Recensione di Katya Fortunato
TRAMA
Rifugiatasi a Venezia dopo gli ultimi eventi che l’hanno sconvolta, l’avvocato Elisabeth Scorsese incontra Andrea Spinazzola, in visita in città: possiede una casa d’aste a Londra e ha bisogno di un consulente legale. Ne parla con il padre, James Scorsese, capo dei servizi segreti militari americani, che le confida di stare attenta; il suo nome è coinvolto in loschi traffici di manufatti antichi. Decide di approfondire, ma come arriva nella capitale inglese, Spinazzola è sparito. Per quale motivo? Elisabeth deve lasciar perdere o scoprire cosa nasconde quell’uomo?
Anna Pareto insegna Storia delle religioni presso l’Università di Torino, un lavoro gratificante ma ripetitivo, e così quando riceve dal Vaticano l’offerta di redigere una relazione sulla Terra Santa, accetta di gran volata e si catapulta a Roma. L’aspetta un viaggio a Gerusalemme.
Presto si accorgerà, però, che i luoghi santi nascondono segreti che non possono essere rivelati, ne va degli equilibri del mondo e del destino di milioni di persone. E’ forse finita in un gioco più grande di lei, insidioso e mortale?
Due donne lontane, due storie d’intrigo e mistero destinate a incrociarsi quando il pericolo si trasforma in delitto e le forze in gioco sono temibili quanto fatali.
Dopo la Trilogia dei Codici, Sergio Fanucci torna in libreria con L’enigma del patriarca, riportando in scena Elisabeth Scorsese, alle prese con una nuova avventura tra enigmi, storia e religione.
Il lettore viene trascinato in un viaggio che attraversa il globo, da Roma a Venezia, da New York a Gerusalemme, fino a Londra.
Fanucci costruisce un thriller avvincente, capace di tenere il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
“Non siamo mica Indiana Jones, Elisabeth,” rispose Lara
“No, ma potremmo nel frattempo localizzare Fortini…”
Accanto a Elisabeth c’è Anna, docente di Storia delle religioni all’Università di Torino.
Quando accetta un incarico dal Vaticano per redigere una relazione sulla Terra Santa, si ritrova a Gerusalemme, dove scopre che i luoghi sacri nascondono segreti in grado di alterare gli equilibri mondiali.
Senza volerlo, si trova coinvolta in una trama più grande di lei, piena di insidie e pericoli.
Le vicende delle due protagoniste si intrecciano in un crescendo di tensione, rivelando quanto i misteri del passato possano influenzare il presente, e come il destino di milioni di persone possa dipendere da verità rimaste sepolte nel tempo.

Sergio Fanucci
Sergio Fanucci (1965) figlio e nipote di editori, ha lavorato fin da ragazzo nelle aziende di famiglia e nel 1990 ha ereditato la casa editrice del padre.
Da allora ha costruito un catalogo specializzato nella letteratura di genere creando il Gruppo Editoriale Fanucci.
Vive a Roma con la moglie, due figlie e un cocker spaniel inglese di nome Bloom.
Per Rizzoli ha pubblicato Codice Scorsese (2015), primo volume della Trilogia dei Codici, il successivo Codice Scriba (2016), ora riproposti per la prima volta in edizione tascabile, cui fa seguito l’ultimo e conclusivo romanzo, Codice Lumière per il marchio Timecrime.
Fanucci crea un’atmosfera suggestiva, mantenendo costante la suspense e offrendo una narrazione ricca di riferimenti storici,
religiosi e trame internazionali.
…l’arte nasconde e svela l’intimo umano, a seconda di come la si vuole guardare. Studiarla a fondo è come inoltrarsi nelle pieghe più oscure e sorprendenti dell’anima.
Il romanzo valorizza la figura femminile in tutte le sue sfaccettature. Elisabeth, Anna, Lara e le altre donne coinvolte nella storia non sono “Wonder Woman”, ma riescono a trasformare le proprie fragilità in risorse.
Paura, incertezza e desideri si rivelano per loro una forza propulsiva, anziché un limite.
“Chi sei veramente Elisabeth?” […]
“Non lo so più. Mi sto cercando. Ho perso tante sicurezze e sto provando a risollevarmi.”
In un panorama letterario che spesso attinge alle figure di Leonardo da Vinci o Michelangelo, Fanucci sceglie invece Pico della Mirandola: una figura affascinante e di grande spessore, perfettamente integrata nel contesto narrativo.
La sua presenza non è casuale, ma risulta armonicamente inserita nel disegno complessivo del romanzo.
Con L’enigma del patriarca, Fanucci ci regala un romanzo che ha il ritmo e l’intensità di un film, capace di trasportare il lettore in un viaggio tra misteri antichi, conflitti religiosi e verità nascoste.
Un’avventura avvincente, ricca di colpi di scena e riflessioni profonde, che si legge tutta d’un fiato. Basta solo mettersi comodi e lasciarsi coinvolgere.
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