La regola del silenzio di Oscar Farinetti

La regola del silenzio Salotto Giallo

Recensione di Monica Truccolo

TRAMA

Ugo Giramondi era un bambino come tutti gli altri fino al giorno della morte del suo adorato nonno “Chiodo”, stroncato da un infarto sotto i suoi occhi nel magazzino del grande ferramenta di famiglia. Da quel giorno Ugo perde la facoltà di parlare in modo fluente: la sua mente è più che mai viva, ma lui si esprime verbalmente con estrema parsimonia. Il suo silenzio enigmatico e un po’ “beota”, che molti considereranno un handicap, gli consente tuttavia di sviluppare un’acutezza dei sensi che sarà la sua arma segreta, quella di chi sa auscultare dettagli che gli altri trascurano.

Anziché fare di lui un ragazzo chiuso negli spazi familiari, il silenzio rende Ugo fin dagli anni del liceo il punto di riferimento di un gruppo di amici affiatati e destinati a rimanere legati per sempre. Ma il ticchettio della vita è destinato a spezzarsi dolorosamente una seconda volta il giorno in cui Ugo viene trovato, privo di sensi, sulla scena di un crimine spaventoso, che lo priva di ciò che ha di più caro eppure che avrebbe ottime ragioni per aver commesso. Nel suo esordio come romanziere, Oscar Farinetti sceglie di scavare dentro il cuore dell’amicizia, dell’ambizione, dell’amore.

Scandito in tre tempi – la giovinezza, il processo, il carcere – La regola del silenzio si legge come un thriller ma è anche una grande storia sul coraggio e la tenacia necessari per dare vita a una grande impresa. Al centro della scena un protagonista straordinario che, guidato dalla saggezza dei grandi scrittori di ogni tempo, trasforma la nostalgia di un passato che non può tornare in nuova energia per dare vita a un tempo tutto nuovo.

Cade così, gli occhi fissi nei miei. Si schianta sul pavimento, tra i suoi amati arnesi, le braccia spalancate, la testa piegata di lato. Emette ancora qualche suono, ha un sussulto… l’ultimo.

Ugo Giramondi è il protagonista de La regola del silenzio, un uomo proveniente da una famiglia benestante che ha costruito la propria ricchezza nel commercio di ferramenta.

La sua vita subisce un cambiamento radicale quando assiste impotente alla morte improvvisa del nonno, “Chiodo”, colpito da un infarto nel magazzino della ditta di famiglia. Questo evento traumatico lo segna profondamente e gli fa perdere la capacità di esprimersi con fluidità.

Non si tratta di un vero mutismo, ma di un linguaggio ridotto a poche parole, pronunciate con difficoltà e lentezza. Da quel momento, il silenzio diventa una costante, trasformando per sempre la sua percezione del mondo e delle relazioni.

Buongiorno, mi chiamo Ugo, Ugo Giramondi, e sono un beota. Nel senso che i più mi trattano da beota.

Ugo cresce e affronta l’adolescenza insieme a un gruppo di amici, tra cui Giorgio, il suo migliore amico, e Augusta, la sua fidanzata: una ragazza bella e indipendente, che non condivide pienamente le idee di Ugo ma desidera sentirsi libera.

Ma Giorgio era anche Casanova l’amatore, e notate bene: non l’amante. Perché sosteneva di provare sentimenti d’amore verso ciascuna delle innumerevoli donne con cui intesseva relazioni.

Tutto cambia il giorno in cui Ugo viene ritrovato svenuto accanto ai corpi senza vita di Giorgio e Augusta, senza ricordare nulla di ciò che è accaduto.

Io non ricordo nulla, eppure tutti gli indizi sono contro di me. Talmente tanti che quasi me ne convinco pure io.

La struttura de La regola del silenzio è suddivisa in tre parti, oscillando tra giallo e noir. La prima racconta il trauma infantile e l’adolescenza con gli amici; la seconda ruota attorno al ritrovamento di Ugo privo di sensi accanto al doppio omicidio e al conseguente processo, assumendo le tinte del thriller; la terza si svolge in carcere, dove il silenzio diventa prigione ma anche forma di resistenza.

Non scorderò mai, invece, il silenzio di quella notte.

La capacità di Ugo di trasformare la propria fragilità in forza è il tema centrale del romanzo. Il suo silenzio diventa uno strumento di osservazione e comprensione del mondo, permettendogli di sviluppare un’empatia profonda, spesso più intensa di quella di chi parla senza sosta.

Così, ciò che appare come una limitazione si trasforma in un modo privilegiato di conoscere la realtà con occhi diversi.

E la risposta non può che essere una e una soltanto: no, non abbiamo certezza.

Con una scrittura piacevole e una narrazione evocativa, La regola del silenzio supera i confini del thriller e invita a uno sguardo lucido sulla società contemporanea e sulle sue contraddizioni.

Oscar Farinetti

Imprenditore e dirigente d’azienda italiano, Natale Farinetti (detto Oscar) è figlio del partigiano, imprenditore e politico Paolo Farinetti.

Ha fondato la catena Eataly, ed è l’ex proprietario della catena di grande distribuzione UniEuro, fondata nel 1967 dal padre.

Con il ricavato della vendita di UniEuro nel 2004 dà vita a una nuova catena di distribuzione alimentare, Eataly, ispirata ai principi fondanti di Slow Food di Carlo Petrini.

A febbraio 2013 Eataly conta filiali in Italia, in Giappone e una a New York.

Nel 2003 acquista e segue la ristrutturazione del Premiato Pastificio Afeltra di Gragnano (NA) del quale poi diventa amministratore delegato.

Nel 2011 Farinetti promuove il viaggio in barca a vela da Genova a New York 7 mosse per l’Italia, al quale partecipa insieme al navigatore Giovanni Soldini. Dal viaggio verrà tratto un libro omonimo.

Nel 2012 è stato insignito del Premio Scanno per l’alimentazione per “aver dimostrato di saper coniugare attività imprenditoriale ed attenzione verso l’ambiente ed il sociale”.

Nel 2023 esce per Solferino, 10 mosse per affrontare il futuro.

Bompiani pubblica nel 2025 La regola del silenzio, il suo esordio come romanziere. 

Oscar Farinetti affronta temi come l’emarginazione, il pregiudizio e la difficoltà di comunicare in un mondo sempre più caotico, mettendo in luce come il silenzio, talvolta, possa rivelare più di mille parole.

Il dialogo tra noi stava filando liscio. Io scrivevo di continuo per perfezionare i miei testi alla luce di quello che emergeva al momento.

Numerose le citazioni letterarie, dai classici greci e latini ad autori come Fenoglio, Calvino e Cervantes: le opere diventano strumenti di rinascita e resistenza interiore. Nella terza parte, ambientata in carcere, Ugo affronta la durezza della detenzione trovando nei libri un sostegno prezioso, convinto della propria innocenza.

Diciamo che ho conservato la capacità di provare i sentimenti generatori delle intraprese, come la trepidazione, la speranza, la paura.

La figura di Ugo, avvolta nel suo silenzio enigmatico, diventa una lente attraverso cui osservare il mondo. Ogni parola non detta pesa quanto un pensiero segreto, e il suo mutismo rivela verità che le voci più superficiali non colgono. In La regola del silenzio, il silenzio non è assenza, ma presenza viva: invita a fermarsi, a percepire ciò che sfugge al rumore quotidiano, guidando oltre le apparenze verso una comprensione più autentica di sé e degli altri.

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