Recensione di Katya Fortunato
TRAMA
L’avvocato Haller torna con un caso più attuale che mai: una causa contro un colosso dell’Intelligenza Artificiale, che potrebbe essere responsabile dell’omicidio di una ragazzina. Dopo il suo percorso di “rinascita”, Mickey Haller prende una nuova direzione e si dedica a un caso d’interesse pubblico, intentando una causa civile contro una società di Intelligenza Artificiale il cui chatbot avrebbe suggerito a un sedicenne di uccidere la sua ex ragazza perché lo aveva tradito.
Rappresentando la famiglia della vittima, Mickey esplora il mondo dell’IA, in rapida espansione e in gran parte non regolamentato. Durante il processo, lo affianca il giornalista Jack McEvoy che vorrebbe assistere in silenzio per scrivere un libro sul caso. Ma Mickey lo mette subito al lavoro, affidandogli l’analisi della montagna di documenti emersi durante la fase di ricerca delle prove. Le indagini di McEvoy portano alla scoperta del testimone chiave: un informatore che fino ad allora aveva avuto troppa paura per parlare. Il caso è estremamente pericoloso, perché in gioco ci sono miliardi di dollari.
Si dice che le macchine abbiano superato l’intelligenza umana nel 1997, quando il Deep Blue dell’IBM ebbe la meglio sul maestro di scacchi Garry Kasparov con una mossa chiamata “il sacrificio del cavallo”. Haller adotterà una strategia simile in tribunale per cercare di sconfiggere le immense forze dell’industria dell’IA schierate contro di lui e i suoi clienti.Piemme
Torna Mickey Haller, torna l’avvocato della Lincoln, senza più la Lincoln,
«E comunque due anni fa mi sono sbarazzato di tutte le Lincoln tranne una. L’unica che ho tenuto è sotto chiave in un box.»
l’ufficio in un magazzino e il bisogno di fare la cosa giusta.
Nessuna via d’uscita riporta Mickey Haller al centro della scena con un caso che sembra uscito direttamente dalle cronache di oggi e dalle nostre paure più attuali, quelle legate all’intelligenza artificiale e al suo uso fuori controllo.
Il mondo dell’intelligenza artificiale viene raccontato come una frontiera ancora poco regolamentata, dominata da interessi economici enormi e da responsabilità sfuggenti, e il tribunale diventa il luogo in cui tecnologia, etica e giustizia si scontrano senza sconti.
Dopo la sua rinascita personale e professionale, Haller intraprende una battaglia di interesse pubblico, rappresentando la famiglia di una ragazza uccisa da un suo coetaneo, chiamando in causa un colosso dell’IA accusato di averlo spinto a compiere l’omicidio attraverso un chatbot.
«…vuole che nessun altro affronti una simile tragedia. E’ per questo che vuole andare a processo. Vogliamo cambiare il mondo in meglio e renderlo più sicuro per i nostri ragazzi.»
Una premessa che permette a Michael Connelly di esplorare un territorio narrativo nuovo e al tempo stesso attuale.
Accanto a Haller, oltre all’immancabile Lorna e a Cisco, c’è Jack McEvoy, un giornalista disposto ad aiutarlo perché vuole scrivere un libro sul caso:
«E magari potrebbe venirne fuori anche un podcast. E un film. È un caso che racchiude tutto ciò che ho studiato e scritto sull’intelligenza artificiale generativa. Ogni settimana vengono intentate nuove cause contro i sistemi di IA, ma sembra che questo sarà il primo che arriverà in tribunale. Penso che metta insieme tutti gli aspetti, positivi e negativi, di questa tecnologia che sta cambiando il mondo. Se vuole il mio parere, è un’occasione d’oro.»
McEvoy diventa così un ingranaggio fondamentale dell’indagine, scavando tra montagne di documenti fino a far emergere la voce decisiva.
Il personaggio di Haller raggiunge in queste pagine la piena maturità narrativa: meno istrionico forse, ma ancora più affilato e consapevole.
Il suo modo di muoversi tra cavilli legali, pressioni mediatiche e colossi economici rende la lettura tesa e coinvolgente. La posta in gioco è altissima, miliardi di dollari, ma soprattutto il futuro di un sistema che rischia di sfuggire di mano.

Michael Connelly
Michael Connelly è una delle più grandi star della narrativa americana, raggiungendo il primo posto in classifica con ogni suo nuovo romanzo.
I lettori italiani lo hanno accolto con entusiasmo fin dal primo libro pubblicato, Debito di sangue da cui è stato tratto un film diretto e interpretato da Clint Eastwood.
I lettori hanno poi imparato a conoscere il detective Harry Bosch, indimenticabile protagonista di molti suoi thriller, tra cui Il ragno, vincitore nel 2000 del Premio Bancarella.
In anni più recenti, Connelly ha ideato un nuovo riuscitissimo protagonista, Mickey Haller, che svolge la sua attività dal sedile posteriore di una Lincoln, oltre che in tribunale, e che, nella riduzione cinematografica di The Lincoln Lawyer, ha il volto noto di Matthew McConaughey.
Connelly costruisce il confronto finale come una partita a scacchi giocata sotto i riflettori.
«Si dice che le macchine abbiano superato l’intelligenza umana nel 1997, quando Deep Blue sconfisse Kasparov con il sacrificio del cavallo.»
Un legal thriller teso e solido che unisce intrattenimento e riflessione, dimostrando come la saga di Haller sappia rinnovarsi senza perdere la propria identità. Connelly legge il presente e lo trasforma in una storia che fa discutere, tenendo il lettore incollato alle pagine.
Peccato, però, che quelle stesse pagine sembrino volare via, senza permettere di alzare gli occhi finché il racconto non è concluso, per ritrovarsi già in trepidante attesa dell’arrivo in libreria di una nuova storia.
Nel frattempo, ci si può consolare con il film in cui Matthew McConaughey presta il volto a Haller o con la serie televisiva.
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