Assassinio in Cornovaglia di Elizabeth George

Assassinio in Cornovaglia Salotto Giallo

Recensione di Alessandra Isabella Spanò

TRAMA

Un misterioso omicidio sconvolge la Cornovaglia. E il sospettato è un uomo molto vicino all’ispettore Lynley. Negli stessi giorni in cui la detective Barbara Havers finisce in congedo forzato, l’ispettore Thomas Lynley scopre che il tetto della sua villa di famiglia in Cornovaglia deve essere rifatto, operazione estremamente costosa… ma che Lynley potrebbe sostenere (o evitare) se riuscisse a dimostrare che nei suoi terreni si cela una riserva di litio alla quale sembra molto interessata un’azienda che professa metodi estrattivi ecologici.

Lynley convince Havers ad accompagnarlo in Cornovaglia, ma poco dopo il loro arrivo i due si ritrovano a indagare su un efferato omicidio che ha spezzato bruscamente la tranquillità della regione. L’ispettore Lynley e il sergente Havers non avrebbero motivo di essere coinvolti, poiché il caso è di competenza della polizia locale e la firma dell’assassino sembra chiara fin dai primi rilievi, ma l’uomo che è stato arrestato è il fratello della donna di cui Lynley è innamorato.

Nel panorama del giallo inglese contemporaneo, Elizabeth George si conferma con questo volume come una voce solida e matura.

Il romanzo rientra pienamente nel genere del poliziesco classico – con intreccio investigativo, indizi, sospetti, e svolte narrative – ma non è semplicemente una caccia al colpevole nel senso più tradizionale, ma un’indagine che mette in scena anche la decadenza morale, le relazioni complicate e il peso del passato.

L’ambientazione è in Cornovaglia che, come mostrato fin dalle prime pagine, non è solo mero sfondo, ma luogo in cui coesistono bellezza selvaggia, antiche miniere, comunità isolate e diffidenza verso gli estranei. L’autrice dedica tempo a far emergere l’atmosfera del luogo: paesaggi costieri, edifici fatiscenti, legami familiari sedimentati dalla generazione precedente, opportunità economiche e predazioni esterne.

Questa cura contribuisce a rendere credibile l’ambiente in cui avviene l’omicidio e a far sì che la cornice non risulti puramente decorativa ma abbia impatto sull’indagine stessa.

Il romanzo è abbastanza lungo e sviluppa dapprima una fase introduttiva in cui il delitto si rivela, l’ambientazione viene spiegata, i personaggi chiamati in causa presentati. Solo in un secondo momento entrano in pieno ruolo i protagonisti consolidati della serie, ossia l’ispettore Thomas Lynley e la sergente Barbara Havers, dopo che l’investigazione viene avviata sul campo da un altro personaggio, l’ispettore Beatrice Hannaford.

Questa scelta strutturale produce due effetti.

Da un lato dà slancio al ritmo narrativo, perché l’azione non è concentrata subito sui due protagonisti classici; dall’altro impone al lettore una certa pazienza, poiché lungo le prime centinaia di pagine si accumulano informazioni, sotto-trame e personaggi secondari. Ciò porta ad una progressione lenta ma metodica.

Tutti i personaggi sono complessi, con non poche ombre: George evita caratterizzazioni ad una dimensione e questo rende credibile ogni rapporto, anche quelli più conflittuali.

Al centro, al di là del puro fatto di sangue, c’è la lotta tra conservazione e progresso economico, ma in parallelo emergono i temi della fedeltà coniugale e intergenerazionale, la responsabilità verso il luogo d’origine, i traumi delle famiglie spezzate, la colpa, il silenzio, l’ambiente sociale che muta.

Elizabeth George

Elizabeth George, sempre in vetta alle classifiche del New York Times, è autrice di oltre venti thriller psicologici ambientati in Gran Bretagna che vedono come protagonista l’ispettore Thomas Lynley.

I suoi romanzi, tradotti in trenta lingue, sono stati portati sugli schermi dalla BBC.

Una carriera che le ha valso molti riconoscimenti fra cui l’Anthony Award, l’Agatha Award, due nomination agli Edgar Awards, il primo posto al Grand Prix de Littérature Policière e al MIMI, il prestigioso premio tedesco dedicato alla crime fiction

Il finale assume, come sempre in Elizabeth George, un significato più ampio: esso non è infatti solo circoscritto all’arresto o alla condanna del colpevole, ma è soprattutto la presa di coscienza che, anche se la giustizia appare compiuta nel senso formale, le ferite rimangono, i rapporti cambiano e non tutto viene riparato.

George conferma anche in Assassinio in Cornovaglia, la sua grandissima capacità di intrecciare più punti di vista, di spostarsi fra l’investigazione sul campo e momenti più intimisti e di alternare dialoghi incisivi a descrizioni atmosferiche del territorio. La lingua è curata, il ritmo misurato: non ci sono soluzioni facili, non si scivola nella spettacolarità della scena del crimine per sé, ma si resta su un piano realistico e umano.

Le sequenze ambientate in Cornovaglia sono rese con sensibilità e contribuiscono a radicare la narrazione in un clima credibile.

Va dunque certamente riconosciuta a Elizabeth George la profondità psicologica dei personaggi, la credibilità dell’ambientazione e la maturità con cui l’autrice affronta le relazioni umane e morali. Inoltre, chi ama il genere troverà in questo romanzo una combinazione elegante tra intrigo e riflessione.

La vicenda scuote il lettore perché lo porta a riflettere sulla perdita, sull’amore tradito, sulla giustizia che non sempre appare netta, e sulla fragilità delle relazioni umane. Il lettore che si affida alla storia viene ricompensato da momenti di tensione, di smarrimento, ma anche da un senso di coinvolgimento con i personaggi.

Si soffre con loro e si spera insieme a loro. Assassinio in Cornovaglia offre ricchezza emotiva, se il lettore è disposto ad accoglierla.

In conclusione, Assassinio in Cornovaglia conferma Elizabeth George come una grande autrice del poliziesco di qualità e rappresenta una scelta eccellente per quei lettori che ricercano oltre al ritmo anche il senso, il luogo, il carattere e la riflessione.

Se si cerca un intrigo ben costruito, una comunità che sembra destinata a celare i suoi segreti e detective non perfetti ma umani, questo romanzo potrebbe essere una delle letture più convincenti dell’anno.

Certamente quando consegna il suo peso narrativo Assassinio in Cornovaglia risulta memorabile.

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