Recensione di Katya Fortunato
TRAMA
Quando il commissario Cosimo Lombardo e la sua compagna Carla Russo partono per il Venezuela, un Paese segnato dalla violenza dei narcos, da catastrofi ambientali e da una povertà estrema, la loro unica missione è privata, intima. Vogliono adottare un bambino, un sogno che accarezzano come frutto più bello del loro amore nato nei corridoi del Tribunale di Milano.
Ma in quell’orfanotrofio dall’altra parte del mondo li attende una sorpresa: lavora proprio lì Veronica Cosentino, un’infermiera dal passato tormentato, legata a Cosimo da un amore mai dichiarato. Rapidamente, la situazione si complica, sia sul piano sentimentale sia su quello investigativo. Cosimo scopre un traffico di minori gestito da bande criminali che, approfittando della disperazione dei genitori, comprano e rivendono bambini come merce, e inizia una difficile indagine che lo porterà sulle tracce del boss “El Diablo”.
Tra case di cartone e discariche a cielo aperto, emerge la struggente storia di Juan, un ragazzino coraggioso che tenta di salvare dalla tratta la sorellina Maria. Intanto, la passione mai sopita che Veronica prova per Cosimo rischia di mettere a repentaglio il suo matrimonio. La missione del commissario Lombardo a questo punto è a tutto campo, mette in gioco ogni suo sentimento e la vita stessa.
Giuseppe Petrarca firma un noir civile coinvolgente, che non dà tregua fino all’ultima pagina e che tra le pieghe della trama racconta l’infanzia rubata e la forza della solidarietà umana.
Con il suo nuovo romanzo, Giuseppe Petrarca unisce tensione narrativa e impegno civile.
Ne I bambini di nessuno, il commissario Cosimo Lombardo affronta una missione personale e investigativa in un Venezuela devastato dalla violenza e dalla miseria: un viaggio nelle pieghe più oscure e dolorose dell’animo umano.
Partiti con il desiderio di adottare un bambino, Cosimo e Carla si ritrovano invece immersi in una realtà spietata, dove i piccoli vengono venduti come merce, strappati alle famiglie dalla fame e dalla disperazione.
Quel viaggio si stava rivelando più difficile del previsto, anche perché stava sconvolgendo alcune sue stesse convinzioni.
Il sogno di diventare genitori si trasforma presto in una lotta per la giustizia, perché dietro i sorrisi fragili degli orfani e le promesse di un’adozione si cela un traffico di minori, orchestrato da bande criminali e protetto dalla corruzione.
Nell’incursione avevano trovato tre bambini con le gambe legate alla testiera di un letto. Erano stati sequestrati e affidati al malefico dottor Wilson. Sarebbero finiti in pasto all’organizzazione dei narcos per ingrassare il vergognoso mercato della prostituzione, oppure li avrebbero addestrati come pusher nelle strade affamate della capitale, o, peggio ancora, sarebbero diventati merce per il traffico di organi umani.
In questo scenario desolato emergono anche luoghi di luce e di speranza, come la casa famiglia di padre Josè, che accoglie i bambini abbandonati e tenta, con mezzi limitati ma con una fede incrollabile,
di restituire loro un futuro.
Al suo fianco, l’ospedale locale, dove medici e infermieri operano in condizioni estreme, rappresenta un altro baluardo di umanità: tra letti spogli e scarse risorse, ogni giorno si combatte per salvare vite dimenticate.
Il rapporto con Claudia poteva essere messo alla prova, mentre il desiderio di adozione si scontrava, adesso, con la necessità di poter dare una mano concreta a una più grande schiera di bambini.
Ed è qui che Cosimo incontra Veronica: la loro vicinanza riaccende ferite e sentimenti sopiti, mettendo a dura prova il matrimonio con Carla.
Tra le baraccopoli di cartone e fango, i bambini di strada diventano
i veri protagonisti.
Piccoli eroi come Juan, che tenta disperatamente di salvare la sorellina Maria dalla tratta, incarnano la purezza violata e la forza della speranza. La loro storia, e quella di tutti i bambini, attraversa il romanzo come un grido d’aiuto e un monito.

Giuseppe Petrarca
Giuseppe Petrarca Vive a Napoli, dove lavora per un primario gruppo assicurativo e collabora con l’organizzazione umanitaria “Medici Senza Frontiere”.
Ha pubblicato i medical thriller Corpi senza storia. Un’indagine del commissario Lombardo (Homo Scrivens, 2016), Premio Speciale Megaris 2016, Premio Emily Dickinson, Menzione Speciale concorso “Un fiorino per l’inverno” e premio Speciale al concorso letterario nazionale “Un libro amico per l’inverno”; e Inchiostro rosso. La prima indagine del commissario Lombardo (nuova edizione Homo Scrivens, 2018).
Ha partecipato ai volumi Scrittori per la pace, a cura di R. Messina (Guida), Napoletani per sempre, (Eds Editore), Diversamente amici, (Ad est dell’equatore). esce per Aperiron edizioni “Il Coraggio di Nikolay”, 1° classificato premio internazionale Michelangelo Buonarroti.
Giuseppe Petrarca costruisce un noir dal cuore profondamente umano, in cui la tensione dell’indagine si intreccia con una riflessione amara sull’“infanzia rubata”, sulla povertà che alimenta lo sfruttamento, ma anche sulla resistenza e sulla solidarietà che continuano a vivere, testarde, in chi non smette di credere nel bene.
Il Venezuela descritto da Petrarca è un luogo di contrasti estremi: la violenza dei narcos convive con la carità dei missionari, la corruzione con la pietà, l’abisso con la rinascita.
Al centro, il commissario Lombardo, costretto a scegliere tra il dovere e il sentimento, tra la giustizia e l’amore.
Con I bambini di nessuno, Petrarca ci consegna un romanzo che non si limita a raccontare un crimine, ma ci obbliga a guardare dentro le ferite del mondo — e forse anche dentro le nostre — perché troppo spesso ci giriamo dall’altra parte, nascondendoci dietro l’alibi di una domanda:
Cosa possiamo mai fare noi?
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