L’isola del silenzio di Maurizio Maggi

L'isola del silenzio Salotto Giallo

Recensione di Monica Truccolo

TRAMA

ll primo segno che il Bene sta cedendo al Male è quando non riesci più a distinguere la differenza. Un uomo corre su un sentiero sperduto in un’isola greca. Alle spalle, inseguitori armati. Davanti, lo strapiombo. Ottanta metri di vuoto sul mare. Lui è Sante Moras, ex poliziotto, ex guardia carceraria, ex tutto. E sa di essere senza scampo, lo è da tempo.

Eppure chi lo insegue non vuole ucciderlo, ma offrirgli un’impossibile alternativa: scovare un serial killer, in cambio dell’unica cosa che potrebbe salvargli la vita. Quando sull’isola arriva Fabiana Lai, giornalista, amica, forse qualcosa di più, Sante capisce di non avere davvero scelta e accetta. Anche perché Fabiana porta con sé segreti e conti in sospeso. Entrambi sanno che la verità è sempre più sporca di quanto sembri e che nessuno è innocente.

E mentre Atene si riempie di cadaveri in posa da statua greca, Sante capisce che il vero prezzo, alla fine, non sarà il sangue. Sarà scegliere da che parte stare. Nemmeno il silenzio di un’isola ti protegge dalle scelte che non hai fatto.

La ragazza aveva circa trent’anni. Una millennial, l’avrebbero definita quelli dei talk show.

Ne L’isola del silenzio Atene si risveglia ancora una volta scossa da un omicidio: il corpo senza vita di una giovane donna, vestita come un’antica statua greca, viene ritrovato
nel suo appartamento.

Il responsabile è un serial killer spietato, soprannominato Koùros, che continua a colpire con precisione rituale. A cercare di fermarlo sono gli agenti di polizia Veronika Ioannopoulos e il suo collega Alexis, coinvolti in un’indagine serrata e ad alta tensione.

«Appunto. I koùroi. Ma esisteva la versione femminile, le kòrai. E questa sembra una di loro, una kòre.»

Nel frattempo, su una remota isola greca, Sante Moras, ex poliziotto ed ex guardia carceraria, ha deciso di trascorrere gli ultimi mesi della sua vita in totale solitudine. Tuttavia, la sua quiete viene interrotta quando viene contattato da una misteriosa organizzazione, disposta a offrirgli una somma molto elevata purché riesca a catturare vivo lo spietato serial killer. Fabiana, giornalista e sua cara amica, lo raggiunge sull’isola per fargli compagnia e offrirgli il suo aiuto.

L’alba colorava appena il cielo sopra Amàrantos mentre Sante correva verso la parte nord dell’isola, quella non abitata.

Sante è un uomo criptico, un’anima solitaria e scostante, avvolto da un passato tragico e misterioso che nessuno conosce davvero. Ha scelto di chiudersi al mondo, di isolarsi nel suo dolore. Ed è proprio questa sua natura a renderlo una preda facile in un gioco allucinante, più grande di lui, dove non esistono regole né rispetto per gli esseri umani. È un uomo solo, contro tutti, contro un colosso inespugnabile.

Le strade di Veronika e Sante si incroceranno in un momento decisivo, aprendo nuove e fondamentali piste nella caccia a Koùros.

Un incontro che potrebbe cambiare tutto, portando rivelazioni sorprendenti e avvicinandolo sempre di più alla verità.

«È una società di intermediazione finanziaria» disse Veronika con quella che per lei doveva essere una risposta.

Maurizio Maggi

Maurizio Maggi è ricercatore in un istituto di studi socioeconomici.

Si è occupato a lungo di musei, lavorando – in Italia, ma anche in Australia, Brasile, Cina – con comunità impegnate a raccontare la propria storia dal punto di vista locale.

Questo è il terreno nel quale ha maturato l’interesse per la scrittura in ambito narrativo. È stato finalista al Premio ItaloCalvino 2014.

Con Longanesi ha pubblicato L’enigma dei ghiacci nel 2016 e La coda del diavolo (2018). Ha scritto anche numerosi saggi, tra cui ricordiamo: Musei alla frontiera. Continuità, divergenza, evoluzione nei territori della cultura (Jaca Book 2009), I musei (Il Mulino 2012).

Lo stile di Maurizio Maggi è vivido, attento al dettaglio, quasi maniacale nel restituire scene e dialoghi con straordinaria precisione.

Ogni scena prende vita con una chiarezza visiva sorprendente, grazie a uno stile narrativo evocativo.

I personaggi sono costruiti con tale attenzione da sembrare reali, le ambientazioni risultano suggestive e coinvolgenti, e l’intreccio narrativo mantiene alta la tensione dall’inizio alla fine, senza mai perdere ritmo.

La narrazione è inoltre arricchita da momenti di introspezione e riflessione.

Il vento, leggero e caldo, portava profumo di mare e gli accarezzava la pelle. In lontananza, il suono di un traghetto in ingresso nel porto lo riportò alla realtà, spingendolo a incamminarsi verso casa, dove raccontò a Fabiana dell’incontro.

L’isola del silenzio è in definitiva un buon thriller, ricco di suspense e angoscia al punto giusto, ambientato in un contesto selvaggio e suggestivo che amplifica
la forza della narrazione.

La storia non trascura tematiche sociali importanti, aggiungendo profondità e significato alla trama. Il finale saprà sorprendere e lasciare i lettori senza parole, spingendoli a una riflessione intensa: sul perché, nella vita, ci si trovi spesso di fronte a dinamiche che non si possono cambiare, ma che si è chiamati ad accettare.

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