Recensione di Tiziana Cavanna
TRAMA
Rivangare il passato può rivelare verità sconvolgenti. Il giornalista Andrea De Marchi si trova improvvisamente catapultato in un caso che sembra non finire. Lo stesso caso che suo padre aveva ripreso in mano, cercando di fare chiarezza su alcuni delitti di molti anni prima.
Un turbinio di azioni, di pensieri che si intrecciano attraverso i personaggi. Punti di vista differenti che si congiungono in un’unica certezza: la ricerca della verità. Un romanzo avvincente, ricco di colpi di scena e dai risvolti psicologici, si delinea nella città di Salsomaggiore Terme
Il lavoro di mio padre è un romanzo che intreccia passato e presente.
Il protagonista, Andrea De Marchi, è un giornalista che si ritrova coinvolto in un’indagine alla quale suo padre aveva lavorato anni prima. Dopo la scomparsa del genitore nel nulla, Andrea inizia ad analizzare vecchi appunti e ricostruire spostamenti, nel tentativo di capire che cosa sia realmente accaduto a Ettore De Marchi. Ma, rivangando il passato, finirà per mettersi nei guai, arrivando a rischiare la propria vita.
Non capisco dove sono… Provo a fare rumore, a urlare. Ma dalla bocca esce solo un tenue verso. Ho le mani legate dietro alla schiena. Le ginocchia e caviglie sono attorcigliate con del filo di ferro. Mi fanno male…
Andrea è un uomo dedito alla famiglia, che avverte da sempre la mancanza della figura paterna.
Il ritorno su un vecchio caso di omicidio diventa così anche l’occasione per intraprendere un viaggio interiore, alla scoperta di sé e del rapporto irrisolto con il padre.

Mattia Muli
Mattia Muli nasce il 21 aprile 1982. Vive da sempre nella cittadina di Salsomaggiore terme in provincia di Parma. La passione per lo sport, la meccanica e il cinema segna tutta la sua vita. È laureato in ingegneria meccanica.
Percorso tutt’altro che semplice quello che lo porta alla laurea, concluso solo grazie all’appoggio della sua famiglia. Nel luglio 2018 a Zurigo porta a termine un IronMan , un suo grande sogno.
Muli ambienta il romanzo principalmente a Salsomaggiore Terme, cittadina termale descritta attraverso un’alternanza di spazi domestici, luoghi di lavoro e paesaggi periferici.
Siamo su una collina. Su uno spiazzo con fondo di ghiaia. Un laghetto … l’acqua tocca il terreno a circa un metro da dove mi trovo… C’è una parentesi di roccia a picco nel lago da una parte e alcuni Grossi massi si sporgono…
L’atmosfera è sospesa e nebbiosa, e gli stessi luoghi diventano parte integrante della narrazione.
Il libro è costruito con una narrazione in prima persona e capitoli brevi che alternano presente e passato, offrendo diversi punti di vista. Questa scelta conferisce ritmo alla storia, ma richiede anche una maggiore attenzione da parte del lettore. La trama è sostenuta da colpi di scena e da una suspense che cresce con il procedere della lettura.
La narrazione è arricchita da altri personaggi significativi: il padre Ettore De Marchi, che dopo anni continua a cercare la verità su un caso rimasto irrisolto; Francesco Posta, sospettato numero uno; e i suoi fratelli, Stefania e Luca.
So che è colpevole punto devo riuscire a fargli compiere qualche azione che lo riveli punto anche se non ha sbagliato niente dal 1992, da quando è uscito di galera, a oggi…
Questi personaggi aggiungono spessore alla storia, componendo tassello dopo tassello un quadro sempre più complesso.
Lo stile è controllato, ricco di descrizioni dettagliate e dialoghi vividi, e affronta temi come l’identità e la memoria.
È un romanzo che, oltre all’aspetto investigativo, mette in luce una forte dimensione introspettiva dei personaggi.
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