneo che strizza l’occhio a tanti nomi altisonanti della cultura mondiale.

I Cramberries, Nirvana, Stephen King, Il Corvo, Gli Uccelli e tanto altro ancora condensati in un racconto inquietante e a tratti profondo ambientato tra il Veneto e il Friuli in una cittadina di fantasia.

Te l’immagini la gente di un posto realmente esistente a fare i conti con la leggenda, totalmente inventata ma realistica, da Strukul? Meglio di no. E allora, paesaggi reali con un nome di fantasia.

I sette corvi  si lascia ammirare pagina dopo pagina. Non ci sono mai stonature rispetto al genere letterario di appartenenza. Lo studio dietro la scrittura di questo romanzo è ben evidente.

Il corvo imperiale, così maestoso e leggendario, non viene inserito da Strukul a caso.

Matteo Strukul

Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. È l’autore di romanzi storici che ha raggiunto il primo posto della classifica italiana. Laureato in Giurisprudenza, dottore di ricerca in Diritto europeo e membro della Historical Novel Society, le sue opere sono in corso di pubblicazione in quaranta Paesi e opzionate per il cinema.

È l’autore della saga bestseller dedicata ai Medici di Firenze, che comprende “Una dinastia al potere” (vincitore del Premio Bancarella 2017), “Un uomo al potere”, “Una regina al potere” e “Decadenza di una famiglia”. Successivamente ha pubblicato “Inquisizione Michelangelo”, “Le sette dinastie”, “La corona del potere”, “Dante Enigma”, “Il cimitero di Venezia”, tutti bestseller internazionali. Il suo nuovo romanzo è “Paolo e Francesca”.

Le descrizioni dell’animale e i suoi comportamenti sono stati studiati, riprodotti ed esasperati in un mix che volutamente ricorda il fumetto da cui è tratta l’opera cinematografica con protagonista Brandon Lee e il capolavoro dell’inquietudine di Alfred Hitchcock.

L’uccello gracchiò. E il suono riempì lo spazio attorno. C’era qualcosa di primordiale in quel verso, qualcosa che pareva raccontare una storia, antica come quella dell’uomo e forse anche di più. Una leggenda riecheggia tra le montagne e le tinge di sangue.

Un debito vecchio di cinquecento anni va pagato e per farlo c’è bisogno di una dea guerriera, una Banshee. È questa, in estrema sintesi, la storia. Gente morta in condizioni tanto assurde da risultare surreali. Un’ispettrice di polizia inviata a indagare. Un ragazzino che alleva un pullo di corvo. Una donna in un matrimonio tormentato. La locanda dei Sette Corvi e una locandiera bizzarra. I corvi. Loro, il centro di tutto. La partenza e l’epilogo di un romanzo che parla di corpi sventrati, occhi cavati, di amore, di storia e cultura.

Come Marco, il ragazzino co-protagonista de I sette corvi, immergersi in questo genere di letture è un modo affascinante per esorcizzare le proprie paure e, se non superarle, almeno accantonarle.

…leggere Stephen King lo avrebbe aiutato a scongiurare il male […] sentiva che non avrebbe avuto né tempo né possibilità di concentrarsi sulle sue paure, perché avrebbe vissuto quelle degli altri.

Come lo stesso Strukul scrive, non tutto può essere spiegato, nemmeno il piacere che può infondere una lettura inquietante come questa e allora, schiaccia play su Zombie oSmells Like teen spirit e lascia che le pulsazioni provocate dalla musica guidino la lettura de I sette corvi.

Salottometro:

4,5
I sette corvi Salotto Giallo

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