Recensione di Cristiano Colombo

A cura di Claudia Pieri e Samuela Moro
TRAMA
1800. Joseon, Corea. La sedicenne Seol, orfana e nostalgica di casa, viene assegnata all’ufficio di polizia, dove si ritrova ad assistere un giovane ispettore molto rispettato nel corso delle indagini sull’omicidio di una nobildonna. Mentre si addentrano nei meandri più segreti della vita della vittima, Seol stringe un improbabile legame con l’ispettore.
Ma la sua realtà viene messa alla prova quando lui passa da detective a principale sospettato, e Seol potrebbe essere l’unica in grado di scoprire cos’è accaduto veramente la notte del delitto. Ma in una terra in cui il silenzio e l’obbedienza sono considerati più preziosi di ogni altra cosa, la curiosità può essere mortale.
The Silence of Bones non è soltanto un mystery storico: è anche un young adult che racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta attraverso il linguaggio del silenzio.
June Hur costruisce un giallo che procede a passo misurato, non come un thriller che corre, ma come una processione sotto la pioggia: lenta, ossessiva, rituale.
Il silenzio qui è tutto. È regola sociale:
Ho una bocca, ma non devo parlare
è gabbia delle donne, è complicità politica, è arma di fede clandestina.
Ma per Seol, che ha solo sedici anni e si affaccia al mondo degli adulti, il silenzio diventa anche terreno di prova: ogni parola pronunciata incrina il monolite, ogni gesto di ribellione segna un passo nella sua crescita.
Il titolo stesso – The Silence of Bones – è immagine potente: ossa mute, ossa che vogliono raccontare, ossa come reliquie di verità sepolte.
La prosa di Hur è intessuta di contrasti: asciutta nei dialoghi investigativi, lirica nei dettagli atmosferici. Hanyang non è sfondo: è un personaggio vivo, con i suoi mercati che odorano di pesce, i tamburi che scandiscono le ore, i vicoli fangosi che custodiscono superstizioni. L’acqua, ricorrente, è simbolo di purificazione e condanna: pioggia incessante, laghi che riflettono segreti, lacrime rare come confessioni.
La luce, fragile ma resistente, accompagna il percorso di Seol: lanterne tremolanti, candele clandestine nelle messe cattoliche, la luna legata al ricordo del fratello perduto. È un universo che non si limita a descrivere, ma avvolge il lettore.
La struttura narrativa, pur rispettando le regole del giallo – indizi, depistaggi, rivelazioni – richiama quella del romanzo di formazione tipico del genere Young Adult. Seol si presenta come una serva senza voce e diventa una giovane donna capace di credere nel proprio sguardo. L’indagine non le restituisce soltanto la verità sull’omicidio, ma soprattutto un’identità.
Ogni scoperta esterna corrisponde a una rivelazione interiore: fedeltà, coraggio, ribellione. È un percorso di crescita, quasi iniziatico, che parla direttamente ai lettori e alle lettrici più giovani.
I personaggi riflettono fratture e contraddizioni. L’ispettore Han è il cuore spezzato del romanzo: mentore e sospetto, guida e possibile carnefice, è l’adulto contro cui Seol misura il proprio sguardo.
Lady O, pur morta, è una costante: giovane ribelle che insegnava a leggere alle serve, modello di emancipazione femminile.
Soyi, la domestica che mente per proteggere la padrona, incarna il conflitto tra verità e fedeltà. Ogni figura offre a Seol – e al lettore giovane che si riconosce in lei – una domanda, un dilemma, una sfida.
I temi si intrecciano con forza. Il potere patriarcale e politico condiziona ogni gesto: una parola di troppo può costare l’esilio, un affetto proibito la morte. La condizione femminile è mostrata senza filtri: donne obbligate a camminare tre passi dietro, mogli ripudiate se “parlano troppo”.
Ma accanto a questa durezza emergono scintille di resistenza, piccoli spazi di libertà che parlano soprattutto a chi, come Seol, sta imparando a trovare la propria voce. Anche il tema religioso contribuisce a dare profondità: credere diventa un atto di ribellione, un modo per affermare la propria verità contro l’imposizione del potere.

June Hur
June Hur è un’autrice coreano-canadese nota soprattutto per i suoi romanzi storici young adult ambientati nel periodo Joseon in Corea.
Il suo primo romanzo, “The Silence of Bones”, è stato pubblicato da Feiwel & Friends nell’aprile 2020
Ed è in questa tessitura che The Silence of Bones della Hur, sorprende.
Non si accontenta di essere un giallo ben congegnato, ma diventa un Young Adult storico che unisce mistero, simboli e crescita personale. Le ossa parlano, la luna protegge, la pioggia purifica, il silenzio pesa.
È letteratura che non si limita all’intrattenimento, ma che accompagna i giovani lettori dentro le ombre della storia e li invita a interrogarsi su quanto valga la propria voce.
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