Tra l’ombra e la rabbia di Vittorio Renuzzi

Tra l'ombra e la rabbia Salotto Giallo

Recensione di Cristina Casareggio

TRAMA

Milano, marzo 1848. Una contessa scompare in circostanze misteriose. Un medico poeta e un dragone ungherese vengono incaricati di trovarla, ma ogni indizio conduce più a fondo in un labirinto di intrighi, ricatti e passioni nascoste. Nella città che si prepara all’insurrezione, salotti aristocratici e bordelli si confondono, mentre ognuno recita la propria parte. Perché la menzogna, quando è ben costruita, non inganna. Protegge. E spesso ci assomiglia.

Mentre tutto sembra precipitare nel caos, ciò che accade nel cuore dei personaggi ricorda inquietantemente ciò che ancora oggi ci circonda: paura, rabbia, e il bisogno disperato di un senso. Un romanzo gotico e politico, dove tra barricate, stanze segrete e carte truccate, la verità non si mostra mai in piena luce. E l’ombra che portiamo dentro di noi si maschera di buone intenzioni o si traveste da giustizia

Il mondo si sta scuotendo e noi gli corriamo dietro, credendo che tutto avvenga grazie alla nostra volontà.

Le Cinque Giornate di Milano del marzo 1848 rappresentano un avvenimento storico che ha segnato profondamente la città e l’Italia. La popolazione insorge contro le truppe austriache del maresciallo Radetzky; la città viene messa a ferro e a fuoco, le barricate occupano le strade e molti milanesi perdono la vita nel nome della libertà.

Qui c’è la guerra, dottore – dice il carbonaio. – Ci sono ovunque soldati che sparano. La gente butta giù tutto dalle finestre per bloccare le strade.

Vittorio Renuzzi

Vittorio Renuzzi si occupa da oltre quindici anni di ideazione, redazione e gestione di progetti culturali per enti no profit, con particolare attenzione alla gestione tanto dei problemi connessi agli aspetti artistici quanto di quelli legati alla realizzazione pratica dei progetti culturali.

Ha partecipato come consulente alla stesura, presentazione e rendicontazione di progetti finanziati da fondazioni bancarie, enti pubblici, Comunità Europea. È socio fondatore e CEO di Compagnia della Corte

È in queste giornate che Vittorio Renuzzi ambienta il suo romanzo Tra l’ombra e la rabbia, un giallo storico ben costruito, in cui le descrizioni minuziose dei personaggi e la ricostruzione accurata degli avvenimenti, insieme ai tanti piccoli indizi disseminati nella trama, alimentano la tensione narrativa fino a un finale del tutto inaspettato.

In una Milano attraversata dai fermenti sociali e politici, scompare una contessa: Vittoria, donna bellissima e piena di vita, che da un giorno all’altro non fa più ritorno al castello. Il marito, disperato, non sa come ritrovarla.

Bellissima, sottile, lunghi occhi grigi. Pelle bianchissima. E il sorriso? Come si fa a non innamorarsi di quel sorriso che affiora lentamente?

Vittoria è una donna amata e libera, che dedica il suo tempo a visite, letture e cavalcate: indipendente e sicura di sé, tanto da far dire che “una donna come lei non accetterebbe di scomparire lasciando nell’aria il sospetto di un adulterio”.

Cos’è accaduto? È stata rapita? Si tratta di una vendetta contro il conte?
O è fuggita con un amante?

Per ritrovare la moglie, il conte affida l’indagine ai suoi due uomini di fiducia: il medico e poeta Rajberti e il dragone ungherese Gorgey, diversi in tutto ma uniti dal senso del dovere e dalla lealtà.

Il dottore è un uomo retto, di animo nobile, sempre pronto ad aiutare gli altri. Sognatore, poeta dalla rima facile, è dotato di intelligenza acuta e grande curiosità: sa leggere tra le righe e coglie ogni indizio, anche il più nascosto.

Gorgey, invece, è un militare “instancabile, insonne, determinato”, che ha collaborato con la polizia segreta, esperto di tecniche militari e incapace di tirarsi indietro.

Non ha nulla a che fare con gli aspetti piacevoli della vita, non lo incontrerete a una cena o a una lettura poetica. È un uomo che non ammette debolezze. Neppure le sue. Un lupo solitario che non abbandona mai la sua pista.

Due uomini opposti, ragione e forza che si affiancano nella ricerca di Vittoria, con metodi diversi e visioni distanti, ma guidati dallo stesso obiettivo.

A Milano, tutti sanno qualcosa. Frammenti, illazioni, ipotesi.

Sotterfugi, segreti, rivalità e sommosse animano la Milano dell’epoca, che diventa la vera protagonista del romanzo con le sue ombre e la sua rabbia latente, destinata a esplodere nella rivolta urbana. I personaggi appaiono come pedine all’interno di una città che si muove, palpita e combatte.

Il popolo, tutto il popolo, caro dottore, anche la plebaglia, è arrabbiato. E c’è qualcuno che fomenta questa rivalità tra tedeschi e italiani, che li mette gli uni contro gli altri.

Una città armata fino ai denti nella lotta per liberarsi da una dominazione percepita come oppressiva; personaggi tratteggiati alla perfezione, quasi attori di un film storico; descrizioni accurate della vita e degli usi dell’epoca.

Misteri, trame oscure, ombre minacciose e una rabbia sotterranea rendono Tra l’ombra e la rabbia un giallo storico avvincente e appassionante, capace di conquistare tanto gli amanti della storia quanto quelli
del genere investigativo.

Salottometro:

4,5

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