Recensione di Samuela Moro

A cura di Claudia Pieri e Samuela Moro
TRAMA
Tra sette giorni Jet Mason sarà morta. Jet ha ventisette anni e sta ancora aspettando che la sua vita decolli. Il suo mantra è “lo farò più tardi”, pensando di avere tutto il tempo del mondo. Fino alla notte di Halloween, quando viene aggredita in casa sua da un intruso.
L’attacco le procura un forte trauma cranico e il medico è certo che entro una settimana la lesione scatenerà un aneurisma mortale. Jet non ha mai pensato di avere dei nemici, ma ora vede tutti sotto una nuova luce: la sua famiglia, la sua ex migliore amica, ora sua cognata, il suo ex fidanzato possessivo…
Le restano sette giorni, solo sette giorni per scoprire chi l’ha aggredita, e a mano a mano che le sue condizioni peggiorano, Jet si rende conto che l’unico di cui si possa fidare è il suo amico d’infanzia Billy. Ma questa assurda storia ha anche un risvolto positivo: per la prima volta nella sua vita è determinata a portare a termine qualcosa. Jet risolverà il suo stesso omicidio.
«Sì, le restavano solo tre giorni di vita. Ma quei tre giorni erano suoi, e lei non avrebbe lasciato che l’inferno glieli portasse via. Erano suoi, e lei aveva intenzione di viverli, cazzo, ogni minimo istante, allungando ogni minuto fino a farlo diventare una vita intera. Jet doveva vivere.»
Con Not Quite Dead Yet, Holly Jackson firma un nuovo thriller young adult, un romanzo capace di unire suspense, ironia e riflessioni profonde sul senso della vita.
La storia si apre con un presupposto folgorante: Jet Mason, ventisette anni, sopravvive a un’aggressione brutale ma scopre di avere soltanto sette giorni prima che le lesioni riportate si rivelino fatali. Da quel momento inizia una corsa contro il tempo per individuare chi abbia cercato di ucciderla e, di fatto, per risolvere il proprio stesso omicidio.
La struttura narrativa si sviluppa nell’arco di una sola settimana, un tempo narrativo limitato che conferisce ritmo e urgenza alla storia.
Ogni capitolo diventa così una sorta di conto alla rovescia, scandito dall’inevitabile destino che incombe sulla protagonista.
A spezzare la tensione ci sono alcune significative incursioni nel passato, che hanno lo scopo di gettare luce sulle dinamiche familiari, sui rapporti spezzati e sulle ferite mai del tutto rimarginate. La scrittura della Jackson mantiene un equilibrio costante: scorrevole, immediata e capace di alternare scene di pura azione a momenti più introspettivi, senza mai interrompere il flusso del racconto. Il risultato è una trama solida e fluida, che non si inceppa mai e che, pur nella tensione del thriller, riesce a dare spazio a emozioni autentiche e a riflessioni dal sapore universale.
«Lo faccio domani» rispose.
«Il tuo motto, Jet» sospirò la mamma.
«Non è questo il motto» ribatté papà, ma c’era del calore nella sua voce, «È: “Lo faccio dopo”».
«”Dopo” è una parola meravigliosa» replicò Jet, alzando la voce e dando le spalle ai genitori.
Jet è una protagonista memorabile: sarcastica, brillante nei dialoghi, capace di alternare leggerezza e vulnerabilità.
La sua voce pungente accompagna il lettore attraverso un percorso che è al tempo stesso un giallo e una storia di crescita, segnata dal confronto con paure, insicurezze e desideri mai affrontati.
Accanto a lei emerge la figura di Billy, amico d’infanzia e vicino di casa, che diventa l’alleato più fidato in un contesto in cui tutti – dalla famiglia all’ex fidanzato – sembrano potenzialmente sospetti.

Holly Jackson
Holly Jackson Holly Jackson è una scrittrice britannica.
Si è laureata all’università di Nottingham, dove ha studiato linguistica letteraria e scrittura creativa.
Vive a Londra, dove trascorre il suo tempo libero con i libri (che legge e scrive), con i videogiochi e con i documentari sul crimine, immaginando di essere una detective.
Come uccidono le brave ragazze (Rizzoli 2021) è il suo primo romanzo, diventato una serie TV.
Tra gli altri titoli sempre per Rizzoli, Brave ragazze, cattivo sangue (2022) Five survive (2024), Not quite dead yet (2025).
Holly Jackson riesce a combinare tensione e profondità emotiva, dando vita a un romanzo che è al tempo stesso caccia al killer e inno alla vita, emozionante in tanti modi diversi.
Not Quite Dead Yet mette in scena i conflitti, le gelosie e le fragilità nascoste all’interno dei legami più stretti, ma anche la forza dei rapporti autentici,
capaci di resistere al tempo e alle difficoltà.
Il risultato è una lettura avvincente e sorprendentemente toccante, che, pur intrattenendo, invita a non rimandare i propri desideri e a non trascurare ciò che davvero conta.
Un romanzo che parla a pubblici diversi, trovando risonanza tanto nei lettori adulti quanto nei più giovani appassionati di narrativa young adult.
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