Via delle Streghe di Marilù Oliva

Via delle streghe Salotto Giallo

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

TRAMA

Quattro donne: Zulmira, la «maga» del quartiere, Serena, appassionata di kung fu e fidanzata con un poliziotto, Magalie, docente universitaria con un passato tormentato, e Iside, brillante informatica confinata su una sedia a rotelle. Quattro normali vicine di casa di un vicolo nel centro di Bologna, che si ritrovano la sera in salotto per torta, tisane e chiacchiere. Solo che quei convegni sono più simili a moderni sabba, in cui progettano quella che chiamano «magia nera».

Ovvero omicidi: la vendetta per efferati femminicidi i cui autori l’hanno fatta franca, sgusciando tra le maglie della legge, come è successo all’ex fidanzato assassino della sorella di Serena. Pur con qualche dubbio, le quattro «streghe» si sentono dalla parte della giustizia. Ma la violenza prende sempre la mano e il caso è un ingrediente pericoloso, capace di infilarsi anche in una pozione preparata con cura. Tra un amore tossico che ritorna dal passato e un giovane corteggiatore troppo curioso, un presunto tesoro nascosto e un’incursione azzardata nel deep web, la situazione diventa presto molto pericolosa.

Tanto da mettere a rischio un piano, un’amicizia e più di una vita. Per che cosa siamo disposte a uccidere? È la domanda che corre attraverso questa storia nera, avvincente e contemporanea, mentre le quattro formidabili protagoniste, determinate quanto fallibili, si muovono sul ghiaccio sottile che separa il senso della giustizia dalla vertigine dell’arbitrio. Mettendo a nudo l’anima stessa del nostro tempo

Nonostante la suggestione del titolo e la bellezza della copertina, Via delle streghe si apre come il racconto di un incontro tra quattro amiche segnate da storie personali pesanti.

Donne che si ritrovano in un appartamento all’ultimo piano di una stradina di Bologna, in uno spazio chiuso e protetto, per condividere confidenze e silenzi davanti a una fetta di torta.

Un clima familiare e rassicurante, quasi ovattato, che appare come un rifugio temporaneo dal dolore che ciascuna si porta addosso.

Per questo motivo, quando il racconto inizia a mostrare il suo lato oscuro, l’impatto è forte e difficile da ignorare: il contrasto tra quotidianità e violenza arriva improvviso e colpisce con forza.

Le quattro protagoniste sono donne intelligenti e ironiche, ma ferite; la loro “magia nera” non ha nulla a che fare con il soprannaturale, ma deriva dalla rabbia e dall’impotenza nate dall’aver subito ingiustizie. È il risultato del sentirsi invisibili, una condizione che trasforma la fragilità in forza distruttiva, capace di giustificare anche l’impensabile.

Serena brama vendetta per la morte della sorella, Zulmira coltiva piante velenose sul balcone come fossero gerani, Magalie è in fuga dal proprio passato e Iside si ritrova su una sedia a rotelle dopo un volo dal quinto piano.

Com’era cominciata? Non si erano cercate. Era successo. Una concomitanza casuale di eventi. Oltrepassato il cammino del dolore e dell’indignazione, si erano cristallizzate l’anima: erano furenti, spenta ogni speranza, perso il baricentro di senso, gridavano rappresaglia.

Marilù Oliva

Insegna lettere al liceo. Ha pubblicato racconti per il web e testi di saggistica. Ha collaborato con diverse riviste letterarie. Tra i suoi libri ¡Tú la pagarás! (Elliot 2011), Fuego (Elliot 2011), Mala Suerte (2012), Musica sull’abisso (HarperCollins, 2019) e L’Iliade cantata dalle dee (Solferino, 2024).

Marilù Oliva non utilizza il tema dell’impunità come semplice espediente narrativo, ma lo tratteggia come una ferita aperta, priva di possibilità di guarigione, dalla quale scaturiscono domande scomode non solo per le protagoniste, ma anche per il lettore.

Le quattro amiche, unite da una fiducia reciproca, progettano la vendetta per la morte della sorella di Serena e, nonostante l’apparente distanza tra il piano e la realtà, sono convinte che tutto possa svolgersi per il meglio, almeno fino a quando la realtà non prende il posto della fantasia.

Ogni elemento descritto — relazioni imperfette, ritorni di fiamma, curiosità e segreti — contribuisce ad aggiungere instabilità al racconto e, alla fine, emerge con forza una domanda: “fin dove saresti disposto ad arrivare?”

O, meglio ancora, “per quale motivo saresti disposto a uccidere?”

Via delle streghe è una storia intensa che prende spunto da fatti diventati, purtroppo, quasi quotidiani.

Un romanzo che non offre risposte scontate e non cerca di tracciare un confine netto tra giusto e sbagliato, ma conduce il lettore in una zona d’ombra, dove ogni azione ha un prezzo e le certezze vacillano.

Una lettura coinvolgente, che invita a riflettere su dove finisca la giustizia e inizi la vendetta, e su quanto sia facile passare, in un attimo, dalla ragione al torto.

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