Recensione di Cristina Casareggio
TRAMA
Questo libro è pieno di errori, mille per la precisione: refusi (ma non di punteggiatura o sintassi, non sono così cattivo), errori lessicali e grammaticali, vocaboli sbagliati, errori fattuali, omissioni. E non è colpa del povero correttore di bozze che ci ha lavorato. Gli errori li ho messi io, per giocare con voi come Niccolò Errante faceva con me.
Errante era un grande scrittore misterioso, enigmatico, che non amava apparire: nessuno sa esattamente neanche quando o dove è nato. Avevo il privilegio di essere il correttore di bozze dei suoi romanzi e posso dire di essere stato anche un suo amico. E a un certo punto io e Niccolò abbiamo iniziato a fare un gioco. Mi inviava brevi racconti pieni di errori da scovare, e quegli errori componevano un messaggio segreto.
Ci abbiamo giocato fino alla sua morte o, per meglio dire, fino al suo suicidio: il 3 giugno 2025, dopo una riunione con la casa editrice, il mio scrittore preferito e mio amico, infatti, completamente ubriaco si è buttato dal balcone di casa sua. Però io so che Errante non si è suicidato e ho nascosto la verità nei mille errori disseminati in questo libro.
E solo i più scaltri tra voi che riusciranno a trovarli potranno ricomporre un messaggio segreto e risolvere il giallo della sua morte. Quanti di voi accetteranno la sfida?
Ma cos’è un errore? Le case editrici hanno dettagliati manuali di stilemi che elencano ogni minima regola per uniformare i testi.
A tutti è capitato di leggere un libro e trovare un errore di stampa, un refuso fastidioso.
Stefano Bartezzaghi e Pier Mauro Tamburini giocano proprio con questi errori, sfidando i lettori nel loro romanzo Bozze non corrette e mettendone alla prova l’attenzione.
È un gioco che parte da un misterioso suicidio: quello di Niccolò Errante, scrittore che ha ottenuto la gloria solo con il suo ultimo romanzo.
Autore che il narratore ha incontrato per caso, diventandone amico, collega e confidente. Il narratore nutre una vera e propria venerazione per Errante, lo stima profondamente, quasi fosse il suo mentore.
Rimasi esterrefatto dalla qualità della scrittura, dalla profondità tematica, dall’efficienza dei meccanismi narrativi. Era un amalgama di generi in cui spiccava il giallo, ma in cui riuscivano a convivere la commedia e l’epica, il romanzo psicologico e quello d’avventura.
Il narratore non crede al suicidio: è convinto che ci sia un mistero da risolvere e parte alla ricerca di indizi per scoprire la verità.
Dalla ricerca dell’ultimo messaggio lasciato da Errante, passando per testi dei generi più disparati, svela così il mestiere del correttore di bozze: un lavoro dietro le quinte, ma fondamentale per autori e case editrici.
Sapete qual è l’unico errore che un correttore di bozze non sa mai emendare? Il lavoro che ha scelto.
Bozze non corrette è un libro che ne contiene mille altri.
Il narratore racconta pagina dopo pagina il suo lavoro, che spazia dal romance al thriller, dal fantasy al giallo; ogni capitolo si intreccia con il mestiere di chi corregge, toccando generi letterari diversi.
Ne nasce una vera e propria ode a un mestiere spesso oscuro, a cui raramente viene riconosciuta la giusta importanza.
Volutamente, il narratore dissemina il testo di errori e refusi che diventano un gioco con il lettore: ogni sbaglio è un indizio per svelare il mistero della morte di Errante.
Da “Italo Corvino”, a “paura” al posto di “pausa”, fino a “ogniuno”, il lettore deve essere sempre attento e pronto.
Bozze non corrette è un giallo dove la lingua italiana, con tutte le sue sfumature, diventa protagonista; solo il lettore più acuto potrà accettare la sfida e arrivare alla verità.
A un certo punto io e Niccolò abbiamo iniziato a fare un gioco. Mi inviava brevi racconti pieni di errori da covare, in cui le correzioni a quegli errori componevano un messaggio segreto.

Stefano Bartegazzi
Stefano Bartezzaghi è un enigmista, giornalista e semiologo.
Cura dal 1987 una rubrica settimanale di giochi linguistici e ogni giorno pubblica un cruciverba su “Repubblica”.
Insegna Semiotica della creatività all’università IULM di Milano.
Tra i suoi lavori più recenti: Mettere al mondo il mondo (Bompiani), Chi vince non sa cosa si perde. Agonismo, gioco, guerra (Bompiani) e Le parole fanno il solletico (con D. Pennac e la collaborazione di Y. Mélaouah, Salani).
Partendo da questo gioco, Bartezzaghi e Tamburini sfidano letteralmente i lettori con un’opera brillante e ambiziosa, mai banale.
Lo stile è diretto e colloquiale, un vero dialogo che coinvolge il lettore pagina dopo pagina.

Pier Mauro Tamburini
Pier Mauro Tamburini è sceneggiatore, regista e scrittore.
È uno dei massimi esperti di libri-gioco in Italia e, con lo pseudonimo Leonardo Lupo, ha co-creato la celebre serie Escape Book (Piemme).
Nel 2010 ha co-fondato La Buoncostume, un collettivo autoriale con cui ha scritto diversi programmi e serie tv.
Ha pubblicato i romanzi Millennials. Il mondo nuovo e Furioso. L’ultimo canto (Mondadori) e i libri-gioco Casi irrisolti e L’isola dei misteri (DeAgostini).
Chi riuscirà a trovare i mille errori disseminati nel testo e a scoprire il mistero?
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