Il silenzio delle rondini di Marco De Franchi

Il silenzio delle rondini Salotto Giallo

Recensione di Katya Fortunato

TRAMA

Omicidi in apparenza inspiegabili e immotivati cominciano ad accadere dapprima soltanto in Italia. Uno solo il fattore in comune: gli assassini sono giovani, spesso giovanissimi. E le prime, ma non uniche, loro vittime sono i genitori. Cosa li ha spinti a uccidere? Quale forza li ha resi capaci di superare il limite tra fantasia e realtà e di compiere atti tanto efferati

Presto nelle forze dell’ordine si fa strada l’ipotesi più semplicistica: ragazzini deviati dai videogiochi, dalle challenge su TikTok o dai social media… Solo Valentina Medici intuisce che sotto c’è qualcosa di più complicato e più spaventoso. L’unica cosa che le resta da fare, quindi, è indagare senza sosta, ricominciando ogni volta da capo. Forse la chiave è in quello strano sogno, o visione, o allucinazione, che tutti i giovani assassini raccontano.

Gabbiani che si scagliano su uno stormo di piccole rondini che non volano via, ma subiscono lo strazio in silenzio. Un silenzio presto riempito dalle urla delle nuove vittime che qualcuno sta preparandosi a uccidere per mano di giovani innocenti…

Marco De Franchi torna in libreria con Il silenzio delle rondini, capitolo conclusivo della trilogia. Con una trama inquietante e dal ritmo serrato, il romanzo ci trascina in un’Italia sconvolta da una scia di omicidi: una nuova e inspiegabile ondata di sangue che vede protagonisti ragazzi che, in alcuni casi, iniziano la propria carriera criminale uccidendo i genitori.

Tre romanzi. Tre indagini impossibili. Una protagonista che ha perso troppo, ma che non ha mai smesso di lottare.

Valentina Medici è il più giovane commissario del Servizio Centrale Operativo. La incontriamo nella sua prima indagine, La condanna dei viventi, alle prese con un caso agghiacciante: bambini scomparsi, segreti inconfessabili e un assassino che trasforma le proprie follie in visioni d’arte deliranti e mortali. In quell’occasione conosce anche Fabio Costa, poliziotto emarginato dal passato oscuro, e Loris, informatico di straordinario talento.

Insieme a loro scopre che nulla è come sembra: dietro i rapimenti si nasconde un disegno più grande, un male antico e inarrestabile.

Fabio aveva ragione, combattere il male è come immergersi in profondità che, oltre un certo limite, possono distruggerti.
[La condanna dei viventi]

Nel secondo capitolo della trilogia, Il maestro dei sogni,  Valentina è pronta a lasciare tutto. L’indagine precedente l’ha segnata per sempre. Ma quando l’Europol la richiama per catturare la donna che le ha distrutto la vita, si ritrova intrappolata in una spirale ancora più pericolosa: un serial killer spietato, omicidi spettacolari, legami del passato che riemergono come ferite mai rimarginate. Per fermare il nuovo incubo, Valentina dovrà affrontare non soltanto i mostri che operano nel mondo, ma anche i propri demoni interiori.

Secondo le loro fonti faceva parte di un organizzazione occulta che si celava dietro molti nomi e nessun nome, ma che una volta qualcuno aveva detto fosse sorta proprio nella Geenna, nel luogo biblico in cui il Moloch divorava gli innocenti.
[Il maestro dei sogni]

Ed eccoci al capitolo finale di questa appassionante saga.

Giovani, spesso giovanissimi, diventano assassini senza un apparente movente, e le prime vittime sono proprio le persone che dovrebbero amare di più: i genitori.

Ho il furore estatico del mio primo omicidio.
Ho quella domanda nella mente.
E ho tempo. Ho tutta la vita davanti per cercare una risposta.
Domani compirò dodici anni.

La società, i media e perfino le forze dell’ordine cercano spiegazioni semplicistiche, puntando il dito contro videogiochi, social network e challenge virali. Ma Valentina sente che la verità è più complessa e, soprattutto, molto più spaventosa.

Un sogno, o forse un’allucinazione, lega tutti i giovani assassini: gabbiani che si scagliano su uno stormo di rondini indifese. Un’immagine che diventa la chiave di un mistero agghiacciante, un filo sottile che unisce realtà e incubo.

«Le rondini sono piccole. Riempiono quel campo. Non si vede più l’erba per quante sono. Sono milioni. E sono belle… Io sono lì, con loro, e sono felice.» Poi qualcosa guastò la sua espressione. Si morse le labbra. Un filo di sangue scuro le macchiò. «Ma poi arrivano. Sempre. E le mordono, le mangiano.»

Lo stile di De Franchi è diretto, incisivo, e mantiene alta la tensione dall’inizio alla fine. L’autore costruisce un crescendo di suspense che non lascia scampo al lettore, alternando colpi di scena imprevedibili a momenti di profonda introspezione psicologica.

Il silenzio delle rondini  non è solo un racconto capace di intrattenere, ma anche un invito a riflettere sul potere della mente, sull’influenza della tecnologia e sulle fragilità emotive delle nuove generazioni, mostrando come il male sia inevitabilmente intorno a noi e quanto sia necessario per poterlo affrontare e sconfiggere.

…lo sai bene che il male non ha bisogno di giustificazioni…

La caratterizzazione dei personaggi è magistrale.

Marco De Franchi

Marco De Franchi (Roma, 1962) fin da bambino sognava di fare lo scrittore tanto quanto desiderava diventare investigatore.

Ha infatti un passato da Commissario Capo di Polizia, periodo durante il quale ha lavorato presso il Servizio Centrale Operativo (SCO), l’ufficio investigativo italiano che più si avvicina all’FBI.

Vive tra Pisa e Livorno con la moglie Debora e i due figli.

Le esperienze sul campo sono state fondamentali per la scrittura dei suoi thriller La condanna dei viventi (2022) e Il maestro dei sogni (2024), entrambi pubblicati da Longanesi e usciti con successo nei principali Paesi europei.

De Franchi scava nel profondo dell’animo umano e lascia senza fiato, con la speranza che tutto resti solo invenzione e che persone così non si debbano mai incontrare nella realtà.

Valentina, Fabio e Loris ti restano dentro, e cerchi di rimandare il loro addio il più a lungo possibile; ma sai che, una volta voltata l’ultima pagina e chiuso il libro, non li rivedrai più. Forse è giusto così, eppure ti mancheranno.

Così come il male divora l’animo umano quando trova terreno fertile, allo stesso modo ci si lascia divorare dalla storia che De Franchi costruisce con un accurato lavoro di ricerca, un’ambientazione che attraversa l’Europa
e uno stile diretto ed essenziale.

All’inizio de Il silenzio delle rondini  troviamo una sorta di riassunto delle puntate precedenti e, sebbene De Franchi inserisca qua e là richiami al passato per chiarire gli antefatti, la lettura dei primi due capitoli della trilogia resta imprescindibile.

E’ iniziato tutto così. Volevo sapere cosa c’è appena oltre la soglia della morte violenta. Volevo vedere quello che vede chi sta per morire. Volevo capire se l’ultimo sguardo si posa su qualcosa di vero e terribile o se sull’altro lato è tutto vuoto e freddo.

Prima o dopo non importa: ciò che conta è leggerli, non solo per comprendere meglio Valentina, Fabio e Loris, ma perché i libri di De Franchi rappresentano un’occasione di lettura davvero notevole, da non perdere.

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