Terapia di gruppo per serial killer di Saratoga Schaefer

Terapia di gruppo per serial killer Salotto Giallo

Recensione di Emanuela Ferrara

TRAMA

È passato qualche mese dal ritrovamento del corpo della giovane Mira Griffin vicino alla rimessa delle barche di Prospect Park, ma la polizia di New York brancola nel buio. Cyra, sorella maggiore di Mira, grazie a un amico che lavora in polizia viene a sapere che in città esiste un gruppo di sostegno per serial killer, dove gli assassini si recano non con l’intento di rimettersi in carreggiata ma per condividere le storie sui crimini che hanno commesso, affinare le tecniche, ascoltare consigli, e dare libero sfogo alle proprie fantasie malate.

Tormentata dal fatto di aver litigato con la sorella poco prima della sua scomparsa, Cyra è determinata a vendicarne la morte: decide così di infiltrarsi nel gruppo inventandosi un personaggio, la gelida Mistletoe, e trovare da sola il killer di Mira. Il surreale mondo con cui entra in contatto è composto da killer senza scrupoli, tutti maschi: c’è Python, un omone che ha il ruolo di moderatore.

Pea Crab, che non riesce a trovare il modo di sbarazzarsi dei corpi senza venire scoperto dalla polizia; Cuckoo, che compie solo delitti di natura sessuale; e Lamprey, maschio alfa attraente e sicuro di sé, un ingegnere informatico che a tempo perso fa l’hacker e ha reso più efficienti i metodi di reclutamento del gruppo.

Quando Cyra inizia ad avvicinarsi a quell’ambiente, però, si rende conto che impersonificare qualcuno privo di scrupoli ed emozioni significa anche poter liberare i propri istinti peggiori e immaginare di compiere azioni a cui non avrebbe mai pensato prima. Un thriller a tinte femministe, con un ottimo equilibrio tra suspense e divertimento che gioca con la parte più oscura dell’animo umano e che porta i lettori a chiedersi quanti mostri spaventosi camminino, invisibili, tra noi.

Quante volte ho pensato: ma io sarei in grado di uccidere un altro uomo?

Questa domanda spesso mi ha destabilizzata e altrettanto spesso l’ho chiusa in un cassetto della mente a tripla mandata.

Fino a quando non ho deciso di leggere
Terapia di gruppo per serial killer.

Sono abbastanza sicura che anche voi di fronte a questa lettura vi porrete la stessa domanda e, esattamente come me, ne rimarrete sconvolti per un po’.

Bando alle ciance e alle considerazioni personali. Il libro della Schaefer si presenta come un thriller con un ottimo equilibrio tra suspense e divertimento in grado di mettere in crisi il lettore.

Quanti mostri camminano invisibili tra noi?

Quanti, come Cyra, la protagonista, si renderebbero conto che impersonificare qualcuno privo di scrupoli ed emozioni significa anche poter liberare i propri istinti peggiori e immaginare di compiere azioni a cui non avrebbe mai pensato prima?

Terapia di gruppo per serial killer funziona per questo e tanti altri motivi.

Un thriller che ti fa mettere in discussione è un thriller che ha già vinto.

Poi, se la protagonista è una donna tanto forte, quanto sensibile,
allora non ce n’è più per nessuno.

Saratoga Schaefer

Saratoga Schaefer è un’autrice nata e cresciuta a New York.

Nel tempo libero, insegna yoga, scala rocce e fa escursioni in montagna.

Sarà che Saratoga Schaefer è una donna con la D maiuscola, che nel suo cammino ha incrociato e vinto battaglie belle impegnative, ma Cyra nella sua corsa buia e contorta alla ricerca della verità sull’uccisione di sua sorella, ti entra nel cuore e non lo lascia più.

Sì, insomma, questa ragazza con una sete di vendetta da far rabbrividire suscita tenerezza e comprensione.

La Schaefer trascina il lettore nello stato d’animo di Cyra e lo fa sprofondare negli abissi più neri della coscienza.

Inventarsi un libro in cui i protagonisti sono impegnati in una terapia di gruppo particolare e bizzarra è stata un’idea geniale. Una di quelle idee che ti può andare molto male o, ed è questo il caso, molto bene.

La scrittura della Schaefer è perfetta per il genere thriller.

Suspense, personaggi inquietanti, intrecci ben studiati, omicidi, stile cupo e tagliente. Flashback confezionati ad arte.

Tensione. Insomma, c’è davvero tutto per leggere avidamente Terapia di gruppo per serial killer e per mettersi in attesa del prossimo romanzo.

Che sia nata una nuova stella del thriller?

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