Taglio letale di Patricia Cornwell

Taglio letale Salotto Giallo

Recensione di Sharon Lattanzi

TRAMA

Alle prime luci della mattina di Natale, l’anatomopatologa Kay Scarpetta riceve una telefonata agghiacciante: lo Squartatore Fantasma, il serial killer che da mesi semina il terrore nella Virginia settentrionale, ha colpito di nuovo. Il suo modus operandi è tanto crudele quanto meticoloso: grazie a una sofisticatissima tecnologia, riesce a introdursi nelle case delle vittime e spiare ogni loro movimento senza lasciar traccia. E poi, nei momenti che precedono l’omicidio, si manifesta puntuale un inquietante ologramma, simile a un fantasma, preludio a una morte certa.

Scarpetta viene convocata a Mercy Island, sede di un noto ospedale psichiatrico, dove una persona è stata brutalmente uccisa. Quando emergono sconcertanti legami con il suo passato, diventa chiaro che anche lei è in pericolo. Patricia Cornwell intreccia magistralmente scienza forense, tensione psicologica e tecnologia di ultima generazione in una nuova indagine ad altissimo rischio, sospesa tra il mondo reale e quello dei fantasmi: un confine sottile e pericoloso che solo Kay Scarpetta può tentare di attraversare.

Patricia Cornwell torna nelle librerie con un nuovo medical thriller: Taglio letale (Mondadori).

In compagnia di Kay Scarpetta, il lettore si immerge in un’esperienza particolare: uno spietato killer si aggira per le strade presentandosi alle sue vittime tramite un ologramma, prima di attuare il proprio piano omicida.

Kay Scarpetta, anatomopatologa, dovrà affrontare il male puro, incarnato da colui che si fa chiamare “Lo Squartatore fantasma”.

Patricia Cornwell

Nel 1990, Patricia Cornwell ha venduto il suo primo romanzo, “Postmortem”, mentre lavorava presso l’Istituto di Medicina legale di Richmond, in Virginia. Un debutto di buon auspicio, che ha portato alla vittoria dei premi Edgar, Creasey, Anthony e Macavity, oltre che del francese Prix du Roman d’Aventures, primo libro in assoluto a ottenere tutti questi riconoscimenti in un solo anno.

Diventata un fenomeno internazionale, la serie con protagonista Kay Scarpetta è valsa a Patricia Cornwell lo Sherlock Award per il miglior detective creato da un autore americano, il Gold Dagger Award, il RBA Thriller Award e la Medaglia di Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere per il suo contributo allo sviluppo letterario e artistico.Oggi i suoi romanzi e i personaggi iconici sono conosciuti in tutto il mondo.

Oltre alla serie con protagonista Kay Scarpetta, Patricia Cornwell ha scritto il saggio definitivo sull’identità di Jack lo Squartatore, libri di cucina, un libro per bambini, una biografia di Ruth Graham e altre tre serie basate sui personaggi di Win Garano, Andy Brazil e del capitano Callie Chase. L’autrice continua a esplorare le più recenti tecnologie dell’era spaziale e le minacce rilevanti per la vita contemporanea.

Questa volta, però, Patricia Cornwell non centra pienamente il bersaglio.

Nonostante uno stile di scrittura scorrevole, il romanzo soffre di una narrazione lenta e poco ritmata, che finisce per disperdere l’interesse di chi legge. Un thriller — anche se medical — dovrebbe rispettare alcuni requisiti imprescindibili, come il senso di angoscia, l’adrenalina e l’azione.

In Taglio letale, invece, questi elementi risultano quasi del tutto assenti, lasciando spazio a un racconto piatto e poco coinvolgente, in cui il lettore resta uno spettatore passivo.

A contribuire ulteriormente a questa sensazione è l’eccessiva quantità di dettagli superficiali, spesso irrilevanti ai fini della trama. La descrizione minuziosa di azioni quotidiane e banali rallenta ulteriormente il ritmo, spostando in secondo piano il fulcro della vicenda: il caso, l’indagine e l’omicida. L’assenza di colpi di scena e una risoluzione prevedibile e forzata finiscono così per abbattere ogni aspettativa che normalmente accompagna la lettura di un thriller.

Interessante, invece, l’idea di ricorrere a una tecnologia avanzata per orchestrare gli omicidi.

L’utilizzo dell’ologramma — capace di superare ogni barriera — introduce almeno un accenno di inquietudine, richiamando una paura molto attuale: quella di essere osservati e controllati ovunque.

A questo si aggiunge la consueta competenza dell’autrice in ambito medico-legale, che emerge nelle descrizioni dettagliate e scientifiche delle autopsie e delle procedure sanitarie, elemento apprezzabile per gli amanti del genere.

Tuttavia, questi aspetti positivi non sono sufficienti a rendere Taglio letale un romanzo riuscito.

I personaggi, va detto, sono costruiti con intelligenza e consapevolezza. In particolare Kay Scarpetta si conferma una protagonista solida: una donna risoluta, intraprendente e indipendente, segnata da un passato complesso. Il suo background viene sviluppato in modo coerente e rappresenta forse l’unico vero punto di contatto emotivo tra il libro e chi legge, anche grazie al progressivo svelamento della sua vita privata nel corso della serie.

In definitiva, Taglio letale avrebbe potuto essere sviluppato in modo diverso.

L’innovazione tecnologica viene soffocata da una narrazione lenta e superficiale, trasformando il romanzo in un’occasione mancata.

Un passo falso difficile da digerire, che dimostra come il nome e la fama non siano sempre una garanzia di qualità.

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