Recensione di Emanuela Ferrara
TRAMA
Marzo 2022. In diretta davanti a milioni di fan, RGen, una giovanissima influencer, si uccide lanciandosi dal ballatoio di Palazzo Pitti. A indagare sulla ragazza e sul suo mondo c’è la commissaria Valeria Mancuso, testa calda della polizia fiorentina, piena di rancore. Ad aiutarla, il fido ispettore Cammarota, napoletano gentile, e la psichiatra della giovane influencer, Elisa Bernabei, la dottoressa algida dagli abiti colorati.
La psichiatra e la commissaria sembrano assolutamente opposte, eppure c’è una storia che le unisce, di amicizia e sofferenza. Una storia simile a quella di RGen, la vittima, in realtà Argentina Riva-Venturi, poco più che ventenne. Figlia della Roma bene, di una ex starlette televisiva,
Domizia Venturi, quarantenne di plastica finita nel dimenticatoio, e di una ex stella del calcio, Alfredo Velásquez Riva, Argentina si portava dietro una storia di cure psichiatriche per l’anoressia, di cui parlava spesso sui social, dove aveva una carriera di successo. Una perfetta esponente di quella che nel libro viene definita Generazione R, la generazione del Rehab e del Recovery.
Amore e odio si fondono e confondono tra le pagine di questo che dovrebbe essere solo uno “stupido” libro giallo ma che è di più, molto, molto di più.
Generazione R, lieve alla lettura, scava nel nostro presente fatto di dirette social,
condivisioni e “scroll” continui.
Poi, se hai la “sfortuna” di leggerlo nei giorni in cui uno dei principali social network in voga tra gli adolescenti, non parla altro che della morte di un ragazzo ricoverato in una clinica psichiatrica per disturbi alimentari (e non solo) che condivideva ogni attimo del suo ricovero, beh il dramma presente tra le sue pagine diventa realtà.
Generazione R ci parla di un mondo che esiste.
Ci parla di immagine in contrapposizione alla sostanza. Narra il suicidio-omicidio di un’influencer, in diretta. Come in diretta, a pensarci bene, è avvenuto l’omicidio di Valeria Márquez. Generazione R è maledettamente vero. E vorresti che così non fosse.

Alessandra Pomilio
Alessandra Pomilio è una psichiatra, psicoterapeuta e autrice italiana.
Dopo aver conseguito la laurea a Pisa, si è specializzata a Roma.
Ha debuttato come autrice teatrale a 17 anni e, come sceneggiatrice, ha vinto nel 2015 il Premio Carlo Bixio (Rai e Mediaset).
Nello stesso anno ha realizzato come produzione indipendente La Rana delle Favole, web serie di cui è anche regista, ora disponibile su YouTube.
Durante la specializzazione ha unito le sue due passioni realizzando spettacoli teatrali presso la UOC di Psichiatria del Policlinico di Tor Vergata.
È stata articolista e intervistatrice per la rivista di psicoterapia sistemico-relazionale La notte stellata.
Nel 2023 con Generazione R (pubblicato da E/O nel 2025) è arrivata finalista al Premio NebbiaGialla nella categoria romanzi inediti.
Alessandra Pomilio, l’autrice, sa bene di cosa parla e sa come farlo. È una psichiatra lei, una che la materia dei disturbi mentali la mastica e la sa rendere fruibile.
La Pomilio crea dei personaggi così veri che ti pare di averli accanto o di averli visti già sullo schermo del tuo smartphone.
Anoressia, dipendenza affettiva, narcisismo. La Generazione r è questo, anche se la cosa è vomitevole e la generazione r è questo per colpa di chi non ha saputo esserci. Di chi non ha saputo tenere in mano le redini dell’esistenza.
Non abbiamo niente. Siamo una generazione nata senza madri e senza padri. Ci hanno partoriti e guardati i social e i cellulari. E loro ci inghiottiranno di nuovo, mentre affoghiamo nelle nostre lacrime silenziose e nei loro cristalli liquidi.
Il romanzo è un romanzo, certo e siamo sicuri che se qualche sceneggiatore dovesse prenderlo in mano saprebbe esattamente cosa farne.
Valeria Mancuso, la commissaria, così cinica e verbalmente violenta.
Elisa Bernabei, la psichiatra con cui vorresti parlare
anche solo per due minuti.
Cammarota, l’ispettore napoletano gentile di cui ognuno di noi avrebbe bisogno sul posto di lavoro.
Sono tutti personaggi che starebbero benissimo in un adattamento televisivo. Anche se forse di storie del genere non se ne dovrebbe più parlare. O dovrebbe essere il contrario? Analizzare fino allo sfinimento i meccanismi perversi che governano le menti dei giovani più fragili. Di quelli che si circondano di falsi amici alla ricerca di facili guadagni e visibilità. Di ragazzi con lo smartphone che scambiano quella che scorre sullo schermo per vita reale.
Di ventenni che soffrono e chiudono con il cibo, con le emozioni e con la vita. La formula magica per la risoluzione di questo dramma generazionale
non l’abbiamo.
Purtroppo.
E questa è decisamente la nostra sconfitta.
La generazione R è Rapida, ma Randagia, Rincoglionita e Rompicoglioni. È Reietta e Reclusa. È Rancorosa e Ruminante. È Rotta, la generazione R. rassegnata. Senza sogni.
Si muore così, nel 2022: in diretta.
Salottometro:


Link d’acquisto

