Recensione di Monica Truccolo
TRAMA
Mia e Finn stanno ristrutturando una casa fatiscente per trasformarla nella loro dimora dei sogni, quando Mia scopre di essere incinta. Sembra l’inizio della vita perfetta che desideravano, ma proprio quando tutto sembra pronto, la donna trova un messaggio agghiacciante inciso nel battiscopa: “li salverò dalla soffitta”. Seguendo l’indizio fino al sottotetto, la coppia trova delle vecchie valigie di pelle e fa una scoperta raccapricciante: quella che doveva essere la loro casa ideale è stata, un tempo, teatro di orrori.
La quotidianità sembra riprendere il suo corso, arricchita dall’arrivo del loro bambino, ma Mia non riesce a liberarsi dall’ossessione per i crimini mostruosi avvenuti proprio sopra le loro teste. Turbata da ciò che ha visto e assetata di verità, si allontana sempre più dal marito. Indagando, frammenti di una verità terribile iniziano ad affiorare e Mia capisce che il pericolo è tutt’altro che relegato nel passato. È pronta a tutto pur di proteggere la sua famiglia… ma forse è già troppo tardi.
«Quindi», esordisce, «questa sarà la nostra casa?».
Tutto rimane in famiglia è un thriller psicologico che indaga il lato oscuro dei legami familiari.
La storia ha come protagonisti Mia e Finn, una giovane coppia in attesa di un figlio, impegnata nella ristrutturazione della loro nuova casa, situata vicino a quella dei genitori di Finn, Debbie e Dave. Tuttavia, la scoperta agghiacciante fatta nella soffitta dell’abitazione è destinata a sconvolgere ogni equilibrio e a mettere in discussione ogni certezza.
«Dobbiamo andare a vedere di sopra», dice Mia con determinazione. «In soffitta?», dice papà, «ci sono solo un paio di casse da trasloco lassù, vero, Finn?». «Casse da trasloco?», ripete. «Con dentro cosa?». Papà scuote la testa. «Non ci abbiamo guardato. Non ce n’era motivo».
L’inquietante scoperta nella soffitta della casa innesca una storia che, sviluppandosi su più piani temporali, mette alla prova fiducia, moralità e complicità all’interno della famiglia.
Con abilità straordinaria, Marrs fa crescere il senso di inquietudine attraverso una serie di sconvolgimenti progressivi, mostrando come i segreti nascosti nel passato possano plasmare e minacciare le scelte dei personaggi nel presente.
Penso a mio suocero e mi scervello per ricordare se Dave ha mai accennato, quando il nome è stato reso noto ai media, al fatto che era andato a scuola con una delle vittime.
A Mia non piace la sicurezza ostentata da Debbie, mentre Debbie sembra diffidente nei confronti della vulnerabilità di Mia.
Sono entrambe personaggi profondamente ambigui, le cui emozioni e intenzioni rimangono spesso oscure e difficili da interpretare; la stessa ambiguità permea anche tutti gli altri personaggi, nessuno escluso, che si muovono nella storia tra silenzi, mezze verità e comportamenti contraddittori.
La relazione tra Debbie e Mia si nutre di un costante scambio di potere, in cui ciascuna cerca di sondare i confini dell’altra, spingendoli oltre senza mai raggiungere una chiarezza definitiva. Questo genera un misto di attrazione e repulsione, ogni momento di vicinanza porta con sé il sospetto e il rischio di tradimento emotivo.
«Non ti aspetterai mica che ti permetteremmo di portarlo con te, vero? Una delle condizioni per il tuo trasferimento è che lasci mio nipote qui».

John Marrs
John Marrs è uno scrittore ed ex giornalista che vive a Londra e nel Northamptonshire. Dopo aver trascorso la sua carriera intervistando celebrità del mondo della televisione, del cinema e della musica per numerosi quotidiani e riviste nazionali, ora è uno scrittore a tempo pieno.
Tra i suoi libri figurano il bestseller numero uno e serie Netflix “The One”, “The Passengers”, il pluripremiato “What Lies Between Us” e “The Good Samaritan”
La scrittura di Marrs è coinvolgente e frenetica, e la sua capacità di creare personaggi intriganti, le cui scelte sono tanto affascinanti quanto pericolose, rende la lettura avvincente per l’intero romanzo.
La tensione cresce costantemente man mano che i segreti vengono svelati uno dopo l’altro, catturando completamente l’attenzione del lettore. I sentimenti e le emozioni trattate, amore, fedeltà, rimorso, perdono, sono sensazioni universali che toccano corde emotive profonde, esplorando i meandri più oscuri delle relazioni familiari. Non manca inoltre un tocco di mistero e suspense, che permette alla trama di evolversi mantenendo sempre alta l’attenzione.
“Sono molte le cose che non sai, vero? Per quanto tempo pensavi di poter giocare alla famiglia felice con entrambe?”
Il finale è davvero incredibile e travolgente, unico e inimmaginabile.
Una svolta conclusiva inattesa che lascia senza fiato e conduce l’intera narrazione verso una rivelazione sconvolgente, capace di ribaltare ogni certezza costruita nel corso della trama. Le dinamiche familiari, fino a quel momento sottilmente tese, esplodono in un turbinio di emozioni, conflitti e verità taciute che emergono, sorprendendo e coinvolgendo profondamente il lettore. È un epilogo che non solo chiude magistralmente la storia, ma la trasforma in un’esperienza indimenticabile, lasciando una sensazione di stupore e riflessione che persiste ben oltre l’ultima pagina.
L’unica cosa per cui posso ringraziarla è che mi ha insegnato a uccidere senza rimorsi: se c’è una ragione, si fa.
L’ambientazione è resa con cura e precisione, luoghi familiari e quotidiani si tingono di un alone di mistero, mentre spazi apparentemente ordinari diventano scenari di inquietudine silenziosa. La descrizione dei paesaggi, delle case e degli ambienti cittadini riflette e amplifica i conflitti interiori dei personaggi, rendendo ogni scena ancora più coinvolgente e suggestiva.
Non finché non sarà pronto.
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