Recensione di Tiziana Cavanna

A cura di Cristina Casareggio
TRAMA
Estate 1986. Nina Jacobs ha due obiettivi ben chiari prima dell’inizio del college in autunno: evitare le crisi depressive della madre e perdere la verginità. Realizzare anche solo uno dei due, però, sembra un’impresa impossibile. Sua madre alterna lunghi giorni trascorsi a letto a scatti di rabbia imprevedibili, in cui trasforma ogni gesto in un’offesa, ogni silenzio in una colpa.
Nel frattempo, la reputazione di Nina è a pezzi, a causa di un’esperienza sessuale umiliante diventata subito oggetto di pettegolezzo al Flanagan’s, il bar dell’Upper East Side frequentato dalla gioventù dorata di Manhattan. Nina si sente un’estranea in un mondo dominato da bionde impeccabili dagli occhi azzurri, eppure riesce in qualche modo a inserirsi, anche grazie all’aiuto dell’alcol e dei farmaci che ruba dall’armadietto dei medicinali dei genitori.
È proprio al Flanagan’s che si consuma la sua ossessione per Gardner Reed: affascinante, magnetico, sfuggente. Dopo essere stata introdotta alla cocaina, Nina si getta a capofitto nella ricerca delle sue attenzioni e del suo amore, ignorando i segnali d’allarme che si moltiplicano. Quando un nuovo farmaco sembra finalmente restituire lucidità a sua madre e Gardner pare ricambiare le sue attenzioni, Nina comincia a credere che tutto stia andando nella direzione giusta.
Ma i suoi sogni sono fragili come cristallo, e rincorrere una felicità effimera può avere conseguenze irreparabili. Inoltre, un efferato omicidio a Central Park infrange ogni illusione: la vita di quel gruppo di giovani privilegiati cambia per sempre, trascinandoli in un abisso da cui non tutti torneranno indietro.
La protagonista di Una splendida euforia è Nina Jacobs, un’adolescente fragile e inquieta con due obiettivi: evitare le crisi depressive della madre e perdere la verginità per sentirsi parte del gruppo.
Un gruppo scintillante, composto da ragazze impeccabili e ragazzi snob. A poco a poco, Nina riesce a inserirsi, ma il suo percorso è segnato da relazioni tossiche, dipendenza da ansiolitici e cocaina, e dall’ossessione per Gardner Reed, un giovane affascinante e sfuggente.
Dopo un omicidio efferato a Central Park, tutto cambia: i sogni e i desideri di Nina crollano.

Cynthia Weiner
Cynthia Weiner ha una lunga carriera come scrittrice e insegnante di narrativa.
È anche assistente alla direzione del Writers studio di New York.
Il suo primo romanzo, Una splendida euforia , è ispirato al periodo della sua adolescenza a Manhattan e da un caso realmente accaduto.
La Weiner ambienta la vicenda nella Manhattan degli anni ’80, tra locali affollati, strade eleganti dell’Upper East Side e il cuore verde di Central Park, trasformando la città in un vero e proprio personaggio del romanzo.
La vita di Nina è segnata dalla presenza di una madre instabile e imprevedibile, affetta da depressione e fonte di un peso emotivo costante; di un padre che tenta di sostenere entrambe; e di un nonno malato di Alzheimer. Attorno a lei gravitano anche i giovani dell’Upper East Side, con la loro esistenza dorata e vuota, incarnazione di una superficialità che acuisce il senso di solitudine e inadeguatezza della protagonista.
La narrazione procede in modo lineare: ogni capitolo aggiunge un tassello alla discesa di Nina, alternando introspezione e dialoghi, con una tensione crescente scandita da eventi decisivi.
L’autrice esplora dinamiche familiari, sociali e personali, indagando il lato oscuro della giovinezza, il bisogno di identità e la gestione del dolore con profondità e intensità emotiva.
Con una scrittura fluida e ricca di immagini, dialoghi e descrizioni, Cynthia Weiner restituisce con precisione lo stato d’animo di Nina, impegnata a trovare il proprio posto nel mondo, affrontando le difficoltà della crescita, il peso della malattia materna e amicizie che si rivelano solo apparenza, portando alla luce tutte le sue fragilità.
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