Luna fredda su Babylon di Michael McDowell

Luna fredda su Babylon Salotto Giallo

Recensione di Samuela Moro

Rubrica a cura di Emanuela Ferrara

TRAMA

Un fiume, una famiglia, una vendetta. L’attesissimo ritorno dell’autore di Blackwater con una storia di misteri e presenze che si fanno letali nella luce fredda della luna

Babylon, Florida, 1980. Il caldo soffoca la città, le superstizioni tormentano i pavidi, i serpenti uccidono gli incauti. Un fiume oscuro corre, rapido e letale, tavolta reclamando la sua libbra di carne. Quando la giovane Margaret Larkin scompare, è come se quelle acque volessero tornare alla sorgente, restituire chi non avrebbero mai dovuto inghiottire. Mentre una fredda luna si leva, accecante, sui peccati e le colpe di Babylon.

Nessuno vuole avvicinarsi al fiume Styx, che lambisce la cittadina di Babylon, Florida. Solo i Larkin vivono in quelle terre paludose, che sono la loro fonte di sostentamento. Eppure il fiume non è sempre stato benevolo con loro e, quando anche l’ultima dei Larkin scompare, tutti si convincono che c’è del marcio a Babylon.

Ma la maledizione che sembra funestare quelle rive è poca cosa rispetto alla cupidigia e alla brutalità degli uomini. La danza macabra tra i vivi e i morti è appena cominciata.

Con Luna fredda su Babylon, Neri Pozza prosegue la riscoperta di Michael McDowell, autore di culto del gotico americano.

Dopo Blackwater, Gli aghi d’oro e Katie, lo scrittore ci riporta nel Sud degli Stati Uniti, in una Florida del 1980 intrisa di caldo, superstizione e decadenza. È un Sud stagnante, dove l’aria vibra di presagi e le acque del fiume Styx nascondono più di quanto rivelino.

Tutto comincia con la scomparsa di Margaret Larkin. Un evento che sconvolge la piccola comunità di Babylon e risveglia qualcosa di antico e oscuro. Il fiume sembra vivo, consapevole, pronto a reclamare ciò che gli è stato sottratto. Le sue acque, «scure e impetuose», diventano il simbolo della colpa, del rimorso e della memoria.

«Quando piove molto forte, le acque scure dello Styx si gonfiano e accelerano a un ritmo allarmante.»

Come già accadeva in Blackwater, McDowell intreccia il male e la natura fino a renderli inseparabili. Il romanzo appartiene a pieno titolo al gotico del Sud, una corrente che fonde l’atmosfera decadente del gotico europeo con le tensioni morali, religiose e sociali del profondo Sud americano.

In Luna fredda su Babylon, questi elementi prendono forma in una città che pare vivere in un costante crepuscolo: il caldo è soffocante, l’umidità sovrana, i boschi incombono, la luna osserva dall’alto i peccati dei vivi.

«Nelle ore che precedono un temporale, gli aghi dei pini assumono un verde intenso e vibrante che non hanno in nessun altro momento.»

La scrittura di McDowell è densa ma precisa, cinematografica nel ritmo e nella costruzione delle immagini. Le descrizioni non rallentano la narrazione: la sostengono, la rendono viva. La tensione cresce pagina dopo pagina, in un’escalation di terrore che avvolge Babylon fino a un finale che tocca il suo apice più oscuro.

Il lettore non entra mai davvero nella mente dei personaggi, pur ben caratterizzati da tutti i punti di vista, ma resta ai margini, spettatore di una tragedia annunciata. E proprio in questa distanza si genera l’inquietudine più profonda.

Il male, in Luna fredda su Babylon, non ha un solo volto. È l’acqua nera che ribolle sotto la superficie, è l’indifferenza, la violenza silenziosa.

Michael McDowell

Michael McDowell è stato un autore e sceneggiatore statunitense. Si è laureato in inglese ad Harvard e ha conseguito un dottorato di ricerca a Brandeis. Ha lavorato come insegnante, critico teatrale e segretario.

È stato autore di più di venticinque romanzi e sceneggiature, tra cui quella del film Beetlejuice – Spiritello porcello. La casa editrice Neri Pozza ha portato in Italia, a partire dal 2023, la saga gothic-horror di Blackwater, ambientata nella cittadina di Perdido sconvolta da una devastante alluvione.

Tra gli altri titoli, Gli aghi d’oro (2024), Katie (2025). Michael McDowell si è spento a Boston il 27 dicembre 1999, in seguito a complicazioni dell’AIDS.

McDowell non cerca il colpo di scena, ma l’attesa. Fa respirare la paura e la lascia crescere lentamente, creando una perfetta tensione narrativa.

«Per un attimo restò abbagliato dalla luna. Era grossa il doppio rispetto a pochi minuti prima e la luce era così intensa che gli lacrimavano gli occhi.»

Babylon è un luogo sospeso, reale e irreale insieme. Una città dove tutto marcisce e sopravvive, dove il fiume Styx diventa vero protagonista del racconto:

un fiume vivo, con una coscienza e una volontà propria

Lo Styx osserva, giudica e punisce, come se il male stesso fosse parte integrante del paesaggio.

La nuova edizione Neri Pozza, infine, rende piena giustizia al romanzo, con una copertina gioiello illustrata da Pedro Oyarbide che riprende lo stile di Blackwater e ne prosegue l’immaginario visivo.

Luna fredda su Babylon è una storia di morte e di crudeltà, di potere e di vendetta. Un romanzo dove l’orrore non è mai urlato, ma sussurrato dalle correnti del fiume e dalle ombre degli uomini. Un tassello imprescindibile del gotico americano e una conferma della maestria con cui McDowell sa trasformare la paura in letteratura.

Salottometro:

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