Senza traccia di Giuseppe Viscardi

Senza traccia Salotto Giallo

Recensione di Samuela Moro

TRAMA

Jacopo, avvocato marittimista genovese trapiantato a Milano si trova a New York per il viaggio di nozze con Erika, la moglie e figlia del capo dello studio in cui lavora. All’improvviso il dramma: Erika decide di andare in bagno in un locale e sparisce nel nulla. Le ricerche sono inutili e per anni Jacopo dovrà convivere con questo capitolo della vita che non sembra chiudersi mai.

I famigliari della moglie lo accusano e non lo perdonano, facendogli terra bruciata attorno. Solo dopo anni proverà a risollevarsi, grazie all’hobby di allenare una squadra di calcio di ragazzini, ma nuove tragedie sono dietro l’angolo: un misterioso serial killer, che fa sparire le persone nel nulla, sembra averlo preso di mira.

Senza traccia di Giuseppe Viscardi è un thriller che entra subito nel vivo.

Il romanzo si apre infatti con un evento traumatico capace di segnare in modo irreversibile il destino del protagonista e di orientare l’intera architettura narrativa del romanzo.

La scomparsa improvvisa di Erika durante un viaggio di nozze a New York non è soltanto il detonatore della trama, ma il nucleo emotivo da cui si irradiano colpa, sospetto, ossessione e bisogno di riscatto.

Jacopo, avvocato genovese trapiantato a Milano, si ritrova improvvisamente intrappolato in una vita sospesa: privo di una verità definitiva sulla moglie e bersaglio dei suoi stessi familiari acquisiti, è costretto a convivere con un’assenza che non ammette elaborazione.

Questo stato di limbo psicologico viene progressivamente contaminato da una nuova minaccia, quella di un serial killer che sembra replicare lo stesso meccanismo di sparizione, trasformando l’esperienza privata di Jacopo in un incubo collettivo.

Giuseppe Viscardi

Giuseppe Viscardi, genovese, è un professionista della lingua italiana parlata e scritta. Animatore, giornalista, formatore, commentatore sportivo, radici profonde nello scautismo e appassionato di treni veri e in miniatura, è al suo quarto romanzo.

Dopo “Il casello nascosto tra gli alberi”, “Troppo tardi” (vincitore del secondo premio al concorso “I fiori sull’acqua” e di menzione d’onore al concorso “Alda Merini”), e “… Ti regalo una città”, storie speciali di persone normali, “Senza traccia” è il suo primo giallo.

Dal punto di vista stilistico, Viscardi adotta una scrittura visiva, quasi cinematografica, costruita su cambi di prospettiva, stacchi narrativi e una marcata gestione dei punti di vista.

Questa impostazione risulta particolarmente efficace nei capitoli più strettamente thriller, dove la tensione cresce in modo graduale ma costante e la crudeltà dell’assassino, raccontata anche attraverso il suo punto di vista, assume concretezza.

I particolari cruenti non appaiono mai gratuiti, ma funzionali a delineare una minaccia sempre più incombente.

I dialoghi si muovono su un registro realistico, quotidiano, con una punteggiatura che riproduce il parlato in modo molto diretto. Questa scelta contribuisce a dare autenticità ai personaggi, anche se in alcuni passaggi può risultare leggermente prevedibile, soprattutto nelle interazioni meno cariche di tensione.

Uno degli elementi più caratterizzanti del romanzo è la doppia linea narrativa che affianca all’indagine e agli omicidi la vita privata di Jacopo, in particolare il suo ruolo di allenatore della squadra giovanile “Scolari”. Questo spazio narrativo svolge una funzione importante nella costruzione psicologica del protagonista: il calcio diventa una valvola di sfogo, una forma di resistenza al dolore e una possibilità di ritrovare un senso di controllo.

Tuttavia, l’insistenza su queste cronache sportive, pur coerente sul piano tematico, tende a rallentare il ritmo nei momenti in cui la tensione del filone thriller è più alta, rendendo alcuni passaggi più dilatati di quanto sarebbe stato necessario.

La struttura complessiva di Senza traccia mostra comunque solidità, soprattutto nella gestione dell’enigma e nella costruzione dell’assassino.

Indizi e piste narrative permettono di mantenere alta l’incertezza fino alle ultime pagine, rendendo difficile individuare con anticipo la soluzione.

Nel suo insieme, il romanzo di Viscardi si configura come un thriller, in cui la dimensione del mistero si intreccia a quella emotiva della perdita, della colpa e della rinascita. Pur con qualche evitabile dilatazione narrativa nella parte più introspettiva e quotidiana, Senza traccia riesce a costruire un percorso emotivo e investigativo coinvolgente, sostenuto da un protagonista ben costruito. Una storia che lavora tanto sull’adrenalina quanto sulle ferite invisibili che lasciano le sparizioni senza risposte.

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