Recensione di Barbara Terenghi Zoia
TRAMA
Ryan e Miranda sono due sceneggiatori. Si sono innamorati quando erano studenti di cinema, ma ora sono una coppia in crisi a cui il terapeuta ha consigliato un weekend lontano da tutto, nella pace della natura. Quando Ryan raggiunge il cottage nel bosco dove si sono dati appuntamento, la porta è aperta, ma Miranda non c’è.
Trova invece due bicchieri di vino, il letto sfatto e il bagno coperto da schizzi di sangue. Da quel momento inizia una corsa disperata per ritrovare Miranda e ritrovarla viva. Quello che Ryan non può immaginare è che l’indagine su sua moglie farà riaprire il caso di una donna scomparsa trent’anni prima, coinvolgendo il suo grande amico e mentore, il leggendario, osannato regista James Black.
I punti di vista di marito e moglie si alternano in una girandola di menzogne e omissioni, equivoci e inganni, mentre il mondo scintillante di Hollywood mostra tutte le sue ombre, le crudeltà nascoste sotto le sue luci abbaglianti, e ci rivela cosa si è disposti a fare per amore del cinema, quanto si è disposti a sacrificare per portare alla luce la verità e ritrovare se stessi. Un thriller psicologico, in cui Javier Castillo costruisce una storia nerissima, fatta di sogni, delusioni, paure e riscatto, legata a filo doppio con la passione per lo spettacolo.
Ryan e Miranda, i protagonisti di Tutto quel che è successo con Miranda Huff, sono in crisi: il matrimonio sembra andare in pezzi e tra loro c’è scarsa comunicazione.
Eppure, a prima vista, sembra che abbiano una vita favolosa: sono due sceneggiatori, Ryan con un successo importante alle spalle, e vivono in una villa a Los Angeles, come i grandi divi di Hollywood.
Ma Javier Castillo frena subito l’illusione, perché nel mondo del cinema l’apparenza è tutto: la facciata è più importante della realtà, e il bel mondo patinato che si vede in TV non esiste:
I lustrini di Hollywood brillavano perché tutti noi che ne facevamo parte ne lucidavamo la superficie putrefatta con stracci fatti della nostra infelicità. Perfino la famosa scritta Hollywood sul monte Lee sembrava scintillante, ma se ci si avvicina, si vedeva che non era altro che un mucchio di ferraglia sporca e arrugginita.
I due protagonisti hanno modi completamente diversi di affrontare la vita: Ryan, dopo un solo successo, si rifugia nel suo ufficio o scappa a bere per cercare di replicare quell’occasione all’infinito; Miranda, invece, si accontenta, scrive piccole sceneggiature, pubblicità, qualsiasi cosa che permetta di pagare le bollette e continuare la quotidianità.
Vista la crisi, Miranda propone a Ryan di andare da un consulente per cercare di salvare il matrimonio, il quale suggerisce una gita in un cottage nel bosco.
Quando Ryan arriva, però, Miranda non c’è.
La prima cosa che Ryan realizza dopo la scomparsa di Miranda è chi fosse davvero sua moglie, o meglio chi era diventata, perché la donna che emerge dalle indagini non corrisponde all’immagine che si era fatto di lei.
In Tutto quel che è successo con Miranda Huff ci sono due linee temporali e due trame: il racconto al presente, nel 2015, fatto in prima persona da Ryan, e quello al passato, durante gli anni universitari di Miranda.
I capitoli sono brevi e molto ritmati, consentendo una lettura veloce e alternando continuamente passato e presente, con una sottotrama che parte dal 1975 per svilupparsi nel presente e intrecciarsi, sul finale, con quella principale.
In questo modo il lettore non riesce a capire chi sia il colpevole o chi abbia fatto cosa, perché non c’è tempo per riflettere: il capitolo successivo porta nuovi indizi e altri possibili colpevoli, ribaltando completamente le prospettive e aggiungendo sospetti a una lista già nutrita.
È un thriller psicologico, ma anche una storia d’amore, che racconta il periodo in cui Ryan e Miranda si conobbero all’università e incontrarono per la prima volta il loro mentore, James Black, un grande regista molto noto, che prese i due studenti sotto la sua ala protettrice.
Nonostante le due trame, le variazioni temporali e i continui colpi di scena, difficilmente il lettore riuscirà a empatizzare pienamente con i protagonisti.
Ad esempio, quando Miranda scompare e il marito sembra il probabile colpevole, il lettore dovrebbe cercare di trovarla subito; invece non succede, perché Castillo ha inserito diversi punti oscuri, ombre, in ognuno dei personaggi.

Javier Castillo
Javier Castillo è un autore spagnolo. Cresciuto a Malaga, ha lavorato come consulente finanziario, ma ha abbandonato i numeri quando i suoi romanzi sono diventati un fenomeno editoriale, rendendolo una celebrità in Spagna.
I suoi romanzi hanno ottenuto un enorme riconoscimento di pubblico e di critica, sono stati tradotti in più di sessanta Paesi e hanno venduto più di un milione e trecentomila copie. In Italia per Salani sono usciti La ragazza di neve (2022), da cui è stata tratta una serie Netflix di grande successo, Il gioco dell’anima (2023), Il cuculo di cristallo (2024)
Questa mancanza resta una parte non risolta, quasi necessaria, colmata solo dalla spiegazione finale che scioglie tutti i dubbi rimasti in sospeso.
Il taglio dato da Castillo a Tutto quel che è successo con Miranda Huff è volutamente scenografico e rende il racconto, se possibile, ancora più spettacolare:
I passi sulla ghiaia e sulle foglie secche risuonarono come un crepitio tra gli alberi. Si stava facendo buio e l’aria era diventata così fredda che, quando respirava, il fiato le usciva di bocca sotto forma di vapore per poi svanire all’istante come un fantasma timoroso di essere visto.
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