Un’indagine del maresciallo Arturo Bonomi
Recensione di Tiziana Cavanna
TRAMA
Nel paesino della Bassa avvolto nella nebbia è avvenuto un misterioso omicidio. La vittima è Fabio Mazza, il rubacuori locale. I sospetti sono tanti: indifferente com’era al fatto che la sua conquista fosse sposata o meno, il morto si era fatto molti nemici, e certo non aiutano le condizioni del corpo trovato in mezzo alla piazza.
Fabio Mazza presenta, infatti, due ferite mortali, come se l’avessero ammazzato due volte: con un colpo di pistola e tagliandogli la gola. Il maresciallo Arturo Bonomi, aiutato dall’ineffabile dottor Peruzzi, da Boris l’oste e dal resto della sua compagnia di amici, è costretto a addentrarsi nei segreti e nei vizi dei suoi compaesani, scoprendo un mondo di gelosie brucianti e passioni nascoste, amori che iniziano e amori che finiscono, femmes fatales e mogli insoddisfatte… ma chi tra loro sarà il vero assassino?
Dopo uno sparo, su una panchina avvolta dalla nebbia, viene ritrovato il corpo di Fabio Mazza, un seduttore incallito ucciso da un colpo di pistola, con un vistoso taglio alla gola.
Quale sarà la ferita mortale?
A sciogliere questo mistero sarà il maresciallo Arturo Bonomi.
…Bonomi non gli rispose. Era già perso nei suoi pensieri. Due ferite mortali significavano due assassini? O uno solo, che per qualche motivo si era accanito sulla vittima? L’avevano ucciso lì o trasportato?
Bonomi è un investigatore pacato, osservatore, dotato di saggezza ed empatia, qualità che gli permettono di leggere l’animo umano. Non è un uomo d’azione: la sua forza risiede nella capacità di cogliere i dettagli e leggere tra le righe.
L’uomo che fu ucciso due volte è ambientato in un paesino della bassa Padana negli anni Sessanta, che non funge solo da sfondo, ma diventa un vero e proprio personaggio con la sua osteria, la piazza, le case immerse nel silenzio e nella nebbia, creando un’atmosfera sospesa nel tempo.
L’Osteria era simile a centinaia d’altri locali della Bassa. Il consueto pavimento in linoleum, sedie di vimini a fortuna, cioè se eri fortunato non traballava troppo, tavoli in legno…
La narrazione alterna con equilibrio momenti introspettivi e colpi di scena.
L’indagine intreccia le vite dei personaggi, svelando gradualmente il mistero e mantenendo viva la tensione.
Emergono segreti, gelosie e ipocrisie di una piccola comunità di provincia.
I personaggi sono ben delineati: Fabio Mazza, la vittima, è un rubacuori che distrugge relazioni e seduce donne sposate e non, guadagnandosi numerosi nemici; il maresciallo Bonomi è un uomo calmo e riflessivo; il medico legale Peruzzi, un solitario; Boris, l’oste del paese, insieme alle mogli e agli amici, contribuisce a dare profondità alla storia.

Alvise Trisciuzzi
Alvise Trisciuzzi è nato a Padova nel 1974 e adesso vive con la famiglia a Torreglia, ai piedi dei Colli Euganei.
È avvocato, un volontario AVIS (ci tiene a ricordare l’importanza delle donazioni di sangue) e un grande appassionato di sport: ciclismo, basket e football americano, ma solo dal divano. Adora le storie, in particolare quelle gialle.
Gli piace ascoltarle, leggerle e a volte scriverle.
Con la Newton Compton ha pubblicato Il delitto della Madonna di Fossalto e Il caso dell’uomo che fu ucciso due volte.
Trisciuzzi unisce la trama investigativa alle tensioni sociali e familiari, alle gelosie e ai non detti, componendo un racconto che è anche un viaggio psicologico nei moti interiori dei personaggi.
Con una scrittura misurata, alternando ironia e malinconia, descrive con precisione ambienti, dialoghi e caratteri,
rendendo la vicenda autentica e vivida.
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