Jumbee di Henry S. Whitehead

Jumbee Salotto Giallo

Zombi e altri orrori del voodoo

Recensione di Emanuela Ferrara

Rubrica a cura di Emanuela Ferrara

TRAMA

“La Biblioteca di Lovecraft” si arricchisce della raccolta Jumbee and Other Uncanny Tales, pubblicata per la prima volta dalla storica Arkham House nel 1944, finora mai presentata integralmente in italiano, e qui corredata dalle illustrazioni tratte dalle prime uscite di ciascun racconto, sulle riviste Weird Tales, Adventure e Strange Tales of Mystery and Terror.

In questa antologia sono presenti dei veri e propri classici della letteratura weird e horror, tra cui Morte di un Dio, Cassius, La bestia nera e L’uomo dell’albero, tutti qui inclusi e più volte citati e lodati da H.P. Lovecraft, che di Whitehead fu corrispondente, amico e collaboratore.

Con Jumbee – Zombi e altri orrori del Voodoo, l’Agenzia Alcatraz amplia ulteriormente la serie La Biblioteca di Lovecraft, diretta da Jacopo Corazza e Gianluca Venditti, offrendo ai lettori italiani un tesoro dimenticato della narrativa fantastica.

Henry S. Whitehead, autore tra i più peculiari e raffinati del primo Novecento, spesso dimenticato, ritrova la giusta dignità in questa preziosa pubblicazione. Il volume ripropone, per la prima volta in traduzione completa, la raccolta Jumbee and Other Uncanny Tales, pubblicata originariamente nel 1944 da Arkham House. L’edizione italiana include inoltre le illustrazioni apparse sulle prime riviste che ospitarono i racconti e si apre con un’introduzione di Pietro Guarriello, che ne ripercorre la fortuna critica e mette in luce il ruolo dell’autore come anello di congiunzione tra la visione cosmica di Lovecraft e una prospettiva più antropologica, sensibile alle culture e ai rituali delle isole caraibiche.

Whitehead tascorse diversi anni nelle Indie Occidentali Danesi (oggi Isole Vergini), un’esperienza che divenne la linfa vitale della sua narrativa. Da quei luoghi e dalle loro credenze popolari trasse ispirazione per creare storie in cui il voodoo, i riti dei morti e il folclore locale si fondono in un orizzonte misterioso e inquietante.

Nei suoi racconti l’orrore non proviene tanto dal mostruoso quanto da ciò che sfugge alla comprensione razionale: l’invisibile, l’impalpabile, il confine sottile tra il reale e l’ignoto.

Molti racconti vedono come protagonista Gerard Canevin, alter ego dello scrittore, che vive nei Caraibi e si trova spesso a investigare su fenomeni inspiegabili. Accanto a lui compaiono personaggi ricorrenti come il fedele Stephen Penn e il dottor Pelletier, figure che incarnano l’equilibrio tra curiosità e scetticismo.

Henry S. Whitehead

Henry Whitehead è stato un pastore episcopale americano e autore di romanzi horror e fantasy.

Henry S. Whitehead nacque a Elizabeth, nel New Jersey, il 5 marzo 1882 e si laureò all’Università di Harvard nel 1904 (nella stessa classe di Franklin D. Roosevelt).

Attraverso i loro occhi, Whitehead dipinge un mondo dove la superstizione convive con la spiritualità, e il soprannaturale si intreccia con la quotidianità degli abitanti delle isole.

La raccolta comprende quattordici racconti, ciascuno con un tono e un’impronta propria. Jumbee, che dà il titolo al libro, è solo uno di questi. Orrore, sospensioni, maledizioni, doppia identità, sono alcune delle tematiche trattate in questa antologia che ha del meraviglioso al suo interno.

La scrittura di Whitehead è elegante e calibrata, capace di suggerire più che mostrare, di insinuare lentamente il disagio nel lettore. Il suo orrore è quello dell’attesa, della soglia che separa la vita dalla morte e che a poco a poco si dissolve. Non sorprende che H.P. Lovecraft lo stimasse come amico e collega, riconoscendogli la capacità di tradurre l’ignoto in esperienza narrativa e di trattare il soprannaturale come una forma alternativa di conoscenza che sopravvive ancora oggi, a distanza di così tanti decenni.

Con questa nuova pubblicazione, La Biblioteca di Lovecraft continua la propria opera di riscoperta dei maestri dimenticati del weird, offrendo un volume curato con attenzione filologica e rispetto per l’originale.

Jumbee – Zombi e altri orrori del voodoo restituisce finalmente al pubblico italiano la voce unica di Henry S. Whitehead, uno scrittore che seppe unire fede, paura e meraviglia in una visione del mondo tanto inquieta quanto affascinante.

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