I giorni della solitudine di Ida Sassi

I giorni della solitudine Salotto Giallo

Recensione di Monica Truccolo

TRAMA

Il vicequestore Guido Valenti riceve messaggi anonimi che minacciano di morte lui e i suoi cari. Vorrebbe nascondersi ma gli viene assegnata un’indagine. Lisa Mandelli, a capo di una delle aziende farmaceutiche più potenti d’Italia, è sospettata di omicidio. Guido scopre una storia molto diversa da quella che appare.

Alle soglie del terzo millennio, un bieco maschilismo unito alla vergogna della malattia mentale hanno condannato all’invisibilità le donne della famiglia Mandelli. Quando sua moglie Isabella viene rapita, hanno inizio per Guido i giorni più cupi della sua vita. Ha sottovalutato il pericolo e ora è disposto a superare ogni limite. Trascinato sull’orlo dell’abisso, guido dovrà fare i conti con la tentazione della vendetta.

La vittima giace sul tappeto, all’altra estremità della sala. L’uomo è caduto all’indietro, allargando leggermente le braccia. È stato colpito al petto, e il viso è intatto, giovane e bello.

Nel romanzo I giorni della solitudine, la polizia indaga su una vicenda complessa che riguarda Lisa Mandelli, dirigente di successo di un’importante azienda farmaceutica, sospettata di essere coinvolta in un omicidio. Dietro la sua immagine pubblica emergono tensioni familiari, segreti mai risolti e dinamiche di potere che complicano l’indagine e mettono in discussione le prime certezze investigative. Approfondendo il passato della famiglia Mandelli, il vicequestore Guido Valenti si confronta con temi delicati come la malattia mentale, le discriminazioni, i silenzi imposti e le responsabilità negate. L’indagine si fa così sempre più opaca e faticosa.

«Quello che vogliono tutti da anni: farmi passare per pazza.»

Nel frattempo, il vicequestore Valenti inizia a ricevere minacce anonime, segnali criptici che inizialmente non sembrano riferirsi a un caso specifico, ma che instillano il sospetto di un pericolo imminente e personale. I messaggi si fanno progressivamente più inquietanti, fino a culminare in vere e proprie minacce di morte nei confronti suoi e dei suoi familiari.

La minaccia si concretizza tragicamente quando Isabella, sua moglie, viene rapita, facendo emergere un legame diretto e inquietante tra il caso e la sua vita privata.

Guido non contesta. La sensazione di aver sottovalutato l’avversario e per questo aver messo a rischio la vita di Isabella lo perseguita.

Guido Valenti non è l’eroe infallibile del giallo classico: è un uomo che indaga mentre, contemporaneamente, si scopre fragile, esposto, vulnerabile. L’indagine professionale si intreccia con la sua vita personale fino a renderle indistinguibili; quando la minaccia tocca la famiglia, la distanza tra il poliziotto e l’uomo si annulla. È proprio in questo passaggio che il romanzo trova la sua forza narrativa, trasformando il caso investigativo in un dilemma etico.

«Fatevi un caffè, anche due, andate al bar, svegliatevi, dovete essere vigili. Chiama Cardini in servizio, lascia stare Paternò. Agli altri ci penso io.»

Ida Sassi

Ida Sassi, nata a Bari, è laureata in Fisica all’Università di Padova e da molti anni vive e lavora a Milano. Ha due figlie, due nipoti e un cavallo. Per diverso tempo si è occupata di letteratura francese, traducendo diversi romanzi per Adelphi e Newton Compton.

Per Leone Editore ha pubblicato La morte dimenticata (2021), In debito con la morte (2021) Io ti troverò (2022) e Fino all’ultimo battito (2023).

Sin dalle prime pagine, I giorni della solitudine della Sassi è pervaso da un’inquietudine silenziosa, che anticipa gli eventi destinati a travolgere lo sviluppo della trama.

La narrazione avvolge il lettore tra ombre e segreti, tra paura e fascino inquietante. Ida Sassi conferma la sua maestria nel costruire intrecci avvincenti e personaggi complessi, grazie a una scrittura incisiva e controllata, attraversata da una tensione costante capace di generare suspense ed esplorare le sfumature più profonde della psicologia dei protagonisti.

All’improvviso, Guido è in preda all’ansia. Come ha fatto un bracciale del genere a trovarsi sulla mensola del bagno? In cucina, Lisa gli passa un paio di guanti di lattice e dei sacchetti di plastica per la conservazione del cibo.

La trama intreccia indagine criminale e dramma umano, accompagnando il lettore verso una conclusione in cui colpe, solitudini e responsabilità emergono con forza, aprendo una riflessione sul significato della giustizia e sul prezzo che essa impone.

I personaggi, soprattutto quelli femminili, non sono mai semplici figure marginali, ma portano ferite, segreti e rabbie radicate nel tempo, diventando lo specchio di una solitudine insieme individuale e sociale. Una solitudine che non riguarda solo vittime e colpevoli, ma anche chi deve decidere, scegliere e assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

«Ne ho visti di coglioni nella mia carriera, ma questa li batte tutti» dice Ferrara, con una smorfia di disgusto. «Credeva di andare a un ballo? E se l’è pure perso!»

I giorni della solitudine è un romanzo che supera i confini del giallo classico.

Racconta di isolamento, potere, fragilità psicologica e del prezzo che si paga quando la violenza irrompe nella vita quotidiana. Una lettura intensa e coinvolgente, capace di catturare senza clamore e di lasciare una persistente sensazione di inquietudine e di riflessione profonda.

Per la prima volta da quando la conosce, Guido prova un’intensa inquietudine.

Salottometro:

4

Ida Sassi ha accettato di rispondere per noi di Salotto Giallo ad alcune domande sul suo libro I giorni della solitudine. A questo link potete leggere l’interessante intervista a cura di Monica Truccolo

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