Recensione di Monica Truccolo
TRAMA
L’atmosfera vacanziera, un po’ glamour, pigra e rilassata di Lipari estiva, per accogliere le indagini dell’ispettore Giorgio Garbo, milanese assolutamente fuori luogo alle Eolie, promosso per meriti (la stampa l’aveva soprannominato il “golden boy della Polizia”!).
Nostalgico di pioggia, nebbia, navigli, polenta e montagne, è riassegnato al commissariato di Lipari; ’U milanisi, viene prontamente ribattezzato in Sicilia. Tra revenge porn, traffico di fentanyl e prostituzione d’alto bordo, l’ispettore Giorgio Garbo piomba a Lipari in pieno agosto e si trova a navigare (non solo metaforicamente, visto che è costretto, per la sua inchiesta, a bordo di aliscafi e altre imbarcazioni; mentre preferirebbe stare sulla neve con un paio di sci) in un ambiente ostico, tra colleghi che faticano ad accettarlo e un caldo insopportabile.
Un giallo fortemente siciliano (ma con una spina milanese nel fianco) e contemporaneo, intriso di mare e di isole, ambientato alle Isole Eolie. Lì dove la Polizia non c’è mai stata e lo Stato si è messo in mente di creare un commissariato in una scuola materna abbandonata (il calo della natalità…). Una galleria di personaggi originali e accattivanti, il racconto di un’indimenticabile estate in uno scenario da sogno.
Era stupido, certo, era una visione da sempliciotti ma anche mentre il mondo bruciava e cascava a pezzi, per Garbo la divisa era qualcosa di significativo. Era la sua famiglia. L’unica rimasta in piedi in mezzo alla tempesta. E alle fiamme di quel sogno che ancora lo perseguitava.
Nell’incantevole e suggestiva isola di Lipari, due giovani, dopo essersi appartati con una barca tra i maestosi Faraglioni, fanno una scoperta sconvolgente: un cadavere che galleggia tra le onde.
Sarà l’ispettore di polizia Giorgio Garbo, un milanese duro e puro, a dover ricomporre i pezzi di questo mistero per scoprire chi si nasconde dietro la tragica morte. Contemporaneamente, Garbo si troverà coinvolto in un’altra indagine: aiutare Fatimah, una giovane influencer, a rintracciare l’insidioso cyber-stalker che la perseguita.
Riverso in acqua. Un cadavere cullato dalle onde, sospeso fra i flutti, proprio accanto alla barca.
La narrazione di Giallo Lipari si sviluppa su due binari destinati a incontrarsi, creando un crescendo di tensione e mistero.
Da un lato, il corpo ritrovato sulla spiaggia, avvolto da segreti oscuri e domande senza risposta; dall’altro, il mondo digitale, crudele e invasivo, dove l’umiliazione pubblica diventa spettacolo e la vendetta si diffonde virale come un’onda inarrestabile.
Il finale incastra ogni elemento alla perfezione, come le tessere di un puzzle, richiamando la raffinata tradizione del noir mediterraneo.
Alzò lo sguardo, ritrovandosi a fissare l’occhio nero della telecamera del drone che stazionava un paio di metri sopra di lei.
Giorgio Garbo è senza dubbio il protagonista indiscusso del romanzo: un trentenne che porta sempre con sé un vecchio Nokia, simbolo della sua resistenza ai tempi moderni. Rifugge i social e si rifiuta di lasciarsi travolgere dai rapidi cambiamenti tecnologici.
È un’anima carica di rabbia e di un forte senso del dovere, intrappolato in un destino con cui fatica a fare pace. Non molla mai, lottando con tutte le sue forze finché non ottiene ciò che vuole.
Per Garbo, che ama profondamente Milano e detesta il mare, il caldo e l’atmosfera vacanziera, il trasferimento al nuovissimo commissariato di Lipari-Isole Eolie è più una punizione che una promozione.
E chiuse la conversazione, sbattendo sul tavolo il telefono, che finì per terra. Riprese subito a squillare, con lo stesso numero. Tre volte, girando su sé stesso per via della vibrazione. Fosse stato uno smartphone si sarebbe scaricato presto, ma quel vecchio Nokia poteva tirare avanti per una settimana.
Giallo Lipari riesce davvero a catturare l’essenza di un luogo che, a prima vista, appare paradisiaco, ma nasconde un lato oscuro e inquietante.
La bellezza mozzafiato delle Eolie si mescola a una tensione palpabile, e il protagonista, ‘U milanisi’, Garbo, aggiunge un tocco di fascino ruvido e misterioso. È come se il romanzo ci portasse in un viaggio tra apparenza e realtà, tra vacanze spensierate e crimini celati sotto la superficie.

Francesco Musolino
Francesco Musolino (Messina, 1981) è giornalista e scrittore.
Collabora con Il Messaggero, La Stampa e L’Unione Sarda. Nel 2019 ha pubblicato il romanzo L’attimo prima (Rizzoli), seguito dal saggio Le incredibili curiosità della Sicilia (Newton Compton, 2019) e dal libro per ragazzi Miti e storie del mare (La Nuova Frontiera Junior, 2023).
Per E/O ha firmato il noir mediterraneo Mare mosso (2022, Selezione Premio Scerbanenco). Collabora con la Scuola Holden ed è l’ideatore del progetto non profit @Stoleggendo, nonché TEDx speaker.
La scrittura ha un ritmo irrequieto: Musolino analizza con acutezza e penetrazione un mondo fragile, corrotto e vulnerabile, che si cela dietro una facciata turistica solo apparentemente rassicurante. Sotto una splendida apparenza, si rivela una realtà ben più complessa e inquietante.
Ci fu un momento di silenzio. Lei fece una piccola torsione e poggiò lo smartphone sul tavolino. Poi tornò a guardarlo negli occhi. E annuì.
Nel romanzo vengono inoltre affrontate tematiche sociali di grande impatto, come la diffusione non consensuale di immagini o video intimi (revenge porn), l’uso e lo spaccio di droghe e la prostituzione d’alto livello. Questioni attuali e rilevanti, che l’autore porta alla luce con coraggio e consapevolezza.
Nel finale di Giallo Lipari ogni pezzo si incastra alla perfezione,
nel solco del miglior noir mediterraneo.
Una lettura che è anche un’immersione tra profumi e colori straordinari, provenienti da uno degli arcipelaghi più affascinanti d’Italia.
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