Andrea Sallustio: Inferno di Claudio Bravi

Andrea Sallustio Inferno Salotto Giallo

Recensione di Emanuela Ferrara

TRAMA

La pensata del professore non è quella grande novità, perché il suo inferno non è diverso dal nostro! Il Mondo che ci circonda spesso ci fa paura, ci spaventa e non riusciamo ad accettare che sia davvero così terribile, che sia l’Inferno! Per fortuna, quasi sempre, noi siamo al riparo nei nostri piccoli mondi, ma, come dice lui,

“Qualche volta li vedevo i mostri emergere scompostamente, agitando quelle code enormi, con la testa protesa verso l’alto come volessero imparare a volare, come avessero deciso di cambiare elemento. Poi, cessata la spinta, si ripiegavano su se stessi e la testa tornava ad inabissarsi per prima, seguita dal corpo e dalla coda che frustava l’acqua.”

Il romanzo si inserisce nella serie gialla con protagonista il professor Andrea Sallustio, ideato da Claudio Bravi, autore noto soprattutto per questo personaggio investigativo.

Inferno pare voler seguire la formula classica del giallo: un caso da risolvere, una tensione crescente e un protagonista definito nei suoi tratti psicologici e morali. L’idea di fondo è interessante, affrontando temi come abusi — o presunti tali — all’interno di istituti scolastici, “sette” misteriose e adolescenti e adulti che mescolano la loro vita come mai dovrebbero.

Bravi si muove quindi in un filone narrativo che si lascia leggere con facilità, anche se forse un po’ troppo frequentato.

Claudio Bravi

Claudio Bravi nasce nel 1951 nel borgo operaio di Ferriera di Buttigliera Alta, proprio alle porte della Val di Susa. Si laurea in Lettere presso l’Università di Torino e, dopo un percorso professionale piuttosto vario e complesso, inizia ad insegnare nella scuola superiore.

Esordisce come autore e regista di drammi radiofonici nei primi anni ottanta, quindi collabora con diverse testate giornalistiche e contemporaneamente approda alla narrativa.

La sua prima pubblicazione per Firenze Libri è la raccolta di racconti ‘Fabula, ae’ (1996), con Ormae editrice pubblica i romanzi ‘Il Drago di Dnietr’ (2000) e ‘Photo’ 82001), per S.E.I. ha diretto e curato numerosi progetti editoriali, tra cui ‘Iper 2000’, un laboratorio di scrittura su supporto multimediale (2000).

Lo stile di Bravi risulta scorrevole e, per la narrativa di genere, funzionale.

L’autore è capace di costruire la tensione e modulare il ritmo narrativo in modo accettabile. L’ambientazione investigativa stimola la curiosità del lettore e invita a seguire il classico meccanismo del “chi ha fatto cosa”, gratificando chi ama il giallo più ragionato, incentrato sull’intelletto piuttosto che sull’azione pura.

Uno dei limiti principali di Andrea Sallustio: Inferno è che la trama rischia di apparire piuttosto prevedibile per chi ha familiarità con il genere.

L’investigatore con un passato da redimere, il mistero da svelare, gli indizi disseminati: sono elementi solidi ma già visti, che non sempre riescono a distinguere il romanzo da altri dello stesso tipo.

Pur con un protagonista interessante, alcuni personaggi di contorno sembrano essere poco caratterizzati: troppo funzionali alla trama e poco vivi come individualità autonome.

Questo riduce in certi momenti l’impatto emotivo dell’indagine e delle sue conseguenze.

A tratti la narrazione rallenta, perdendo lo slancio iniziale. Ci si aspetterebbe un crescendo di tensione fino al climax, ma in certi momenti il ritmo si appiattisce, lasciando un senso di attesa non del tutto appagata.

Considerando il titolo, Inferno, e le implicazioni che porta con sé, si poteva immaginare una maggiore intensità drammatica, un’oscurità più profonda, una condanna.

Il romanzo, invece, rimane abbastanza convenzionale: piacevole, ma non una lettura che colpisce al cuore o che cambia qualcosa in chi legge.

Salottometro:

3
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