Le indagini di Madame le Commissaire
Recensione di Alessandra Isabella Spanò
TRAMA
L’amato sindaco Thierry non c’è più. La sua tragica scomparsa ha lasciato un vuoto enorme nella comunità di Fragolin, che solo con grande fatica e impegno sta lentamente tornando alla normalità. O almeno così sembra. Chissà se il tempo rimargina davvero tutte le ferite, si chiede Isabelle Bonnet, per tutti Madame le Commissaire, che di ferite se ne intende e sa bene che al loro posto rimangono sempre e soltanto cicatrici.
E proprio quando Isabelle comincia a ricostruire una sembianza di quotidianità – le corsette mattutine tra i campi di lavanda, le nuotate nel mare blu, i café au lait con l’amica Clodine – ecco che la routine appena riconquistata va di nuovo in frantumi. Il suo fedele assistente Apollinaire si è scontrato, letteralmente, con un nuovo caso, rischiando di investire con la sua auto una donna che gli ha tagliato la strada sbucando all’improvviso dal bosco.
È in stato di shock, non riesce a parlare, non ricorda cosa le è accaduto e nemmeno il suo nome. Ha la testa fasciata per nascondere un taglio che però sembra medicato da un professionista. Isabelle non riesce a trovare indizi per risalire all’identità della donna e quando le domande che si accavallano diventano troppe, si decide a lanciare un appello sui social. Peccato che in quel momento la donna senza memoria svanisce nel nulla.
La donna senza memoria di Pierre Martin si inserisce con coerenza nel genere del poliziesco caratterizzato da un’ambientazione raccolta e rassicurante, priva di toni crudi e violenza cinematografica.
L’autore prosegue in questo romanzo la serie dedicata a Isabelle Bonnet, ex comandante della sezione antiterrorismo a Parigi ed ora commissario della sezione omicidi di un bel paesino della Provenza. Isabelle adesso si deve confrontare con crimini apparentemente marginali, che si rivelano invece il riflesso di realtà più complesse. All’interno di questo schema, Martin coniuga gli stilemi tradizionali del romanzo poliziesco con elementi del feuilleton e della commedia di costume, mantenendo un tono misurato e ironico ben congegnato.
La Provenza de La donna senza memoria è ovviamente un luogo reale ma qui è trasfigurato in spazio letterario idilliaco, quasi mitico, dove la bellezza del paesaggio fa da contrappunto alla violenza latente dei delitti.
Essa non funge solo da cornice, ma agisce come elemento dinamico dell’indagine stessa: l’intreccio fra topografia, clima, architettura locale e abitudini culturali dei personaggi contribuisce alla costruzione di un contesto investigativo coerente e riconoscibile. La dimensione paesaggistica viene letta da Martin in chiave estetica, delineando un’idea di comunità apparentemente immobile ma attraversata da tensioni profonde.
Pierre Martin affronta con delicatezza ma decisione alcuni temi di notevole rilievo etico e sociale. La perdita dell’identità, sia in senso mnemonico che esistenziale, costituisce il nucleo tematico più evidente, declinato attraverso la figura della donna smemorata, ma anche riflesso nella stessa protagonista, il cui passato personale è segnato da traumi e disillusioni.
Altri temi centrali sono la violenza domestica, l’ipocrisia borghese, il senso di appartenenza e l’illusorietà delle apparenze.

Pierre Martin
Pierre Martin, pseudonimo di uno scrittore tedesco, ha pubblicato dieci romanzi della serie di Madame le commissaire.
Isabelle Bonnet e il suo assistente Apollinaire sono diventati in Germania dei veri e propri personaggi di culto, degni di figurare accanto alle più celebri coppie di detective della letteratura poliziesca.
Presso Neri Pozza e BEAT sono apparsi Madame le commissaire e l’inglese scomparso (2021), Madame le commissaire e la vendetta tardiva (2021), Madame le commissaire e la morte del capo della polizia (2022), Madame le commissaire e la morte in convento (2023) e Madame le commissaire e l’amante assassinato (2024).
Lo stile di Pierre Martin si distingue per una prosa piana, levigata, intrisa di ironia sottile e punteggiata da descrizioni sensoriali vivide.
La narrazione avviene in terza persona, focalizzata sul punto di vista della protagonista.
In tal modo l’autore dà al lettore una doppia focalizzazione: oggettiva nei confronti dell’indagine, soggettiva per quanto riguarda il vissuto emotivo di Isabelle. La tecnica narrativa predilige dialoghi serrati, intercalati da brevi momenti introspettivi e da descrizioni paesaggistiche che fungono da contrappunto lirico senza rinunciare alla densità psicologica.
L’impatto emotivo del romanzo è calibrato e mai manipolatorio.
Il lettore viene coinvolto in un’indagine che tocca corde intime, grazie alla compresenza di suspense narrativa e partecipazione empatica. L’identificazione con Isabelle, unita alla compassione per la vittima, produce un coinvolgimento emotivo autentico che non scade mai nel sentimentalismo. La scrittura controllata di Martin, unita alla sua capacità di suggerire senza esplicitare, potenzia l’effetto catartico dell’opera, lasciando spazio alla riflessione dopo la lettura.
La donna senza memoria di Pierre Martin rappresenta in definitiva un esempio riuscito di giallo d’autore nel contesto
contemporaneo europeo.
L’opera si distingue per una notevole finezza psicologica, per l’efficace costruzione dell’ambiente e per una narrazione sobria. Tuttavia, si rileva una certa prevedibilità nella costruzione dei personaggi secondari e una tendenza alla reiterazione di alcuni stilemi propri del giallo di tipo “leggero”, che appiattiscono le potenzialità innovatrici dell’opera.
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