In cambio del silenzio di Piero Pavanini

In cambio del silenzio Salotto Giallo

Recensione di Katya Fortunato

TRAMA

Milano, giorni nostri. Nella grande agenzia di comunicazione ed eventi Gilli & Associati si prepara l’evento che ne potrà determinare il successo globale. Ma quello che c’è in gioco non è solo un evento importante, ma anche e soprattutto la lotta per il possesso di una tecnologia che può cambiare in meglio il corso della storia o far precipitare l’intero pianeta in un incubo epocale. La lotta scatenerà le ambizioni e gli istinti più ancestrali dei protagonisti, travolgendo ogni barriera fra il bene e male e fra ciò che è giusto e sbagliato.

Fra Italia, Caraibi, Giappone e Londra si gioca il destino dell’agenzia e di chi ne fa parte: il fondatore, Dott. Leonardo Gilli, imprenditore, padre onesto e concreto, Marcello, figlio ambizioso e spregiudicato, Giorgio, manager onesto e determinato, Michele, genio della ricerca tecnologica, Monica figlia di un potente e sfortunato magnate della finanza da cui tutto ha origine. Tutti coinvolti, loro malgrado, in una vicenda intricata dai risvolti inaspettati, il cui epilogo londinese cambierà per sempre le loro vite. Tranne la verità.

Ambientato tra Milano e alcune delle mete più esotiche del mondo — dai Caraibi al Giappone, fino alla Londra dell’epilogo — questo romanzo propone un thriller contemporaneo che intreccia intrighi internazionali, conflitti familiari e una pressante fame di potere e riscatto.

Al centro della vicenda c’è la Gilli & Associati, una delle agenzie di comunicazione ed eventi più prestigiose d’Italia, pronta a lanciare un progetto destinato a segnare una svolta decisiva per il suo futuro. Dietro l’apparenza scintillante, però, si nasconde una posta in gioco ben più alta: una tecnologia rivoluzionaria, capace di migliorare il destino dell’umanità oppure di trasformarlo in un incubo globale. L’autore si concentra proprio su questo, mettendo alla prova la moralità dei protagonisti, travolti da ambizioni, rivalità e forze più grandi di loro.

“Milano non fa sconti”, dicono i milanesi e quelli che, bene o male, in quella città sono riusciti a sbarcare il lunario. Era vero: la città offriva molto, regalava opportunità a chi sapeva coglierle. Ma si pagava tutto, e prima o poi il conto arrivava.

Il romanzo è corale: ogni personaggio porta con sé un frammento della propria storia e una personale interpretazione del concetto di “fare la cosa giusta”. Elementi che sarebbero anche molto interessanti, se non fosse che l’autore tende a soffermarvisi un po’ troppo, rallentando la narrazione. Il racconto infatti prende davvero ritmo e cattura il lettore solo dalla metà in poi, quando finalmente si intravede l’ombra di qualcosa di losco.

A questo si aggiunge la presenza di numerosi refusi ed errori di battitura (dopo essere andati online rceviamo dall’autore che gli errori di battitura sono stati successivamente corretti e sul mercato sono state immesse le nuove copie aggiornate) che interrompono la fluidità della lettura e finiscono per risultare fastidiosi.

Piero Pavanini

Piero Pavanini lavora da oltre trent’anni nel mondo della comunicazione e degli eventi corporate.

Ha fondato società protagoniste del settore, collaborato con multinazionali e istituzioni, prodotto centinaia di eventi e formato generazioni di professionisti.

Il finale londinese, ricco di rivelazioni e ribaltamenti, chiude la storia di Pavanini con un senso di inevitabilità.

In un mondo dominato da interessi globali, ciò che sembra sopravvivere alle manipolazioni è soltanto la verità. Una verità scomoda, spesso tardiva, ma impossibile da cancellare.

Con il suo mix di thriller tecnologico, drama familiare e tensione internazionale, questo romanzo offre una lettura attuale, capace di interrogare la nostra epoca e le sue fragili certezze. E porta il lettore a domandarsi quale sia davvero il prezzo del progresso — e soprattutto chi abbia il diritto di decidere come utilizzarlo.

Salottometro:

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