Recensione di Alessandra Isabella Spanò
TRAMA
New York, oggi. Valerie Simpson, una giovane stella del tennis, sogna il grande ritorno sui campi da gioco. Sta valutando l’idea di scegliere Myron Bolitar come agente sportivo, quando viene assassinata tra la folla durante gli US Open. Perché ha cercato di contattarlo poco prima di morire?
Dopo una carriera eccezionale ma breve, Valerie era crollata psicologicamente e a soli sedici anni era stata ricoverata in un ospedale psichiatrico. C’è forse un legame tra il doloroso passato della ragazza e il suo assassinio? La polizia sospetta del delitto Duane Richwood, un nuovo talento del tennis, e Roger Quincy, un ammiratore che la perseguitava, ma Myron non crede che questa sia la pista giusta.
Indagando per conto suo, scopre che sei anni prima il fidanzato di Valerie, figlio di un noto senatore, era stato ucciso mentre si trovava con lei a una festa da un delinquentello mai più rintracciato. Il senatore potrebbe conoscere dettagli importanti per le indagini, ma sembra trincerarsi dietro un muro di silenzio, così come la madre di Valerie.
Myron ha l’impressione che le persone coinvolte vogliano che smetta di scavare. La verità, spesso, è troppo pericolosa, se non addirittura mortale. E Myron potrebbe essere la prossima vittima.
Con Colpo a tradimento, Harlan Coben inaugura la serie dedicata a Myron Bolitar, mescolando sapientemente il romanzo giallo con le atmosfere del thriller contemporaneo.
Il genere è quello del poliziesco investigativo con sfumature noir, ma si distingue per un’ironia calibrata e una vivacità dialogica che alleggeriscono l’inquietudine sottesa alla vicenda. Siamo lontani dai toni cupi del noir classico: qui l’indagine si intreccia al mondo patinato e spietato dello sport professionistico e dell’industria dell’intrattenimento, offrendo un’ambientazione moderna, riconoscibile, che rispecchia le contraddizioni della società statunitense degli anni Novanta.
La scena di Colpo a tradimento è in una New York vivace e contraddittoria, fatta di uffici di agenti sportivi, campi da tennis, salotti di alta borghesia, uffici legali sontuosi e periferie poco raccomandabili.
Coben tratteggia questi ambienti con precisione realistica, senza indulgere in descrizioni eccessive, ma lasciando emergere la tensione sotterranea tra apparenza pubblica e realtà privata. Ne risulta un universo narrativo coerente, dove i rapporti di potere, il denaro e la celebrità influenzano ogni azione.
Harlan Coben fa di Myron un protagonista insolito: ironico, affettuosamente disilluso, combattuto tra il desiderio di giustizia e un’acuta ironia che lo caratterizza con immediatezza.
Accanto a lui si muove Win, amico leale ma moralmente ambiguo, la cui freddezza maschera una violenza controllata e inquietante.
Anche i personaggi secondari, dai dirigenti sportivi ai giornalisti, alle giovani promesse sportive, contribuiscono a dare profondità al quadro sociale, mostrando le molte sfaccettature dell’ambizione e della corruzione, nel mondo dell’alta società, dello sport d’èlite, della politica..
Il tema principale è quello del tradimento, inteso nel suo significato più ampio.
Emergono anche la manipolazione dei sentimenti, l’ambizione che sotterra ogni regola morale, la fragilità delle relazioni umane, l’indegno sfruttamento dei ragazzi sportivamente più talentuosi a fini di lucro attirati dall’illusione del successo presentato tanto rapido, quanto duraturo nel tempo.

Harlan Coben
Harlan Coben è uno degli autori più importanti nel panorama del thriller internazionale.
I suoi romanzi, tradotti in 45 lingue, sono tutti best seller negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Francia, e sono sempre in vetta alle classifiche del New York Times.
Ha vinto prestigiosi premi fra cui l’Edgar Award.
Molti dei suoi romanzi sono diventati serie tv Netflix, come The Stranger (Longanesi 2022) e Un inganno di troppo (Longanesi 2023).
Coben indaga le conseguenze delle scelte personali e il confine tra etica e convenienza, soprattutto quando in gioco ci sono denaro, fama e reputazione.
Il finale, pur risolvendo l’enigma, non offre un rassicurante lieto fine: suggerisce piuttosto che la verità, una volta rivelata, non libera del tutto, ma impone nuove consapevolezze e rinunce.
Lo stile di Coben è asciutto, dinamico, punteggiato da battute fulminanti che conferiscono ritmo e umanità alla narrazione. La tecnica narrativa predilige l’azione e il dialogo rispetto all’introspezione, ma riesce comunque a delineare le emozioni con rapide pennellate efficaci. Molto efficaci la costruzione dell’intreccio, l’originalità del protagonista e la capacità di fondere tensione e ironia. Si può notare talvolta una certa prevedibilità in alcune dinamiche del genere e una psicologia non sempre approfondita dei personaggi minori.
Leggendo Colpo a tradimento, la curiosità cresce pagina dopo pagina, accompagnata da un coinvolgimento affettivo per i personaggi principali, soprattutto per Myron, che con le sue fragilità e il suo sarcasmo crea un legame autentico con il lettore.
In conclusione, il romanzo si rivela un esordio convincente per la serie di Myron Bolitar, capace di coniugare intrattenimento e riflessione, offrendo una lettura che appassiona senza rinunciare alla complessità morale e narrativa. Una scelta consigliata a chi cerca un giallo moderno, intelligente e dal ritmo travolgente.
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