Molto rumore per nulla
Recensione di Francesca Pica
TRAMA
Una nuova indagine per gli investigatori del Bar William. L’idraulico Pino, il virile gommista Marietto, il barista Viliam, il di lui padre Socrate, la “buttafuori” Edmonda de Amicis… una banda di mal traa insema, un manipolo di investigatori dilettanti, che indagano decisi a portare a casa il risultato a ogni costo. La Eddy è sotto ricatto!
Chi avrà scoperto il suo segreto? E cosa vogliono da lei? Mentre i nostri eroi indagano sulla morte sospetta di Rosolino Pochintesta, trovato cadavere nel Ticino, un misterioso giocatore li trascina in una rocambolesca caccia al tesoro in una vivace Milano degli anni Ottanta.
In Bordell per nagòtt, Paola Varalli ci porta nella Milano degli anni ’80: una Milano piena di bar, cortili e personaggi che somigliano ai nostri vicini di casa o a gente che incontriamo nel nostro quartiere.
Già dal titolo, la Varalli mette in chiaro cosa aspettarsi: caos, confusione ma tutto dosato con leggerezza e qualche spruzzata di ironia.
Il vero fulcro del romanzo non è il mistero in sé, ma la compagnia di figure improponibili, ma ben amalgamate che si improvvisano detective.
Mario, il gommista virile, Pino Possa l’idraulico che a volte non capisce un tubo (!),
Marietto, virile e gommista, in tuta blu, il Toni degli operai milanesi, cercava di istruire l’amico idraulico, al secolo Pino Possa sulla funzione sociale dei palazzi popolari della vecchia Milano…
William, barman dell’omonimo bar e figlio di Socrate, cuoco sopraffino e il più acculturato del gruppo
Il barista William, che in zona tutti conoscevano come “il Viliam”
e infine Edmonda De Amicis, per gli amici Eddy, buttafuori in un night club.
Edmonda de Amicis, per gli amici Eddy, era una ragazzona gioviale e palestrata. Tirava di boxe, teneva un punching ball in salotto e aveva un fisico di tutto rispetto, con muscoli torniti al posto giusto e una tecnica sopraffine.
Un gruppo di amici, di gente comune che si ritrova quotidianamente nel bar di quartiere per fare due chiacchiere e per cercare di aiutare qualcuno a risolvere un mistero.
Ogni personaggio è costruito con cura nei minimi dettagli: colori, accenti, il modo di affrontare la realtà, professioni, pregi e difetti.
Nessuno prevale sull’altro: è il lavoro corale a dare forza al racconto e a condurre al risultato.
La narrazione è fluida, lo stile della Varalli è colloquiale, molto vicino al parlato e i termini e le espressioni dialettali milanesi non interrompono il racconto, ma lo arricchiscono perché di facile comprensione nel contesto in cui vengono utilizzate.

Paola Varalli
Architetto per la pagnotta e scrittrice per passione, Paola Varalli nasce sul lago Maggiore e vive tra Milano e il lago di Como.
Ha pubblicato tre gialli con Fratelli Frilli editori, con le “squinzie” come protagoniste, due amiche con la propensione ad indagare e a ficcarsi nei guai.
Con Todaro editore è uscita con due racconti lunghi sulle antologie Quattro volte Natale e Odio l’estate, e nel maggio 2023 ha visto le stampe il suo ultimo lavoro dal bizzarro titolo di “Tira, mòlla e messèda” (le indagini del bar William), giallo che si svolge negli anni ottanta nella Milano da bere.
Pino e Marietto, un idraulico e un gommista sui generis indagano nel “borgh di ortolan”, la zona di via Sarpi, Canonica, Piero della Francesca, ingollano bianchini spruzzati e forse riusciranno a salvare una persona in pericolo.
La Varalli unisce ironia e mistero in un gioco che porta il lettore a partecipare a una caccia al tesoro per le vie di Milano. In Bordell per nagòtt si mescolano situazioni enigmatiche a scene di vita quotidiana, il tutto arricchito da dialoghi sagaci come se fosse un’opera teatrale.
I capitoli brevi fanno sì che la curiosità sia sempre vigile e che le centonovantaquattro pagine si leggano in una giornata.
Senza voler rivelare troppo, in Bordell per nagòtt si possono trovare: ricatti, segreti, morti sospette e una enigmatica caccia al tesoro, che terrà i protagonisti impegnati per buona parte del libro.
A differenza di altri cosy, la Varalli in questo libro sviscera temi più delicati: la forza della comunità per perseguire un obiettivo, la leggera nostalgia verso una Milano che non è più e il contrasto perenne tra segreti e verità.
L’unico difetto è che chi si aspetta un giallo serrato, con indagini intricate e tensione fino all’ultima pagina, potrebbe restare – almeno in parte – deluso. Resta però un romanzo capace di affinare i sensi da detective che ogni giallista porta dentro di sé.
E, visto che nel libro ricorrono spesso i giochi enigmistici, si potrebbe dire che è un giallo perfetto per chi ama ancora le parole crociate facilitate.
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