Recensione di Claudia Pieri
TRAMA
Simon ed Ethan sono fratelli gemelli identici, affascinanti, intelligenti e popolari: perfetti, almeno in apparenza. Tutto cambia in una scioccante notte d’estate, quando, durante la festa di laurea, i genitori vengono uccisi a sangue freddo e i sospetti cadono su di loro: ma chi dei due era davvero presente sulla scena del crimine?
E se, in realtà, avessero pianificato insieme il delitto perfetto? Dieci anni dopo, il mistero è ancora irrisolto. Simon ed Ethan, ormai lontani e divisi da vite apparentemente tranquille – entrambi sposati e con figli, ma segnati da rancori mai sopiti – continuano ad accusarsi a vicenda dell’omicidio, ciascuno deciso a dimostrare la propria innocenza a discapito dell’altro. Per riaprire il caso, Frankie, loro sorella minore, si rivolge alla produttrice televisiva Laurie Moran e al suo team.
Ma man mano che la troupe di Under Suspicion indaga e si avvicina alla verità, ombre che sembravano dissolte nel passato tornano a farsi strada, più minacciose e pericolose che mai.
A un osservatore esterno sarebbe sembrata una scena idilliaca. La festa di laurea perfetta per i gemelli perfetti della famiglia perfetta.
“Perfetto” è l’aggettivo che ricorre con maggiore insistenza nelle pagine de L’altro fratello, il thriller firmato da Mary Higgins Clark, Signora indiscussa del genere, insieme ad Alafair Burke.
Attorno alla perfezione, alle apparenze e ai segreti si costruisce l’intera vicenda, incentrata sul sospetto che finisce per incrinare le vite dei gemelli Harrington, cambiandone per sempre il destino personale e professionale.
Al centro della trama c’è un tema di forte attualità: quello dei podcast e delle trasmissioni di true crime, che non si limitano a raccontare un delitto, ma diventano veri e propri strumenti d’indagine, fino ad aiutare concretamente a far luce sul caso.
Con una scrittura magnetica e uno stile incisivo, arricchito da dettagli che non appesantiscono la narrazione, Clark e Burke trascinano subito il lettore al centro della vicenda, spingendolo a voler sapere sempre di più. I personaggi sono ben delineati e la trama, avvincente e ben orchestrata, invita a riflettere su tematiche attuali e delicate che ruotano tutte intorno alla famiglia e ai legami familiari.
In particolare, il rapporto tra genitori e figli
lui era riuscito a soddisfare in gran parte le impossibili aspettative di Richard, ma non senza conseguenze
mette in luce le pressioni che possono degenerare in prevaricazione e violenza:
Non posso fallire… Non posso nemmeno essere nella media. Devo essere perfetto. Non voglio che mi tratti come Ethan.
Tuttavia, con il procedere della narrazione, la verità comincia a delinearsi con eccessiva chiarezza: la caratterizzazione dei personaggi, pur efficace, finisce per svelare più di quanto dovrebbe, permettendo al lettore più attento ed esperto di intuire troppo presto la direzione della storia.
Ne risulta un finale privo di reali sorprese, che indebolisce l’impatto complessivo del romanzo e non restituisce appieno le promesse dell’inizio.

Mary Higgins Clark
Mary Higgins Clark nata e cresciuta a New York (nel Bronx), ma di origini iralndesi, è nota in tutto il mondo come la «regina del giallo americano».
La Clark ha raccontato di essersi «ammalata di scrittura» all’età di 7 anni, essendo gli irlandesi spesso «narratori nati».
Dopo diversi rifiuti, nel 1975 riuscì a pubblicare il suo primo libro, Dove sono i bambini, diventato presto un libro molto amato.
È stata autrice di numerosissimi bestseller, in Italia editi da Sperling & Kupfer.
Ha firmato cinque mystery assieme alla figlia Carol.
Ex presidente della Mystery Writers of America, ha diviso il tempo tra l’attività di scrittrice e quella di nonna di molti nipoti.
Ha inoltre vinto il Premio Agatha Christie alla carriera.
L’autrice di decine di bestseller si è spenta il 31 gennaio 2020 in Florida.
In definitiva, L’altro fratello conferma la maestria di Mary Higgins Clark e Alafair Burke nel costruire una narrazione scorrevole e coinvolgente, con personaggi ben delineati e uno stile capace di catturare subito l’attenzione del lettore.

Alafair Burke
Alafair Burke figlia dello scrittore James Lee Burke, è stata pubblico ministero a Portland, Oregon, e attualmente insegna diritto penale alla Hofstra Law School di New York.
È già autrice di diversi thriller di successo e con La città del terrore (in Italia pubblicato da Newton Compton nel 2009) è stata per settimane in cima alle classifiche britanniche e americane.
Nel 2016 ha pubblicato con Piemme La ragazza nel parco e con Sperling & Kupfer Così immobile tra le mie braccia, scritto a quattro mani con Mary Higgins Clark.
Con la Clarke collabora di nuovo per la scrittura del romanzo La sposa era vestita di bianco (Sperling & Kupfer, 2017).
Nel 2018 pubblica con Piemme La ragazza che hai sposato e L’ultima volta che ti ho vista.
Nel 2021 ha pubblicato con Mary Higgins Clark Perché mi appartieni (Sperling & Kupfer) e nel 2023 Dove sono i bambini ora? (Sperling & Kupfer).
Le tematiche trattate — dalla complessità dei legami familiari all’influenza dei media contemporanei, come i podcast di true crime — rendono il romanzo attuale e interessante.
Tuttavia, la prevedibilità della soluzione, favorita da una caratterizzazione dei personaggi che lascia intuire troppo presto l’identità del colpevole, nonché la mancanza di colpi di scena reali, ne attenuano in parte l’impatto complessivo, lasciando un senso di lieve delusione rispetto alle promesse iniziali.
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