Recensione di Cristina Casareggio

Rubrica a cura di Cristina Casareggio
TRAMA
Di rado il destino si rivela fin dall’infanzia: ma è proprio quello che accade alla protagonista di questo romanzo, preda fin da bambina di svenimenti improvvisi dai quali si risveglia con il presagio di un evento futuro. I genitori cercano di tenere nascosto questo suo dono e sperano che un buon matrimonio possa metterla al sicuro: e invece è proprio quel matrimonio il luogo più pericoloso per lei, che sarà costretta a fuggire più lontano che può per ricostruirsi una vita contando solo sulle proprie forze.
Comincia così, in una città della Sardegna, l’avventura di Ofelia Rossi, “rinomata sonnambula”, donna sola e fiera, che nel suo salotto in via del Fiore Rosso si guadagna da vivere offrendo vaticini per il prezzo di 5 lire. Le sue clienti sono perlopiù signore che covano nell’animo inquietudini e desideri per sé stesse o per coloro che amano.
La sonnambula le fa parlare, le sa ascoltare, poi simula una trance, impugna una penna d’oca e scrive il suo responso. Fino a quando cominciano a verificarsi eventi che sfuggono anche alla sua sapiente regia, e il passato torna a bussare alla sua porta… Ispirandosi a un ritaglio di giornale di fine Ottocento, Bianca Pitzorno gioca con gli archetipi del romanzo d’avventura e d’amore, intinge la penna nel gotico e nel picaresco per scrivere un romanzo brulicante di vita, onirico, ironico e politico insieme.
Abitata da visioni misteriose, la sonnambula è al tempo stesso aliena da ogni superstizione, capace di affrontare con dignità e coraggio il suo destino di donna sola in un mondo ostile. Attraverso la sua straordinaria avventura Bianca Pitzorno celebra il potere della mente umana e ci ricorda che grazie alla nostra forza d’animo, razionalità e fantasia siamo noi a scrivere le nostre vite.
La parola sonnambula in quei tempi non indicava una donna che cammina e agisce nel sonno, ma colei che cade in trance e predice il futuro, ovvero una medium, una sensitiva.
Bianca Pitzorno torna in libreria con una protagonista unica e straordinaria e, a partire da un trafiletto di un giornale d’epoca, regala ai lettori una figura femminile destinata a restare impressa, Ofelia Rossi.
Una ragazza come tante, che vive con la famiglia in un paese non meglio precisato, soffre di mancamenti improvvisi durante i quali ha visioni, vere e proprie finestre sul futuro. Spaventata da ciò che la gente potrebbe pensare di queste premonizioni, finisce per rinchiudersi in casa.
Temeva che qualcuno l’avrebbe guardata con curiosità, temeva i commenti maligni
I genitori, al contrario, sono convinti che l’unico modo per salvarla sia il matrimonio e che, relegata alla vita coniugale, tutto possa tornare alla “normalità”.
Devi mostrarti superiore a queste meschinerie. Non vorrai chiuderti in casa per le chiacchiere di qualche pettegolo
Ofelia sposa così un conte, una scelta quasi incredibile viste le distanze sociali. Tutti parlano di colpo di fulmine, ma le reali mire del conte sono legate esclusivamente alle sue visioni, di cui vuole servirsi per guadagnare.
Quando si rende conto che le premonizioni non avvengono a comando, la violenza prende il sopravvento e l’uomo arriva a picchiarla e a tentare di ucciderla.

Bianca Pitzorno
Bianca Pitzorno (Sassari, 1942) vive e lavora a Milano. Ha pubblicato dal 1970 a oggi più di settanta opere tra saggi e romanzi, per bambini e adulti, che in Italia hanno superato i due milioni di copie vendute e sono stati tradotti in moltissimi Paesi.
Ha tradotto a sua volta Tolkien, Sylvia Plath, David Grossman, Enrique Pérez Díaz, Tove Jansson, Soledad Cruz Guerra e Mariela Castro Espín.
Nel corso della narrazione Bianca Pitzorno inserisce diverse figure femminili che, se inizialmente appaiono marginali, si rivelano invece fondamentali.
La prima è un’umile cameriera, povera, senza nemmeno un cappotto per coprirsi, ma è l’unica a intervenire quando comprende che il marito di Ofelia sta cercando di avvelenarla. È lei che, rischiando la propria vita, aiuta Ofelia a fuggire.
Il romanzo si configura così come un insieme di voci femminili forti, un coro di donne che prosegue nella nuova sistemazione di Ofelia, che diventa a Domora, un paese non meglio precisato della Sardegna, la sonnambula.
Per cinque lire le donne del paese possono prenotarsi e ricevere da lei “consigli” sul futuro. Ofelia diventa presto un punto di riferimento per la società femminile locale, in un periodo storico in cui le donne erano confinate tra le mura domestiche o, al massimo, alle opere di carità. La sonnambula offre loro uno spazio sicuro e protetto, dove parlare liberamente di sé e dei propri problemi.
Però di questa sonnambula di via del Fiore Rosso tutte le signore che conosco dicono cose meravigliose. Che legge nei loro pensieri, che indovina i loro sentimenti, le loro paure, le loro speranze. Che fornisce ottimi consigli per superare gli ostacoli che si frappongono alla loro serenità
Al centro del romanzo emerge la potenza dell’ascolto.
Ofelia non offre magie né verità assolute, ma si informa, osserva, coglie i piccoli segreti del paese e immagina come poter aiutare le donne che le affidano frammenti della propria esistenza.
Riesce così a ricostruirsi una vita con le proprie forze, inventandosi un lavoro, una nuova identità e un futuro possibile. Fuggita dal marito, non si arresta ma evolve, si reinventa e diventa ciò che desidera essere, senza dimenticare l’importanza di fare del bene agli altri.
Una crescita impressionante, soprattutto considerando l’epoca in cui è ambientata la storia, un periodo in cui le classi sociali erano rigidamente divise, il lavoro era prerogativa maschile e l’essere donna significava spesso non avere un futuro. Ofelia continua a crescere, non ha paura di osare, di chiedere, di raccontare e di ascoltare.
Lo stile di Bianca Pitzorno è elegante e raffinato, ricco di dialoghi e digressioni, con un ritmo che rimane costante anche grazie all’uso sapiente delle lettere inserite nel corso della narrazione, che contribuiscono a renderla fluida e armoniosa.
Ne nasce un romanzo che diventa lo spaccato di un’epoca, una riflessione sul ruolo della donna e sulle divisioni sociali, capace di mostrare come la forza di volontà possa stravolgere il destino.
La grandezza di Bianca Pitzorno si manifesta nella creazione di un personaggio femminile destinato a rimanere indimenticabile.
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