Natale con Jane Austen di Jessica Bull

Natale con Jane Austen Salotto Giallo

Recensione di Cristina Casareggio

TRAMA

Hampshire, inverno del 1798. Il Natale è alle porte, ma alla canonica di Steventon l’allegria sembra rimasta intrappolata nel gelo. Con i fratelli lontani e troppe serate davanti al camino, Jane Austen teme che le feste si riducano a un infinito susseguirsi di tè, sbadigli e canti stonati. Finché non inciampa in uno scheletro ben nascosto in cantina.

Altro che tombola di famiglia: finalmente qualcosa di davvero interessante! Nel villaggio si diffonde la voce che possa trattarsi di Mary Ellen, giovane scomparsa misteriosamente subito dopo il matrimonio, il cui fantasma si dice abiti i boschi circostanti. Dicerie, certo, ma Jane sa bene che dietro ogni pettegolezzo si nasconde un granello di verità, e forse anche un delitto. Tra balli a lume di candela, tazze di punch bollente e gentiluomini che sanno corteggiare (ma non sempre essere onesti), Jane si ritrova invischiata in un intrigo degno dei suoi futuri romanzi.

E mentre la neve cade silenziosa, la mente più acuta dell’Hampshire è pronta a dimostrare che non c’è niente di più festivo di un mistero da risolvere sotto il vischio. Un giallo regency arguto e deliziosamente natalizio, dove la brillante Jane Austen unisce logica, ironia e un pizzico di romanticismo per un’indagine tutta da gustare, come una fetta di pudding appena servito.

Non sarà davvero Natale finché suo padre non avrà scelto il ceppo più grande possibile da bruciare durante le feste natalizie.

Quale modo migliore per celebrare i 250 anni dalla nascita di Jane Austen se non con un romanzo?

Soprattutto se scritto da Jessica Bull, amante appassionata dell’autrice britannica e profonda conoscitrice della sua vita e delle sue opere.
In Natale con Jane Austen, Jessica Bull trasporta i lettori nei festeggiamenti di casa Austen per il momento più magico dell’anno, celebrato dalla famiglia con riti consolidati nel tempo: dalla scelta del ceppo da ardere nel camino alle portate da condividere insieme.

E’ usanza dar fuoco a ceppo natalizio con un pezzo di legno conservato dall’offerta del Natale precedente.

I festeggiamenti vengono però turbati dalla macabra scoperta di un cadavere mummificato nella cantina della canonica del fratello. Tutti pensano a un militare di passaggio, ma Jane, arguta osservatrice e dotata di una logica spiazzante, nota subito che qualcosa non quadra: le ossa sono troppo piccole per appartenere a un uomo e il tessuto rimasto appare troppo delicato e femminile.

Il signor Austen, sempre il primo a cogliere le allusioni della figlia, distorce i lineamenti solitamente distesi in un cipiglio severo: <Jane, no>.

Il padre, che conosce bene la figlia, sa già che non lo ascolterà e che partirà alla ricerca della verità.

È una donna sagace, curiosa, affamata di conoscenza: nulla può fermarla quando si mette in testa qualcosa.

Ma il signor Austen dovrebbe essere più preciso nel dare istruzioni alla figlia minore, oppure rassegnarsi all’idea che Jane le seguirà alla lettera, e nulla più.

Jane, in barba alle raccomandazioni paterne, inizia a indagare. Una giovane sposa era scomparsa molti anni prima proprio il giorno delle nozze, e quel tessuto bianco potrebbe essere, secondo lei, il suo abito nuziale. Conformemente all’epoca, la sua indagine non può che procedere per via orale: una donna non poteva fare troppe domande apertamente, avendo un ruolo ben definito e defilato nella società. Così Jane tenta di ricostruire ciò che accadde attraverso visite a chi aveva conosciuto la giovane sposa.

Le armi a disposizione sono poche, ma Jane le usa con attenzione e scrupolo: visite di cortesia, sempre ben annunciate e accompagnate da un omaggio; lunghe camminate per raggiungere le varie abitazioni; formalità rituali per iniziare la conversazione; complimenti mirati; domande solo in apparenza casuali, ma pensate per indirizzare l’interlocutore verso un punto preciso.

Jessica Bull

Jessica Bull è nata nel sud-est di Londra. Ha studiato Letteratura inglese all’Università di Bristol e Scienze dell’informazione alla City University di Londra. Ha lavorato come bibliotecaria e come consulente nella comunicazione.Il suo romanzo d’esordio, Orgoglio, delitti e pregiudizio, è stato pubblicato in 18 Paesi.

Ragione, omicidi e sentimento è il secondo, attesissimo capitolo della serie, dove misteri, segreti e l’inconfondibile arguzia di Jane Austen si intrecciano alla perfezione.

La forza della scrittura di Jessica Bull sta nel far immergere il lettore nella vita dell’epoca, attraverso descrizioni minuziose degli arredi, degli usi e dei costumi: un’immersione totale nell’età Regency
in cui viveva la famiglia Austen.

Ma il tratto più incisivo è il personaggio principale, Jane Austen in persona, che viene quasi mitizzata nella sua genialità. Una donna intelligente, curiosa, anticonformista, pronta a sfidare tutto e tutti per arrivare alla verità.

Un romanzo breve ma ben costruito, in cui personaggi e ambientazioni restituiscono uno spaccato fedele dell’epoca e illuminano ulteriormente la figura di un’autrice che ha segnato la storia della letteratura inglese e mondiale.

Il tocco di giallo amplifica il fascino della narrazione.

Salottometro:

4
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