Nido di vespe di Mark Edwards

Nido di vespe Salotto Giallo

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

TRAMA

Estate 1999. Sei brillanti studenti si uniscono in un gruppo di lavoro guidato da un eccentrico professore di psicologia. Stanno per lanciare un metodo in grado di cambiare per sempre il mondo degli incontri online, mettendo a punto un test in grado di rivelare rapidamente le psicopatologie.

Venticinque anni dopo, un inaspettato invito dalla coppia che ha portato avanti l’idea costruendo un impero tecnologico, riunisce gli amici in una sontuosa villa nel cuore di Notting Hill. La cena è in onore del loro mentore, recentemente scomparso. Ognuno porta con sé i propri fantasmi: chi è ancora ossessionato da ciò che avrebbe potuto essere ma non è, chi combatte con problemi economici, chi sta lavorando a un’innovazione segreta, chi nasconde una tragedia familiare logorante.

E poi c’è Finn, un invitato misterioso. All’improvviso le porte si chiudono a chiave. Il segnale dei cellulari scompare. Strane voci risuonano nelle stanze vuote. Una verità agghiacciante prende forma: sono intrappolati. Non per caso, ma per un disegno preciso. Uno di loro nasconde un segreto terribile. Finché non verrà confessato, nessuno potrà andarsene.

Mentre le tensioni aumentano, le amicizie si sgretolano e la paranoia cresce, diventa chiaro che qualcuno non è chi dice di essere. Ma una sola persona custodisce la rivelazione più devastante. Chi di loro è disposto a uccidere in nome di quel terribile segreto?

Con Nido di vespe  Mark Edwards porta in scena quello che per molti ex studenti rappresenta un vero incubo: ritrovarsi, dopo decenni, con i compagni di scuola.

«Amico, dovresti vedere la tua faccia! Non ho la più pallida idea di cosa faccia. Non è su Facebook né da nessun’altra parte.»
Sapevo già che non era presente sui social, almeno non con un nome facilmente rintracciabile e non in modalità pubblica.
«Ci hai stalkerati tutti?» gli domandai.
«Ovvio. In verità, più o meno una decina di anni fa ti avevo anche mandato una richiesta d’amicizia. Suppongo che tu non l’abbia vista. O forse non ti andava di diventare amico su Facebook del tuo vecchio collega?»

Essere costretti a fare un bilancio della propria vita davanti a chi un tempo era amico – o, come in questo caso, compagno di progetto – è un esercizio emotivamente faticoso. Tornano a galla rimpianti, fallimenti, falsi successi e segreti.
Eppure nessuno riesce a sottrarsi: per curiosità, per pettegolezzo o anche solo per rivedere una vecchia fiamma.

Il primo protagonista di questa Réunion è Will, professore di lettere che vive da solo in un piccolo appartamento a sud di Londra. È lui la voce narrante che intreccia due linee temporali: quella del 1999, durante il periodo post-universitario, quando l’idea di creare nuove app online sembrava la strada verso il futuro, sotto la guida del professor Sebastian Marlowe; e quella del presente, con l’invito a casa di due ex compagni, Theo e Georgina, nella loro villa di Notting Hill, per una cena commemorativa dedicata al vecchio mentore.

Quella che dovrebbe essere una serata di ricordi si trasforma ben presto in una trappola. Un burattinaio invisibile muove i fili della memoria, costringendo ciascun personaggio a confrontarsi con fragilità e ombre riemerse sotto una crescente pressione.

Mark Edwards

Mark Edwards scrive thriller psicologici in cui cose terrificanti accadono a persone comuni.

Ha venduto più di tre milioni di copie e si è piazzato più volte in cima alle classifiche dei bestseller da quando, nel 2013, è stato pubblicato il suo primo romanzo.

È anche coautore di sei romanzi insieme a Louise Voss. 

Nel 2019, ai Dead Good Reader Awards, ha vinto il Cat and Mouse Award for Most Elusive Villain con il romanzo Last of the Magpies.

Originario di Hastings nell’East Sussex, ora vive a Wolverhampton con la moglie, i figli e due gatti.

L’ambientazione di Nido di vespe di Edwards è cruciale per lo svolgersi della vicenda, fino a diventare un vero e proprio personaggio della narrazione presente.

Era una palazzina georgiana, quattro piani più scantinato, l’ultima di una schiera di grandiose dimore nel quartiere di Notting Hill.

Inizialmente descritta come la casa ideale, immortalata sulle copertine di riviste patinate, si rivela presto una gabbia claustrofobica, una fortezza inespugnabile perfino per i suoi stessi abitanti.

L’unico estraneo alla cerchia è Finn, invitato in quanto ex assistente del professor Marlowe. Il suo comportamento, però, appare da subito ambiguo e desta sospetti in Will, che cerca di smascherarlo con domande a trabocchetto, per capire se sia davvero chi dice di essere o se stia recitando un copione. Per tutta la prima parte del romanzo non è chiaro se sia una pedina inconsapevole o un complice.

Nido di vespe si colloca a metà strada tra thriller psicologico e suspense: un intreccio di segreti inconfessabili e coincidenze, sostenuto da un ritmo serrato che alterna colpi di scena e omicidi a momenti di introspezione e paranoia.

Salottometro:

Mark Edwards ha accettato di rispondere per noi di Salotto Giallo ad alcune domande sul suo Nido di vespe in un’interessante intervista a cura di Barbara. Potete leggere che cosa ci ha raccontato cliccando questo link.

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