Recensione di Barbara Terenghi Zoia
TRAMA
William Wooler, sposato con due figli, ha una relazione segreta. Il giorno in cui la sua amante tronca la loro storia, William torna a casa, trova la figlia Avery, 9 anni, inaspettatamente rientrata a casa da scuola troppo presto. William perde la pazienza nei confronti della bambina, le dà una sberla, poi esce.
Qualche ora dopo la bambina scompare. La polizia indaga, concentrandosi sugli abitanti della strada dove abita Avery e da dove è sparita. Ma ricostruire quanto potrebbe essere accaduto è difficilissimo per i due detective incaricati dell’indagine: in quella strada tutti sembrano mentire.
Presunti testimoni si fanno avanti con informazioni che forse sono vere o forse no. Il vicinato è sempre più in allarme. E dunque dov’è Avery? È stata rapita?
Qui tutti mentono è ambientato in una tranquilla cittadina della provincia americana, fatta di poche strade e famiglie che si conoscono tutte.
In questo contesto apparentemente sereno e sicuro, un pomeriggio una bambina di nove anni, Avery, scompare nel nulla.
Nessuno l’ha vista, nessuno l’ha incontrata, e ciò che rende il tutto ancora più sconcertante è l’assenza di telecamere nella zona: nessuna immagine utile alle ricerche.
Il fratello maggiore di Avery, Michael, tornando a casa e non trovandola, avvisa i genitori.
Da quel momento si innesca una catena di eventi che porta alla luce un intreccio di bugie, tradimenti e ipocrisie.
Le indagini prendono avvio, e i detective assegnati al caso cercano di ricostruire le ore precedenti alla sparizione. Ma ogni abitante del quartiere sembra avere qualcosa da nascondere, e anche i testimoni apparentemente più affidabili forniscono versioni vaghe, discordanti o reticenti. In quella strada, davvero, nessuno dice la verità.

Lapena
Shari Lapena è scrittrice, avvocato e insegnante canadese.
Il suo primo libro, La coppia della porta accanto, è edito in Italia da Mondadori (2016).
Tra gli altri suoi romanzi, tutti editi Mondadori, Un estraneo in casa mia (2017) e L’ospite indesiderato (2019).
Shari Lapena intreccia con maestria una fitta rete di sospetti, introducendo uno a uno i vicini della famiglia Wooler e mantenendo costante nel lettore il dubbio tra ciò che viene rivelato e ciò che resta taciuto.
I personaggi, presi singolarmente, ricalcano figure familiari: la madre premurosa e tradita, il marito infedele, il vicino all’apparenza tranquillo
che si rivela inquietante.
Eppure, nonostante questi stereotipi, risultano credibili e si arricchiscono, nel corso della narrazione, di sfumature che rendono la trama più profonda e articolata.
Su tutto aleggia una tensione costante, alimentata dalla paura di essere scoperti: che si tratti di piccole omissioni o di segreti ben più gravi, ognuno ha qualcosa da temere.
La narrazione alterna diversi punti di vista, compresi quelli dei detective, e se da un lato non ci sono momenti d’azione adrenalinica, dall’altro la suspense cresce progressivamente, così come l’angoscia: con il passare del tempo, le speranze di ritrovare Avery si affievoliscono.
Ogni capitolo aggiunge uno strato di menzogne e mezze verità, dando alla narrazione un tono quasi claustrofobico, ma sempre coinvolgente.
Numerosi i falsi indizi disseminati nel testo, capaci di far credere al lettore di aver compreso tutto, salvo poi riaprire il campo al dubbio.
Qui tutti mentono parte da una premessa semplice, la sparizione di una bambina in un quartiere che sembra tranquillo, ma si trasforma ben presto in un labirinto di segreti, tensioni emotive e fragilità relazionali.
Un thriller psicologico corale, dove si intrecciano drammi familiari e misteri, e dove nulla è davvero come appare.
Disturbante al punto giusto, avvincente e scritto con uno stile asciutto ma incisivo, questo romanzo conferma l’abilità di Shari Lapena nel costruire tensione e tenere il lettore in costante allerta.
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